In breve
- Lo stesso giorno in cui ha fissato le regole del denaro, lo Stato ha pubblicato anche il manuale completo di funzionamento dei parchi eolici del Mar Nero: sei atti, dall’autorizzazione allo sviluppo fino alla dismissione, con oltre 160 pagine di norme.
- L’autorità offshore rilascia l’autorizzazione allo sviluppo in 60 giorni lavorativi dalla presentazione della documentazione completa, e i lavori devono iniziare entro 12 mesi dal rilascio. Il collaudo dei lavori spetta a una commissione con il Ministero dell’Energia, l’autorità offshore e il gestore della rete di trasmissione.
- Nell’edizione in cui sono stati stampati gli allegati, quattro dei cinque decreti sono seguiti dall’allegato di un altro decreto. La procedura di smantellamento compare sotto il decreto della fase di sfruttamento e le istruzioni di esplorazione sotto il decreto della fase di costruzione.
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) n. 730, 730 bis, 731 e 731 bis del 31 agosto 2026
Entrata in vigore: 31 agosto 2026
Chi costruirà nel Mar Nero sa da oggi sia quanto paga, sia che cosa deve fare, passo per passo, dal primo giorno di esplorazione all’ultimo pezzo smontato. Il 31 agosto 2026 sono stati pubblicati sei atti che completano il pacchetto offshore: la decisione del Governo n. 687/2026, con la procedura di collaudo dei lavori, e cinque decreti del presidente dell’Autorità Competente per la Regolamentazione delle Operazioni Offshore nel Mar Nero, abbreviata ACROO. Insieme alla decisione con cui il canone è stato fissato allo 0,75% e le tasse a 800 e 1.500 euro per chilometro quadrato, essi trasformano una legge del 2024 in un regime di lavoro completo.
I cinque decreti coprono due cose diverse. I decreti n. 13 e n. 14 sono autorizzazioni: come si ottiene l’autorizzazione allo sviluppo, cioè il diritto di costruire, e l’autorizzazione allo smantellamento, cioè il diritto di smontare. I decreti n. 15, n. 16 e n. 17 sono istruzioni di sicurezza operativa, una per ciascuna fase del progetto: esplorazione, costruzione e sfruttamento. La decisione n. 687/2026 chiude il cerchio, con la procedura mediante la quale i lavori ultimati vengono collaudati.
Il fondamento giuridico dice qualcosa su come è stato costruito questo regime. Tutti e cinque i decreti sono emanati in base all’art. 8 comma (14) della legge n. 165/2016 sulla sicurezza delle operazioni petrolifere offshore, in combinato disposto con l’art. 4 della legge n. 121/2024 sull’energia eolica offshore. La sicurezza dei parchi eolici al largo poggia dunque sulla legge fatta per le piattaforme di petrolio e gas, e l’autorità che li vigila è la stessa.
Gli effetti che produce
La fase che precede l’approvazione di sviluppo, il permesso di esplorazione, ha ricevuto la propria metodologia il 1° settembre 2026: chi può chiederlo e che cosa deve contenere il fascicolo.
Il primo effetto è che l’investitore ha dei termini. L’autorizzazione allo sviluppo è rilasciata da ACROO in 60 giorni lavorativi dal deposito della documentazione completa, e la valutazione può svolgersi in fasi successive. Se le osservazioni dell’autorità restano irrisolte, ACROO adotta un provvedimento motivato di rigetto, lo comunica al concessionario e ne informa il Ministero dell’Energia. L’autorizzazione allo smantellamento ha lo stesso termine, 60 giorni lavorativi, calcolato però dal deposito del progetto tecnico.
Il secondo effetto è un orologio che parte dopo l’autorizzazione. I lavori di costruzione devono iniziare entro 12 mesi dal rilascio dell’autorizzazione allo sviluppo ed essere ultimati nel periodo di validità stabilito dalla stessa. Almeno 30 giorni prima dell’inizio effettivo dell’esecuzione, anche quando il progetto è realizzato per sezioni o per tronchi, il concessionario trasmette le notifiche previste dalla legge.
Il terzo effetto riguarda il collaudo. Esso è svolto da una commissione composta da rappresentanti del Ministero dell’Energia, di ACROO e del gestore della rete di trasmissione e di sistema, che redige il verbale di collaudo a fine lavori. ACROO ha al massimo 20 giorni lavorativi, dalla conferma che la documentazione è completa, per valutare la conformità ai requisiti regolamentari. Quando mancano documenti, il concessionario ha 20 giorni lavorativi per trasmetterli, con la possibilità di una proroga chiesta con istanza motivata prima della scadenza del termine.
Il quarto effetto riguarda gli incidenti. Le istruzioni di sicurezza impongono la segnalazione ad ACROO e, entro 30 giorni lavorativi dal verificarsi dell’incidente, la trasmissione di una relazione di indagine su modulo, con le cause individuate e le misure correttive e preventive. La trasmissione della segnalazione iniziale non è subordinata alla conclusione dell’indagine.
Il quinto effetto è che la dismissione è stata pensata fin dall’inizio, non lasciata a fra trent’anni. L’autorizzazione allo smantellamento copre lo smontaggio, la rimozione, il trasporto, la dismissione dei mezzi impiegati e la gestione dei componenti risultanti, può essere concessa per fasi o per tronchi ed è preceduta da una consultazione preliminare con ACROO, nella quale il concessionario presenta il concetto di smantellamento e le criticità tecniche o ambientali previste. La consultazione ha valore puramente orientativo.
Che cosa cambia rispetto a prima
Fino al 31 agosto 2026 la legge n. 121/2024 stabiliva che esistono un’autorizzazione allo sviluppo, un’autorizzazione allo smantellamento, requisiti di sicurezza operativa e un collaudo dei lavori, ma nessuno di questi meccanismi aveva una procedura. Un concessionario non poteva sapere quali documenti presentare, a chi, in quanto tempo riceve risposta e che cosa accade se la risposta è negativa. Ora tutti e quattro hanno regole scritte, moduli tipo e termini.
Cambia anche l’architettura istituzionale, che diventa visibile. ACROO rilascia le due autorizzazioni e controlla la sicurezza operativa. Il Ministero dell’Energia monitora il contratto di concessione e partecipa al collaudo. Il gestore della rete di trasmissione e di sistema entra nella commissione di collaudo, perché dalla connessione alla rete dipende la messa in esercizio. Tre istituzioni, ciascuna con il proprio ruolo, in una catena che prima era solo abbozzata nella legge.
Compare anche una simmetria utile tra inizio e fine. La stessa autorità, con lo stesso termine di 60 giorni lavorativi, decide sia se si può costruire, sia se si può smontare. E l’autorizzazione allo smantellamento può essere concessa per l’intera centrale oppure per fasi, esattamente come l’autorizzazione allo sviluppo, il che permette che un parco realizzato per fasi sia anche dismesso per fasi.
Ciò che non è cambiato è il calendario delle gare. Le regole di funzionamento ci sono, quelle del denaro ci sono, i perimetri sono sulla mappa dal 27 agosto, ma il momento di avvio di ciascuna procedura competitiva resta nella discrezionalità del Ministero dell’Energia, senza alcun termine.
Vantaggi e svantaggi
Che cosa migliora
- Tutte e quattro le procedure, sviluppo, smantellamento, sicurezza e collaudo, hanno termini scritti, moduli tipo e un’autorità identificata, cosa che prima non esisteva.
- Il rigetto di un’autorizzazione avviene con provvedimento motivato, comunicato al concessionario, non con il silenzio dell’amministrazione.
- La consultazione preliminare prima della dismissione permette di discutere il concetto con l’autorità prima di investire nel progetto tecnico.
- Il collaudo coinvolge il gestore della rete di trasmissione e di sistema, quindi la connessione alla rete è verificata da chi la gestisce davvero, non solo dall’autorità che regolamenta le operazioni offshore.
- La dismissione ha regole dal primo giorno, non fra trent’anni, e l’autorizzazione può essere concessa per fasi, come la costruzione.
Che cosa resta un problema
- Nell’edizione che contiene gli allegati, quattro decreti su cinque sono seguiti dall’allegato di un altro decreto, quindi il contenuto attribuito a ciascun decreto non si può stabilire in base alla posizione nella pubblicazione.
- I termini dell’autorità decorrono dalla «documentazione completa», e il momento in cui la documentazione è dichiarata completa non ha a sua volta un termine.
- Il concessionario ha 20 giorni lavorativi per integrare un fascicolo, mentre l’autorità ne ha 60 per decidere, e il superamento del termine da parte dell’autorità non ha alcuna conseguenza scritta.
- Il termine di 60 giorni lavorativi per l’autorizzazione allo smantellamento può essere prorogato o sospeso per chiarimenti, senza un limite massimo.
- Il regime di sicurezza poggia sulla legge delle operazioni petrolifere offshore, benché i rischi di un parco eolico siano diversi da quelli di un pozzo.
Consigli pratici
- Se lavorate con il testo dell’edizione n. 730 bis, identificate ogni allegato dal suo titolo, non dal decreto che lo precede. Quattro su cinque sono stampati dopo un decreto diverso da quello a cui appartengono.
- Pianificate l’avvio dei lavori entro 12 mesi dal rilascio dell’autorizzazione allo sviluppo. È un termine di legge, non contrattuale, e il suo superamento incide sulla validità dell’autorizzazione.
- Trasmettete la notifica di inizio dell’esecuzione almeno 30 giorni prima, anche quando avviate solo una sezione, una fase o un tronco.
- Preparate subito un fascicolo di collaudo completo. Il termine di 20 giorni lavorativi di ACROO decorre solo dalla conferma della completezza della documentazione, quindi un fascicolo incompleto non ritarda soltanto, ma azzera il punto di partenza.
- Se ricevete una richiesta di integrazione, chiedete la proroga prima della scadenza dei 20 giorni lavorativi, non dopo. La procedura consente la proroga solo su istanza motivata presentata nel termine.
- In caso di incidente, trasmettete subito la segnalazione iniziale, senza attendere l’indagine. La relazione di indagine ha un termine proprio, di massimo 30 giorni lavorativi dal verificarsi dell’incidente.
- Prima di commissionare il progetto tecnico di smantellamento, chiedete la consultazione preliminare con ACROO. Ha valore orientativo, ma vi mostra che cosa si aspetta l’autorità prima che paghiate il progetto.
Domande frequenti
Quali atti sono stati pubblicati, esattamente?
Quanto dura l’ottenimento dell’autorizzazione allo sviluppo?
Quando devono iniziare i lavori?
Chi esegue il collaudo dei lavori?
Che cosa succede in caso di incidente?
Come si smonta un parco alla fine della sua vita?
Perché si applica la legge sulla sicurezza delle operazioni petrolifere?
Le gare possono partire adesso?
Errori e incongruenze nel testo pubblicato
- Nell’edizione n. 730 bis, quattro dei cinque decreti sono seguiti dall’allegato di un altro decreto. L’edizione riproduce ogni decreto su una pagina propria, seguito immediatamente dal suo allegato. La verifica pagina per pagina mostra le coppie seguenti: pagina 2, il decreto dell’autorizzazione allo sviluppo, seguito alle pagine 3-25 dalle norme sull’autorizzazione allo sviluppo, l’unica coppia corretta; pagina 26, il decreto dell’autorizzazione allo smantellamento, seguito alle pagine 27-57 dalle istruzioni sulla sicurezza nella fase di sfruttamento; pagina 58, il decreto sulla sicurezza nella fase di esplorazione, seguito alle pagine 59-83 dalle istruzioni per la fase di costruzione; pagina 84, il decreto per la fase di costruzione, seguito alle pagine 85-108 dalle istruzioni per la fase di esplorazione; pagina 109, il decreto per la fase di sfruttamento, seguito alle pagine 110-143 dalle norme sull’autorizzazione allo smantellamento. Il sommario dell’edizione n. 730 bis indica gli stessi intervalli di pagine come allegati dei decreti n. 14, 15, 16 e, rispettivamente, 17, quindi riproduce lo stesso incrocio. Ciascuno dei cinque decreti prevede, all’art. 1, che si approvano le norme o le istruzioni «prevăzute în anexa care face parte integrantă din prezentul ordin» (previste nell’allegato che costituisce parte integrante del presente decreto). Poiché l’allegato che segue effettivamente ogni decreto è un altro, il contenuto approvato da quattro dei cinque decreti non può essere stabilito in base alla posizione nella pubblicazione, ma solo in base al titolo dell’allegato. Un lettore in buona fede arriva a due risultati diversi a seconda di come abbina gli allegati: per titolo ottiene il regime coerente; per stampa ottiene istruzioni di sfruttamento approvate come procedura di smantellamento.
Analisi della redazione
Questo pacchetto risolve il problema rimasto dopo che lo Stato ha fissato la mappa e il prezzo: che cosa deve fare, in concreto, chi vince una concessione. I sei atti coprono l’intero ciclo, dalla prima autorizzazione all’ultimo pezzo smontato, e il fatto che le regole di dismissione compaiano lo stesso giorno di quelle di costruzione è una buona scelta. Nei grandi progetti di infrastruttura è la parte finale quella che si rinvia, e il suo costo finisce di solito sullo Stato.
Ciò che si vede dal confronto dei termini è la stessa asimmetria che compare nelle regole del denaro pubblicate lo stesso giorno. L’autorità ha 60 giorni lavorativi, cioè quasi tre mesi di calendario, per rilasciare ciascuna delle due autorizzazioni, e questo termine decorre solo dal momento in cui essa stessa dichiara completa la documentazione. Il concessionario ha 20 giorni lavorativi per integrare quanto gli viene richiesto, e la proroga dipende da un’istanza motivata presentata nel termine. Da nessuna parte è prevista una conseguenza per l’autorità che supera i 60 giorni, mentre per il concessionario i termini corrono con effetti sulla validità dell’autorizzazione. Sommate, le due autorizzazioni e la valutazione di collaudo danno all’amministrazione 140 giorni lavorativi di decisione, quasi sette mesi di calendario, distribuiti sulla durata di vita del progetto.
La seconda cosa che merita di essere detta riguarda ciò su cui poggia la costruzione giuridica. Tutti e cinque i decreti sono emanati in base all’art. 8 comma (14) della legge n. 165/2016, cioè alla legge sulla sicurezza delle operazioni petrolifere offshore. La scelta ha una sua logica amministrativa, perché ACROO esiste già e ha esperienza sulle piattaforme, ma i rischi sono diversi: un pozzo ha idrocarburi in pressione, un parco eolico ha centinaia di strutture fisse su una superficie ampia, cavi sottomarini e traffico di navi di manutenzione. Le istruzioni pubblicate ora trattano separatamente l’esplorazione, la costruzione e lo sfruttamento, il che è corretto, ma il fondamento resta una legge scritta per altro.
Infine, l’errore di stampa dell’edizione n. 730 bis dice qualcosa sulla velocità con cui si è lavorato. Le relazioni della Direzione energia offshore portano date comprese tra il 20 e il 28 agosto, i decreti sono stati firmati nella stessa finestra e tutto è uscito il 31 agosto, in quattro edizioni insieme, con la decisione di concessione e quella di collaudo. Cinque allegati da 25 a 34 pagine ciascuno, stampati nello stesso giorno, si sono incrociati. Non è un errore di merito dell’organo emanante, ma è un errore che colpisce proprio la pubblicazione, cioè l’unico momento in cui un atto diventa opponibile.
Che cosa andrebbe cambiato
- Una rettifica dell’edizione n. 730 bis, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania. È l’unica via perché ogni decreto risulti ufficialmente accompagnato dal proprio allegato. Fino ad allora, qualsiasi rinvio all’«allegato al decreto n. 14/2026» porta, nella pubblicazione ufficiale, a un testo diverso da quello che il decreto ha approvato.
- Un termine per la dichiarazione di completezza della documentazione. I 60 giorni lavorativi di ACROO e i 20 della procedura di collaudo decorrono tutti da questo momento, e il momento stesso non ha un termine. Un termine di 10 giorni lavorativi per la verifica amministrativa chiuderebbe la catena.
- Un limite alla proroga o alla sospensione del termine di autorizzazione dello smantellamento. Il testo consente la proroga «ai fini dei chiarimenti», senza tetto. In una fase in cui il concessionario ha già obblighi ambientali in corso, una proroga illimitata gli sposta addosso il costo.
- La pubblicazione delle decisioni di rigetto, in forma anonimizzata. Il provvedimento motivato di rigetto è comunicato solo al concessionario e al Ministero dell’Energia. Pubblicarne le motivazioni darebbe al mercato, che conta pochi attori, un riferimento su che cosa non passa, prima che ciascuno ci provi per conto proprio.
- Una valutazione, dopo il primo progetto, del fondamento in materia di sicurezza. Se il regime costruito sulla legge delle operazioni petrolifere si rivela inadatto alla specificità eolica, correggerlo costa meno dopo il primo parco che dopo il quinto. Basterebbe una relazione di ACROO a due anni dalla prima autorizzazione allo sviluppo.
Testo originale dell’atto normativo
Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.
Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania
Gazzetta Ufficiale della Romania n. 730, n. 730 bis, n. 731 e n. 731 bis del 31 agosto 2026 16 pagine PDF, 109 KB l'atto inizia a pagina 12
Apri il PDF ufficialeScarica il PDF
Le altre edizioni citate: nr. 730 bis/2026, nr. 731/2026, nr. 731 bis/2026
Su schermi piccoli il visualizzatore non viene mostrato. Usa i pulsanti qui sopra per aprire o scaricare il file.
Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.
