In breve

  • Dal 1° ottobre 2026 l’elenco europeo dei progetti transfrontalieri selezionati nel settore dell’energia rinnovabile conta 15 progetti e la Romania vi figura con due: il complesso idroelettrico Turnu Măgurele – Nicopoli, insieme alla Bulgaria, e un progetto di integrazione dell’eolico per la decarbonizzazione della rete, insieme all’Ucraina.
  • Soltanto uno dei due è nuovo. Il progetto con la Bulgaria è nell’elenco dal 21 ottobre 2024, cioè da 710 giorni, e l’atto non lo tocca in nulla. Il progetto con l’Ucraina entra adesso, fra i tre aggiunti, mentre un progetto spagnolo-olandese viene depennato.
  • Lo status non porta denaro, porta il diritto di chiedere denaro. La dotazione di riferimento per questa categoria è il 15 % dei 5.838.000.000 di euro della componente energia del meccanismo per collegare l’Europa, ossia 875,7 milioni di euro per tutti i progetti dell’Unione, e il richiedente deve inoltre dimostrare che il progetto non si realizzerebbe senza la sovvenzione.
Atto: Regolamento delegato (UE) 2026/1470
Pubblicato: Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, serie L, 2026/1470 dell’11 settembre 2026
Entrata in vigore: 1° ottobre 2026
Applicabile a decorrere dal: direttamente, in tutti gli Stati membri, senza misure nazionali di attuazione

Una tabella di 15 righe decide chi può chiedere fondi europei per l’energia verde costruita in cooperazione con i vicini, e la Romania vi compare due volte. Il regolamento delegato (UE) 2026/1470 della Commissione, pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, serie L, 2026/1470 dell’11 settembre 2026, sostituisce l’articolo 1 del regolamento delegato (UE) 2022/2202 e riscrive da capo l’elenco dei progetti transfrontalieri selezionati nel settore dell’energia rinnovabile. Nel nuovo elenco, in vigore dal 1° ottobre 2026, entra un progetto romeno-ucraino di integrazione dell’eolico, mentre il complesso idroelettrico di Turnu Măgurele resta dov’era. Sul versante idroelettrico il contesto giuridico interno si è mosso nell’estate del 2026, quando gli impianti idroenergetici avviati prima del 2007 hanno ottenuto una via d’uscita dalle aree naturali protette.

Le due voci romene si leggono esattamente come le scrive l’atto. La prima porta il numero di progetto 2023-6 e la denominazione «TMNHSA – Complesso idroelettrico Turnu Măgurele – Nicopoli», con gli sviluppatori Natsionalna Elektricheska Kompania EAD, la compagnia elettrica nazionale della Bulgaria, e S.P.E.E.H. Hidroelectrica S.A., e i paesi partecipanti sono Bulgaria e Romania. La seconda porta il numero 2025-2 e la denominazione «WIND – Wind Integration for Network Decarbonization (integrazione dell’eolico per la decarbonizzazione della rete)», lo sviluppatore indicato in tabella è DTEK e i paesi partecipanti sono Romania e Ucraina. Di più l’atto non dice: non indica la capacità installata, non indica lo stato dei lavori, non indica il costo e non indica alcun importo di finanziamento. La tabella ha quattro colonne, numero del progetto, denominazione, sviluppatori e paesi partecipanti, e si ferma lì per tutte le 15 posizioni.

La parte che chiede attenzione è la parola «nuovo». Il considerando (5) dice che, dopo un invito a presentare proposte pubblicato il 2 settembre 2025 e chiuso il 5 febbraio 2026, sono stati selezionati tre nuovi progetti transfrontalieri, e il considerando (8) dice che un progetto già presente nell’elenco si ritira, perché la sua attuazione non proseguirà nella configurazione transfrontaliera attuale, a causa di problematiche e incertezze di notevole entità. Nessuno dei due considerando nomina i progetti. Il testo pubblicato contiene soltanto l’elenco consolidato, nel quale le voci nuove hanno l’aspetto di quelle vecchie. Chi legge solo questo atto non può stabilire quali righe siano state aggiunte, quindi non può dire se i progetti romeni siano nuovi o no.

Si può stabilire però per confronto, e il risultato è netto. L’elenco in vigore fino al 30 settembre 2026 compreso veniva dal regolamento delegato (UE) 2025/2514 della Commissione, del 29 luglio 2025, applicabile dal 12 gennaio 2026, e contava 13 progetti. Lì la posizione 2023-6 esisteva già, con gli stessi due sviluppatori e gli stessi due paesi. Nel nuovo elenco sono comparsi tre numeri che prima non c’erano, 2025-2, 2025-4 e 2025-5, mentre la posizione 2023-9, il progetto «PONTIS», sviluppato da Iberdrola Clientes S.A.U. e Mitsubishi Corporation, con Spagna e Paesi Bassi come paesi partecipanti, è scomparsa. L’aritmetica torna: 13 progetti, meno uno ritirato, più tre nuovi, fanno 15.

Dei due progetti romeni, dunque, soltanto 2025-2 WIND è nuovo. Il complesso idroelettrico Turnu Măgurele – Nicopoli è entrato nell’elenco con il regolamento delegato (UE) 2024/2613 della Commissione, del 24 luglio 2024, pubblicato il 1° ottobre 2024 e applicabile dal 21 ottobre 2024, quando l’elenco contava 8 progetti. Al 1° ottobre 2026 è lì da 710 giorni. L’atto del 2026 non ne tocca gli sviluppatori, non ne tocca i paesi e non ne tocca il numero. Una cosa sola gli cambia, e in silenzio: la denominazione romena, che passa da «Complexul hidrotehnic Turnu Măgurele – Nicopole», forma del 2024 e del 2025, a «Complexul hidraulic Turnu Măgurele – Nicopole». Nella versione italiana del regolamento la denominazione è invece rimasta identica in tutti e tre gli atti, «Complesso idroelettrico Turnu Măgurele – Nicopoli», quindi il cambiamento riguarda soltanto la versione romena. Il numero 2023-6 e i due sviluppatori restano gli stessi, perciò l’identificazione del progetto non ne soffre, ma in lingua romena la denominazione ufficiale di un progetto dell’elenco è cambiata senza che un solo considerando la menzioni.

Sulle tecnologie l’atto dice meno di quanto sembri. Il considerando (5) mostra che la valutazione ha esaminato l’attuazione dei progetti attraverso tecnologie diverse, fra le quali l’energia geotermica, l’eolico onshore e il solare fotovoltaico, ma non lega nessuna tecnologia a nessun progetto. L’unica indicazione resta la denominazione: il progetto 2025-2 si chiama «Wind Integration for Network Decarbonization», dunque ha al centro l’energia eolica. Per le altre due voci nuove, 2025-4 «DEPLOY», sviluppata da ENERTRAG SE nella regione al confine tra Polonia e Germania, e 2025-5 «ZEGA-LINNK», sviluppata da Geothermie-Wärmegesellschaft Braunau-Simbach mbH tra Austria e Germania, la ripartizione delle tre tecnologie sui progetti non si ricava dal testo pubblicato.

Gli effetti che produce

Il primo effetto è quello scritto dalla Commissione stessa, al considerando (4): l’inclusione nell’elenco rende i progetti ammissibili a presentare domanda di finanziamento nell’ambito del meccanismo per collegare l’Europa. Il verbo conta. Lo status apre il diritto di presentare domanda, non il diritto al denaro. L’articolo 7, paragrafo 3, del regolamento (UE) 2021/1153 dichiara ammissibili al finanziamento gli studi finalizzati allo sviluppo e all’individuazione di progetti transfrontalieri, mentre il paragrafo 4 aggiunge, per i lavori, due condizioni ulteriori che lo status non copre: l’analisi costi-benefici del progetto deve fornire prove di risparmi di costi o di benefici significativi per l’integrazione dei sistemi, la sostenibilità ambientale, la sicurezza dell’approvvigionamento o l’innovazione, e il richiedente deve dimostrare che il progetto non si concretizzerebbe senza la sovvenzione o che non sarebbe commercialmente redditizio senza di essa. Un progetto può dunque stare nell’elenco e non ricevere un solo euro.

Il secondo effetto è la dimensione della dotazione, e qui le cifre si possono calcolare. L’articolo 4, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2021/1153 fissa a 33.710.000.000 di euro a prezzi correnti la dotazione del meccanismo per il periodo 2021-2027. Il paragrafo 2, lettera b), assegna 5.838.000.000 di euro alla componente energia, di cui il 15 %, fatto salvo l’assorbimento da parte del mercato, ai progetti transfrontalieri nel settore dell’energia rinnovabile, e se la soglia del 15 % viene raggiunta la Commissione la innalza fino al 20 %. Ne risultano 875.700.000 di euro come riferimento iniziale e al massimo 1.167.600.000 di euro come tetto. Divisi fra i 15 progetti dell’elenco, il riferimento iniziale dà una media di 58.380.000 di euro per progetto, una cifra che l’atto non scrive e che mostra l’ordine di grandezza reale della competizione. Verificate, le componenti del bilancio si sommano: 25.807 più 5.838 più 2.065 milioni di euro fanno esattamente i 33.710 milioni del paragrafo 1.

Il terzo effetto è che la dotazione non è garantita. L’articolo 7, paragrafo 7, dello stesso regolamento prevede che, se il mercato non assorbe in misura sufficiente i fondi riservati ai progetti transfrontalieri di energia rinnovabile, la parte non utilizzata venga spostata sugli obiettivi relativi alle reti energetiche transeuropee e possa, dal 2024, cofinanziare il meccanismo di finanziamento dell’energia rinnovabile dell’Unione istituito dall’articolo 33 del regolamento (UE) 2018/1999. In altre parole, se i progetti dell’elenco non presentano domande valide, il denaro non resta ad aspettarli.

Il quarto effetto riguarda direttamente il progetto romeno-ucraino ed è il solo che tocchi il modo in cui si misura l’obiettivo di energia verde della Romania. L’articolo 7, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2021/1153 esige che un progetto transfrontaliero sia incluso in un accordo di cooperazione tra due o più Stati membri oppure tra uno o più Stati membri e uno o più paesi terzi, secondo quanto previsto dagli articoli 8, 9, 11 e 13 della direttiva (UE) 2018/2001. Dei quattro, l’articolo 8 disciplina i trasferimenti statistici tra Stati membri, l’articolo 9 i progetti comuni tra Stati membri, l’articolo 13 i regimi di sostegno congiunti, e l’articolo 11 è il solo che copra i progetti comuni tra Stati membri e paesi terzi. L’Ucraina è un paese terzo, quindi la base non può essere che l’articolo 11, il quale riguarda esclusivamente la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

Le condizioni dell’articolo 11, paragrafo 2, sono quelle che trasformano un progetto di carta in kilowatt che contano. L’energia elettrica prodotta nel paese terzo si computa nella quota di energia da fonti rinnovabili dello Stato membro soltanto se è consumata all’interno dell’Unione, e il requisito si considera soddisfatto solo quando una quantità equivalente è stata definitivamente assegnata alla capacità di interconnessione attribuita da tutti i gestori dei sistemi di trasmissione responsabili, nel paese di origine, nel paese di destinazione e negli eventuali paesi di transito, e definitivamente registrata nel bilancio energetico programmato dal gestore del sistema di trasmissione sul lato Unione della linea di interconnessione. Si chiede inoltre che l’impianto sia stato messo in servizio dopo il 25 giugno 2009 o sia stato ammodernato dopo quella data, che l’energia esportata non abbia ricevuto dal paese terzo altro sostegno oltre all’aiuto agli investimenti, e che la produzione rispetti il diritto internazionale, in un paese parte della Convenzione europea dei diritti dell’uomo o di altri trattati sui diritti umani. L’Ucraina è parte della Convenzione, dunque l’ultima condizione è soddisfatta; le altre si verificano a ogni megawattora, con l’assegnazione di capacità e la nomina presso Transelectrica, non con la comparsa nell’elenco.

Il quinto effetto è la vigilanza. Il gruppo per i progetti transfrontalieri, composto da un rappresentante di ciascuno Stato membro e da uno della Commissione, ha, secondo l’allegato, parte IV, punto 4, lettera h), del regolamento (UE) 2021/1153, il compito di monitorare l’attuazione dei progetti dell’elenco definitivo e di raccomandare come evitare i ritardi, mentre i promotori sono obbligati a trasmettere informazioni sullo stato dei lavori. La lettera j) aggiunge la leva: un progetto perde lo status se le informazioni che hanno pesato in modo determinante nella valutazione si rivelano errate o se il progetto non rispetta il diritto dell’Unione. Il ritiro del progetto spagnolo-olandese in questo atto è il primo esempio di uso del meccanismo della lettera h): la relazione annuale sui progressi ha individuato il progetto, il gruppo ha dato il proprio accordo e la posizione è scomparsa dall’elenco.

Che cosa cambia rispetto a prima

Fino al 30 settembre 2026 compreso l’elenco applicabile era quello stabilito dal regolamento delegato (UE) 2025/2514, con 13 progetti, sul quale la Romania appariva una volta sola. Dal 1° ottobre 2026 l’elenco ha 15 progetti e la Romania appare due volte. In termini numerici, l’unico cambiamento che interessa un lettore romeno è l’aggiunta della posizione 2025-2, il progetto con l’Ucraina, perché la posizione 2023-6 passa intatta da una versione all’altra.

È cambiata anche la geografia dell’elenco, in una direzione che vale la pena leggere sulle cifre. Dei 15 progetti, 14 Stati membri compaiono almeno una volta, quindi 13 dei 27 non compaiono da nessuna parte. La Germania è in 6 progetti, cioè nel 40 % dell’elenco. I tre Stati baltici, Estonia, Lettonia e Lituania, compaiono insieme in 5 progetti, e la regione al confine tra Germania e Polonia in 3, tutti e tre relativi al teleriscaldamento urbano o alla decarbonizzazione dell’industria. I due gruppi coprono insieme 8 posizioni su 15, più della metà. I paesi terzi sono tre: Algeria e Tunisia, nel progetto mediterraneo MedGen, e l’Ucraina, con il progetto nuovo. Nel sud-est dell’Europa gli unici Stati membri presenti restano Romania e Bulgaria, legati dallo stesso progetto idroelettrico.

È cambiato, in terzo luogo, il ritmo. L’elenco va riesaminato, secondo l’allegato, parte IV, punto 4, lettera g), del regolamento (UE) 2021/1153, in funzione delle necessità e almeno una volta ogni due anni. Gli aggiornamenti reali sono arrivati più spesso: l’elenco è stato stabilito il 29 agosto 2022 e modificato il 19 settembre 2023, il 24 luglio 2024, il 29 luglio 2025 e adesso il 2 luglio 2026, dunque a intervalli di 386, 309, 370 e 338 giorni. Il ritmo è, in pratica, annuale, e uno sviluppatore che perde un giro non aspetta due anni, ma circa uno.

Vantaggi e svantaggi

Che cosa migliora

  • La Romania ha adesso due progetti nell’elenco invece di uno, e il secondo apre una direzione nuova, la cooperazione con l’Ucraina sulla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, non solo sull’interconnessione e sul transito.
  • Lo status è una porta di finanziamento reale, non un titolo onorifico. Senza di esso un progetto non può concorrere per gli 875,7 milioni di euro riservati a questa categoria nel meccanismo per collegare l’Europa, e la soglia può salire fino al 20 % della componente energia.
  • Per il progetto idroelettrico di Turnu Măgurele la continuità ha un valore in sé. La posizione 2023-6 attraversa il terzo aggiornamento consecutivo senza modifiche, segno che la valutazione annuale dei progressi non ha alzato segnali, mentre un altro progetto è stato depennato proprio con questo atto.
  • Il meccanismo di pulizia funziona. Un progetto che non può più essere portato a termine nella configurazione transfrontaliera esce dall’elenco in seguito alla relazione annuale e all’accordo del gruppo di esperti, quindi la dotazione non resta bloccata su posizioni morte.
  • L’elenco si pubblica anche sul sito della Commissione, secondo l’allegato, parte IV, punto 4, lettera g), dunque uno sviluppatore o un’autorità locale può verificare lo status di un progetto senza aprire la Gazzetta ufficiale.
  • Per il progetto con l’Ucraina la condizione dell’articolo 11, paragrafo 2, lettera d), della direttiva (UE) 2018/2001 è già soddisfatta, perché l’Ucraina è parte della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Resta da risolvere la parte tecnica, non quella dell’ammissibilità di principio.

Che cosa resta un problema

  • L’atto non nomina i progetti aggiunti e nemmeno quello ritirato, pur parlando nei considerando di tre ingressi e di un’uscita. L’unico modo di sapere chi sia nuovo è il confronto manuale con la versione precedente dell’elenco, che il lettore deve cercarsi da sé.
  • L’elenco non contiene nessuna cifra. Mancano la capacità stimata, la produzione annuale, il costo totale e il costo ammissibile, pur essendo proprio questi i dati che l’allegato, parte IV, punto 4, lettera d), del regolamento (UE) 2021/1153 chiede di mettere a disposizione del gruppo di esperti. L’informazione esiste, ma non arriva al pubblico.
  • Alla posizione 2025-2 la colonna degli sviluppatori contiene una sola parola, «DTEK», senza forma giuridica, mentre tutte le altre voci private della tabella sono scritte con la denominazione completa, da «S.P.E.E.H. HIDROELECTRICA S.A.» a «Geothermie-Wärmegesellschaft Braunau-Simbach mbH». Il soggetto che porta avanti il progetto non si può identificare dall’atto.
  • Tra la chiusura dell’invito a presentare proposte, il 5 febbraio 2026, e l’entrata in vigore dell’elenco, il 1° ottobre 2026, sono passati 238 giorni. Uno sviluppatore selezionato ha aspettato quasi otto mesi prima di poter invocare lo status.
  • L’equilibrio geografico richiesto dall’allegato, parte IV, punto 4, lettera i), resta dichiarativo. Tredici Stati membri non compaiono nell’elenco, la Germania compare nel 40 % dei progetti e la metà sud-orientale dell’Unione è rappresentata da un solo progetto.
  • Lo status non abbrevia nulla sul piano autorizzativo. Il considerando (7) dice esplicitamente che l’inclusione nell’elenco è subordinata al rispetto della normativa dell’Unione, compreso l’esito della valutazione ambientale e delle procedure di autorizzazione, quindi un progetto può essere nell’elenco e bloccato nei pareri.

Consigli pratici

  1. Se seguite un progetto determinato, tenete a mente il numero, non la denominazione. I numeri 2023-6 e 2025-2 sono passati invariati attraverso gli aggiornamenti, mentre la denominazione romena del primo è cambiata, nel testo romeno, da «hidrotehnic» a «hidraulic» senza spiegazione, a fronte di un «idroelettrico» italiano rimasto fermo.
  2. Non confondete lo status con il finanziamento. Prima di annunciare un progetto come finanziato dall’Europa, verificate se esiste una sovvenzione assegnata attraverso un invito a presentare proposte del meccanismo per collegare l’Europa. L’elenco del regolamento delegato (UE) 2022/2202 mostra soltanto chi ha il diritto di concorrere.
  3. Gli sviluppatori che vogliono entrare nell’elenco preparano prima l’accordo di cooperazione. Senza un accordo ai sensi degli articoli 8, 9, 11 o 13 della direttiva (UE) 2018/2001 tra gli Stati partecipanti, la domanda non supera il criterio generale dell’allegato, parte IV, punto 2, lettera a), del regolamento (UE) 2021/1153, per quanto buono sia il progetto tecnico.
  4. Preparate l’analisi costi-benefici dall’inizio, non alla fine. L’allegato del regolamento (UE) 2021/1153 elenca, alla parte IV, punto 3, sette componenti obbligatorie, dai costi di produzione e di integrazione nel sistema fino alle emissioni, alla sicurezza dell’approvvigionamento, all’inquinamento locale e all’innovazione, e l’articolo 7, paragrafo 4, ne fa una condizione di ammissibilità per i lavori.
  5. Per un progetto con un paese terzo, pianificate presto la capacità di interconnessione. L’articolo 11, paragrafo 2, lettera a), della direttiva (UE) 2018/2001 richiede l’assegnazione definitiva della capacità attribuita e la registrazione nel bilancio programmato dal gestore del sistema di trasmissione sul lato Unione, quindi la parte di rete non può essere lasciata per ultima.
  6. Seguite il calendario degli inviti a presentare proposte, non solo quello dell’elenco. La Commissione è obbligata, dalla parte IV, punto 4, lettera a), a dare ai promotori la possibilità di chiedere lo status almeno una volta all’anno, e il giro che ha prodotto i progetti nuovi è stato aperto 156 giorni, dal 2 settembre 2025 al 5 febbraio 2026.
  7. Se avete già lo status, trattate la rendicontazione come un obbligo, non come una formalità. La lettera h) della parte IV, punto 4, chiede ai promotori di trasmettere informazioni sull’attuazione, e la lettera j) consente il ritiro dello status per informazioni errate o per mancato rispetto del diritto dell’Unione.

Domande frequenti

Sono nuovi entrambi i progetti romeni?
No. Soltanto il progetto 2025-2, «WIND – Wind Integration for Network Decarbonization», con Romania e Ucraina, entra adesso nell’elenco. Il progetto 2023-6, il complesso idroelettrico Turnu Măgurele – Nicopoli, è nell’elenco dal 21 ottobre 2024, quando è stato aggiunto con il regolamento delegato (UE) 2024/2613. L’atto del 2026 non ne cambia il numero, non ne cambia gli sviluppatori e non ne cambia i paesi partecipanti.
Come si può sapere quali progetti sono nuovi, se l’atto non li nomina?
Per confronto con l’elenco precedente. La versione applicabile fino al 30 settembre 2026 veniva dal regolamento delegato (UE) 2025/2514 e contava 13 progetti. Nel nuovo elenco compaiono tre numeri prima inesistenti, 2025-2, 2025-4 e 2025-5, mentre manca la posizione 2023-9, il progetto «PONTIS» di Spagna e Paesi Bassi. Le 13 posizioni, meno una ritirata, più tre nuove, danno le 15 di adesso.
Che cosa riceve concretamente un progetto incluso nell’elenco?
Il diritto di chiedere un finanziamento europeo attraverso il meccanismo per collegare l’Europa, sia per studi sia per lavori. Per i lavori, l’articolo 7, paragrafo 4, del regolamento (UE) 2021/1153 aggiunge due condizioni: l’analisi costi-benefici deve mostrare risparmi o benefici significativi, e il richiedente deve dimostrare che il progetto non si realizzerebbe o non sarebbe commercialmente redditizio senza la sovvenzione.
Quanto sono grandi i fondi ai quali si può arrivare?
La componente energia del meccanismo dispone di 5.838.000.000 di euro per il periodo 2021-2027, di cui il 15 % è riservato a questa categoria di progetti, fatto salvo l’assorbimento da parte del mercato, cioè 875.700.000 di euro. Se la soglia viene raggiunta, la Commissione la innalza fino al 20 %, dunque fino a 1.167.600.000 di euro. Sui 15 progetti dell’elenco il riferimento iniziale dà una media di 58.380.000 di euro, ma la ripartizione avviene per competizione, non per quote.
L’atto dice quale capacità ha il progetto con l’Ucraina?
No. La tabella ha quattro colonne, numero, denominazione, sviluppatori e paesi, e nessuna contiene cifre tecniche o finanziarie. La capacità stimata in kilowatt, la produzione annuale, il costo totale e il costo ammissibile sono informazioni che l’allegato, parte IV, punto 4, lettera d), del regolamento (UE) 2021/1153 richiede per il gruppo di esperti, non per il testo pubblicato.
L’energia prodotta in Ucraina entra nell’obiettivo di energia verde della Romania?
Soltanto se sono soddisfatte le condizioni dell’articolo 11, paragrafo 2, della direttiva (UE) 2018/2001. La più difficile è la prima: l’energia elettrica deve essere consumata nell’Unione, e la prova consiste nell’assegnazione definitiva di una quantità equivalente alla capacità di interconnessione attribuita da tutti i gestori dei sistemi di trasmissione coinvolti e nella sua registrazione nel bilancio energetico programmato sul lato Unione. La semplice comparsa nell’elenco non produce questo effetto.
Perché il Lussemburgo compare in progetti di eolico offshore?
Perché «transfrontaliero» significa qui un legame giuridico, non un cavo. Il Lussemburgo, che non ha sbocco sul mare, compare in due progetti, il parco eolico offshore Saare-Liivi, insieme all’Estonia, e gli studi CORES, insieme al Portogallo. I meccanismi di cooperazione degli articoli 8 e 9 della direttiva (UE) 2018/2001, il trasferimento statistico e il progetto comune, non richiedono vicinanza geografica.
Ogni quanto si aggiorna l’elenco?
L’allegato, parte IV, punto 4, lettera g), del regolamento (UE) 2021/1153 chiede un riesame almeno una volta ogni due anni. In pratica gli aggiornamenti sono arrivati il 19 settembre 2023, il 24 luglio 2024, il 29 luglio 2025 e il 2 luglio 2026, dunque a 386, 309, 370 e 338 giorni l’uno dall’altro, con cadenza quasi annuale.

Analisi della redazione

L’atto risolve un problema amministrativo reale, tenere aggiornato un elenco che decide l’accesso a una dotazione europea, e lo risolve con economia di mezzi: un solo articolo di sostanza, che sostituisce l’articolo 1 del regolamento di base con l’elenco completo. Il problema è che l’economia di mezzi la paga il lettore. Due considerando annunciano tre ingressi e un’uscita, e nessuno dei due dice quali siano. Il testo pubblicato non porta alcun segno di novità: le posizioni 2025-2, 2025-4 e 2025-5 sono stampate esattamente come le posizioni del 2022. Per sapere che il progetto romeno di Turnu Măgurele è nell’elenco da 710 giorni, mentre quello con l’Ucraina è nuovo, bisogna aprire tre atti, il regolamento delegato (UE) 2024/2613, il regolamento delegato (UE) 2025/2514 e questo, e confrontare 13 righe con 15. Un atto delegato che nasconde il proprio oggetto non viola nessuna regola di redazione, ma sposta il costo della lettura sul destinatario.

La seconda osservazione nasce dall’incrocio tra l’elenco e il bilancio, e mostra che lo status vale meno di quanto suoni. La componente energia del meccanismo per collegare l’Europa dispone di 5.838.000.000 di euro, di cui il 15 % per questa categoria, dunque 875.700.000 di euro. Divisi fra 15 progetti, ne esce una media di 58.380.000 di euro, per un orizzonte che si chiude il 31 dicembre 2027, cioè a 456 giorni dall’entrata in vigore dell’elenco. Un complesso idroelettrico sul Danubio non si finanzia con 58 milioni di euro, e l’articolo 7, paragrafo 7, consente di spostare la parte non assorbita sulle reti energetiche transeuropee. In questo quadro finanziario l’elenco è soprattutto una condizione di ammissione a un concorso, e il concorso è breve e piccolo rispetto agli oggetti che vi figurano.

La terza osservazione riguarda l’equilibrio geografico, che l’allegato, parte IV, punto 4, lettera i), del regolamento (UE) 2021/1153 mette a carico della Commissione. Contato sulla tabella pubblicata, non esiste. Tredici dei 27 Stati membri non compaiono in nessuna posizione. La Germania compare in 6 progetti su 15, e tre di essi sono nello stesso corridoio, il confine tra Germania e Polonia, con il teleriscaldamento a Görlitz e Zgorzelec, il teleriscaldamento a Słubice e Francoforte sull’Oder e la decarbonizzazione dei cluster industriali della stessa regione. Gli Stati baltici aggiungono 5 progetti. Le due concentrazioni fanno 8 posizioni su 15. Il sud-est dell’Unione ha un solo progetto, quello bulgaro-romeno, al quale si aggiunge adesso, per la Romania, il progetto con l’Ucraina. L’interpretazione più benevola è che l’elenco rifletta dove esiste già capacità amministrativa di preparare dossier transfrontalieri, non dove serve la decarbonizzazione. Questa interpretazione non si ricava dall’atto, ma si ricava dal conteggio delle sue righe.

La quarta osservazione riguarda la sola voce che conti per la Romania e il modo in cui è scritta. Il progetto 2025-2 ha, nella colonna degli sviluppatori, una sola parola: DTEK. Tutte le altre voci private della tabella portano la denominazione completa, con la forma giuridica, da «Natsionalna Elektricheska Kompania EAD» e «S.P.E.E.H. HIDROELECTRICA S.A.» fino a «Geothermie-Wärmegesellschaft Braunau-Simbach mbH» e «ENERTRAG SE», e il progetto MedGen arriva a precisare il ruolo di ciascuna società, coordinatore o promotore. Per il progetto con l’Ucraina l’atto nomina un gruppo, non una persona giuridica. Non è una contraddizione, perché lo status si attacca al progetto, identificato dal numero e dalla denominazione, non allo sviluppatore. È però un’asimmetria che lascia senza risposta, sul progetto più recente della Romania, la domanda più semplice: chi lo porta avanti.

Che cosa andrebbe cambiato

  • Segnalare nel testo stesso dell’atto le voci nuove e quella ritirata. Una colonna con l’atto attraverso il quale ciascun progetto è entrato nell’elenco, o almeno l’elencazione dei numeri aggiunti e di quello ritirato nei considerando (5) e (8), renderebbe inutile il confronto manuale con due regolamenti precedenti e chiuderebbe l’errore prevedibile, presentare come novità un progetto vecchio di due anni.
  • Pubblicare i dati che il gruppo di esperti riceve comunque. L’allegato, parte IV, punto 4, lettera d), del regolamento (UE) 2021/1153 chiede la capacità stimata, la produzione annuale, il costo totale e il costo ammissibile. Due colonne in più nella tabella darebbero al pubblico, alle autorità locali e alla stampa la base minima di valutazione, senza toccare le informazioni commercialmente sensibili, che la stessa lettera già esclude.
  • La denominazione completa dello sviluppatore, con la forma giuridica, per ogni posizione. «DTEK» non identifica una persona giuridica, e per i progetti con i ministeri non si precisa nemmeno lo Stato, pur comparendo due paesi all’«Isola energetica di Bornholm». Una regola unica di redazione della colonna eliminerebbe la differenza di trattamento tra le posizioni.
  • Fissare la denominazione romena dei progetti e correggere il cambiamento silenzioso. Il progetto 2023-6 è stato chiamato «Complexul hidrotehnic Turnu Măgurele – Nicopole» nel 2024 e nel 2025, e adesso «Complexul hidraulic Turnu Măgurele – Nicopole», mentre la versione italiana ha mantenuto «Complesso idroelettrico Turnu Măgurele – Nicopoli» in tutti e tre gli atti. O si torna alla forma consolidata, o la forma nuova si assume con una rettifica, perché il tracciamento del progetto nei documenti non dipenda dalla versione linguistica aperta.
  • Un termine massimo tra la chiusura dell’invito a presentare proposte e l’entrata in vigore dell’elenco. Tra il 5 febbraio 2026 e il 1° ottobre 2026 sono passati 238 giorni, dei quali 71 soltanto tra l’adozione dell’atto, il 2 luglio 2026, e la sua pubblicazione, l’11 settembre 2026, cioè più della vacatio legis di 20 giorni che l’atto si impone da sé. Un termine di pubblicazione accorcerebbe l’attesa degli sviluppatori già selezionati.
  • Un rinvio espresso al meccanismo di cooperazione applicabile a ciascun progetto. Un progetto con un paese terzo non può fondarsi che sull’articolo 11 della direttiva (UE) 2018/2001, con tutte le sue condizioni di consumo nell’Unione, mentre un progetto tra Stati membri può poggiare sull’articolo 8, 9 o 13, con conseguenze del tutto diverse. L’indicazione dell’articolo in tabella mostrerebbe al lettore, a prima vista, che cosa deve accadere fisicamente perché il progetto conti nell’obiettivo di uno Stato membro.

Testo originale dell’atto normativo

Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.

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REGULAMENTUL DELEGAT (UE) 2026/1470 AL COMISIEI din 2 iulie 2026 de modificare a Regulamentului delegat (UE) 2022/2202 prin actualizarea listei de proiecte transfrontaliere selecționate în domeniul energiei din surse regenerabile (Text cu relevanță pentru SEE)

EMITENT: Comisia Europeană

Publicat în: Jurnalul Oficial al Uniunii Europene, seria L, 2026/1470 din 11 septembrie 2026

COMISIA EUROPEANĂ,

având în vedere Tratatul privind funcționarea Uniunii Europene,

având în vedere Regulamentul (UE) 2021/1153 al Parlamentului European și al Consiliului din 7 iulie 2021 de instituire a Mecanismului pentru interconectarea Europei și de abrogare a Regulamentelor (UE) nr. 1316/2013 și (UE) nr. 283/2014 (1), în special articolul 25 alineatul (1) litera (b),

întrucât:

(1) Regulamentul (UE) 2021/1153 stabilește o categorie de proiecte transfrontaliere în domeniul energiei din surse regenerabile care contribuie la decarbonizare, la finalizarea pieței interne a energiei și la îmbunătățirea securității aprovizionării cu energie. În temeiul articolului 7 alineatul (1) din Regulamentul (UE) 2021/1153, proiectele transfrontaliere respective sunt instituite printr-un acord de cooperare între două sau mai multe state membre sau între unul sau mai multe state membre și una sau mai multe țări terțe, astfel cum se prevede la articolele 8, 9, 11 și 13 din Directiva (UE) 2018/2001 a Parlamentului European și a Consiliului (2).

(2) Selecționarea proiectelor transfrontaliere în domeniul energiei din surse regenerabile face obiectul criteriilor și procedurilor generale prevăzute în Regulamentul (UE) 2021/1153 și al unor criterii de selecție specifice și detalii suplimentare ale procesului de selecție prevăzute în Regulamentul delegat (UE) 2022/342 al Comisiei (3).

(3) Proiectele transfrontaliere în domeniul energiei din surse regenerabile sunt selecționate și incluse pe o listă elaborată în acest scop prin intermediul actelor delegate.

(4) Includerea pe listă a proiectelor transfrontaliere în domeniul energiei regenerabile le face eligibile pentru solicitarea de finanțare în cadrul Mecanismului pentru interconectarea Europei.

(5) În urma unei cereri de propuneri publicate la 2 septembrie 2025 și încheiate la 5 februarie 2026, au fost selecționate trei noi proiecte transfrontaliere în domeniul energiei din surse regenerabile. Proiectele selecționate au fost evaluate de experți externi și de experți din cadrul Agenției Executive Europene pentru Climă, Infrastructură și Mediu și al Comisiei Europene. Evaluarea a examinat în special exploatarea eficientă din punctul de vedere al costurilor a energiei din surse regenerabile și punerea în aplicare a proiectelor prin diferite tehnologii din domeniul energiei din surse regenerabile, inclusiv energia geotermică, energia eoliană onshore și energia solară fotovoltaică.

(6) Comisia a notificat rezultatele evaluării referitoare la noile proiecte transfrontaliere selecționate în domeniul energiei din surse regenerabile Grupului de experți pentru proiecte transfrontaliere în domeniul energiei din surse regenerabile (4) (denumit în continuare „grupul de experți”). În urma acordului grupului de experți, noile proiecte transfrontaliere selecționate în domeniul energiei din surse regenerabile trebuie incluse pe listă.

(7) Includerea proiectelor pe lista proiectelor transfrontaliere în domeniul energiei din surse regenerabile face obiectul conformității acestora cu legislația Uniunii, inclusiv cu rezultatul evaluării de mediu și al procedurilor de autorizare relevante.

(8) În scopul punerii în aplicare a părții IV punctul 4 litera (h) din anexa la Regulamentul (UE) 2021/1153, Comisia a prezentat grupului de experți raportul anual privind progresele înregistrate în ceea ce privește proiectele aflate deja pe lista proiectelor transfrontaliere în domeniul energiei din surse regenerabile. Raportul privind progresele înregistrate a identificat un proiect a cărui punere în aplicare nu va continua în configurația sa transfrontalieră actuală din cauza unor dificultăți și incertitudini semnificative. În urma acordului grupului, respectivul proiect transfrontalier în domeniul energiei din surse regenerabile trebuie retras de pe listă.

(9) Prin urmare, Regulamentul delegat (UE) 2022/2202 al Comisiei (5) trebuie modificat în consecință,

ADOPTĂ PREZENTUL REGULAMENT:

Articolul 1

Articolul 1 din Regulamentul delegat (UE) 2022/2202 se înlocuiește cu următorul text:

„Articolul 1

Lista proiectelor transfrontaliere în domeniul energiei din surse regenerabile selecționate în temeiul părții IV punctul 4 litera (g) din anexa la Regulamentul (UE) 2021/1153 este următoarea:

Numărul proiectului Denumirea proiectului Dezvoltatorii proiectului Țările participante
2022-05 ELWIND – Proiect comun și hibrid de energie eoliană offshore între Estonia și Letonia Ministerul Afacerilor Economice și Comunicațiilor din Estonia; Ministerul Economiei Republicii Letonia Estonia și Letonia
2022-07 CICERONE – CEO-Alianța pentru un lanț valoric european și transfrontalier al hidrogenului verde Essent Hydrogen B.V.; IBERDROLA CLIENTES S.A.U. Germania, Țările de Jos și Spania
2022-10 UNITED HEAT – Termoficare urbană neutră din punctul de vedere al schimbărilor climatice în orașul european Goerlitz Zgorzelec Stadtwerke Görlitz AG; SEC Zgorzelec Sp. z o.o. Germania și Polonia
2023-2 ULP-RES WP – Parcul eolian Utilitas Lode-Penuja RES Utilitas Wind SIA; Utilitas Wind OÜ Estonia și Letonia
2023-3 SLOWP – Parcul eolian offshore Saare-Liivi Utilitas Wind OÜ Estonia și Luxemburg
2023-6 TMNHSA – Complexul hidraulic Turnu Măgurele – Nicopole Natsionalna Elektricheska Kompania EAD; S.P.E.E.H. HIDROELECTRICA S.A. Bulgaria și România
2023-7 BEI – Insula energetică Bornholm Ministerul Climei, Energiei și Utilităților Publice Danemarca și Germania
2024-1 CORES – Studii cuprinzătoare privind potențialul energiei din surse regenerabile offshore DGEG – Direção Geral de Energia e Geologia Luxemburg și Portugalia
2024-2 Generare de energie din surse regenerabile Medlink – MedGen Zhero Europe B.V: entitate juridică privată într-un stat membru (NL – coordonator) Medlinks Algeria B.V.: entitate juridică privată într-un stat membru (NL – promotor) Medlinks Tunisia B.V: entitate juridică privată într-un stat membru (NL – promotor) Algeria, Italia și Tunisia
2024-3 Parcul eolian Utilitas Eleja-Joniski – UELJO WP Utilitas Wind SIA; Utilitas Wind UAB Letonia și Lituania
2024-4 Parcul eolian offshore LiiviBay Enefit Green AS Estonia și Letonia
2024-6 Transformarea ecologică a încălzirii centralizate în orașele înfrățite Słubice și Frankfurt (Oder) – Twin Heat SEC Region Sp. z o.o și Stadtwerke Frankfurt (Oder) GmbH Germania și Polonia
2025-2 Integrarea energiei eoliene pentru decarbonizarea rețelei – WIND DTEK România și Ucraina
2025-4 Decarbonizarea clusterelor industriale din regiunea de frontieră germano-poloneză prin instalarea unei centrale electrice transfrontaliere integrate – DEPLOY ENERTRAG SE Germania și Polonia
2025-5 Rețea de termoficare cu emisii zero care leagă Germania și Austria – ZEGA-LINNK Geothermie-Wärmegesellschaft Braunau-Simbach mbH Austria și Germania”

Articolul 2

Prezentul regulament intră în vigoare în a douăzecea zi de la data publicării în Jurnalul Oficial al Uniunii Europene.

Prezentul regulament este obligatoriu în toate elementele sale și se aplică direct în toate statele membre.

Adoptat la Bruxelles, 2 iulie 2026.

Pentru Comisie

Președinta

Ursula VON DER LEYEN

(1) JO L 249, 14.7.2021, p. 38, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/1153/oj.

(2) Directiva (UE) 2018/2001 a Parlamentului European și a Consiliului din 11 decembrie 2018 privind promovarea utilizării energiei din surse regenerabile (JO L 328, 21.12.2018, p. 82, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2018/2001/oj).

(3) Regulamentul delegat (UE) 2022/342 al Comisiei din 21 decembrie 2021 de completare a Regulamentului (UE) 2021/1153 al Parlamentului European și al Consiliului în ceea ce privește criteriile de selecție specifice și detaliile procesului de selecție a proiectelor transfrontaliere în domeniul energiei din surse regenerabile (JO L 62, 1.3.2022, p. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg_del/2022/342/oj).

(4) Menționat în partea IV punctul 4 litera (b) din anexa la Regulamentul (UE) 2021/1153 și specificat în detaliu în Regulamentul delegat (UE) 2022/342.

(5) Regulamentul delegat (UE) 2022/2202 al Comisiei din 29 august 2022 de completare a Regulamentului (UE) 2021/1153 al Parlamentului European și al Consiliului prin stabilirea unei liste de proiecte transfrontaliere selecționate în domeniul energiei din surse regenerabile (JO L 293, 14.11.2022, p. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg_del/2022/2202/oj).

Sursă: Jurnalul Oficial al Uniunii Europene, seria L, 2026/1470 din 11 septembrie 2026.

Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.