In breve
- Gli ispettori dell’ANPC possono obbligare un commerciante, insieme alla multa, a restituire entro 15 giorni il denaro riscosso senza titolo legale. La Corte costituzionale ha confermato che la regola è conforme alla Costituzione.
- Un’agenzia di viaggi ha sostenuto che, così facendo, l’ANPC diventa un giudice straordinario, vietato dalla Costituzione. La Corte ha respinto l’eccezione, all’unanimità dei voti.
- L’argomento della Corte: l’accertamento di un illecito amministrativo non è un giudizio, e il commerciante può impugnare il verbale davanti al giudice.
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) n. 717 del 27 agosto 2026
Pronunciata: 12 marzo 2026
Un ispettore dell’ANPC entra in un’agenzia di viaggi, accerta una violazione e dispone che il denaro torni al cliente entro 15 giorni. L’agenzia ha sostenuto che quello è lavoro da giudice, non da funzionario. La Corte costituzionale ha dato ragione allo Stato. La Sentenza n. 236 del 12 marzo 2026 della Corte costituzionale, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 717 del 27 agosto 2026, respinge in quanto infondata l’eccezione sollevata dalla Società Christian 76 Tour di Bucarest in due procedimenti per illecito amministrativo. È la quarta volta in questa settimana che la Corte compare con decisioni pubblicate, dopo le due sulle spese di giudizio.
Le eccezioni sono state sollevate nel fascicolo n. 26.345/325/2020 del tribunale di primo grado di Timișoara e nel fascicolo n. 28.607/325/2020 del tribunale di primo grado di Arad, riuniti davanti alla Corte. La sentenza è stata pronunciata all’unanimità dei voti.
I commissari dell’ANPC hanno ora anche un cartello obbligatorio di informazione dei consumatori, con il numero unico di telefono dei commissariati, valido dal 4 ottobre 2026.
Gli effetti che produce
In discussione c’erano tre disposizioni che attribuiscono alle autorità di controllo lo stesso potere, in tre leggi diverse.
L’articolo 15, comma (4), dell’Ordinanza del Governo n. 21/1992 sulla protezione dei consumatori stabilisce che le persone abilitate ad accertare gli illeciti amministrativi dispongono, insieme alla sanzione, anche misure di rimedio oppure, se il rimedio non è possibile, la sostituzione o la restituzione del controvalore dei servizi.
L’articolo 27, comma (3), dell’Ordinanza del Governo n. 2/2018, quella sui pacchetti turistici, va oltre ed elenca le sanzioni accessorie: il rispetto immediato delle clausole contrattuali violate, la restituzione delle somme riscosse senza titolo legale entro un termine massimo di 15 giorni e la riparazione delle carenze accertate nel verbale.
L’articolo 151 della legge n. 363/2007, sulle pratiche commerciali sleali, prevedeva che, insieme alla multa, l’agente accertatore potesse disporre la restituzione del controvalore del prodotto o del servizio entro un massimo di 15 giorni dalla presa di conoscenza del verbale.
Tutte e tre restano conformi alla Costituzione. Per il consumatore questo significa che il reclamo all’ANPC non si chiude necessariamente con una multa versata allo Stato: l’ispettore può disporre anche il ritorno del denaro al cliente, in tempi brevi e senza una causa civile.
Una precisazione importante, scritta nel dispositivo stesso: la verifica riguarda le disposizioni nella formulazione anteriore alla loro modifica con l’articolo II punto 12 dell’Ordinanza d’urgenza del Governo n. 58/2022. La Corte ha osservato, al paragrafo 15, che l’articolo 151 era stato modificato dopo che era stata adita.
Che cosa cambia rispetto a prima
Sul piano del diritto, nulla. La sentenza conferma disposizioni esistenti e, per di più, conferma una soluzione che la Corte aveva già dato: con la Sentenza n. 237 del 29 aprile 2025, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 1011 del 3 novembre 2025, le stesse previsioni erano già state dichiarate conformi alla Costituzione, su censure identiche.
La seconda cosa da ricordare è l’argomento, perché vale ben oltre questo fascicolo. La Corte distingue tra accertare e giudicare. L’ispettore che valuta il contenuto di una clausola contrattuale compie una valutazione necessaria per poter accertare l’illecito amministrativo, ma quella valutazione non ha il valore di un giudizio. Il commerciante può proporre ricorso contro il verbale e, se il ricorso viene respinto, può impugnare la sentenza davanti a un giudice indipendente.
La terza è il confronto che la Corte trae dalla propria giurisprudenza, per respingerlo. Esiste un precedente in cui la giurisdizione del Consiglio Nazionale per lo Studio degli Archivi della Securitate è stata qualificata come giurisdizione straordinaria, con la Sentenza n. 51 del 31 gennaio 2008. La Corte afferma che le attribuzioni degli ispettori dell’ANPC non sono simili, perché la loro attività è esclusivamente amministrativa.
La quarta è il calendario. Le eccezioni sono state sollevate in procedimenti per illecito amministrativo del 2020, le ordinanze con cui la Corte è stata adita portano le date dell’8 aprile e dell’8 novembre 2021, la sentenza è stata pronunciata il 12 marzo 2026 e pubblicata il 27 agosto 2026. Oltre cinque anni da quando la Corte è stata adita fino all’effetto e cinque mesi e mezzo dalla pronuncia alla pubblicazione.
Vantaggi e svantaggi
Che cosa migliora
- Il consumatore ha una via rapida per recuperare il denaro: 15 giorni, con la misura disposta dall’ispettore, senza una causa civile.
- La Corte spiega con chiarezza perché l’accertamento di un illecito amministrativo non è un giudizio, il che aiuta i giudici a rispondere alla stessa obiezione in futuro.
- Il commerciante conserva integralmente l’accesso al giudice: può contestare il verbale e impugnare la sentenza.
- La conferma di una soluzione già data nel 2025 porta prevedibilità in una materia che arriva spesso davanti ai tribunali di primo grado.
Che cosa resta un problema
- La sentenza riguarda le disposizioni nella formulazione anteriore alla modifica del 2022, quindi non dice nulla sulla forma attuale dell’articolo 151.
- Oltre cinque anni tra il momento in cui la Corte è stata adita e la pubblicazione della sentenza, un intervallo in cui i procedimenti di merito sono rimasti in attesa.
- La Corte non esamina se il termine di 15 giorni sia sufficiente per un commerciante che contesta la misura, perché il ricorso non sospende automaticamente l’obbligo.
- Le censure sul modo concreto in cui gli ispettori hanno stabilito il fondamento giuridico del verbale restano fuori dal controllo di costituzionalità, quindi ogni interessato le ripropone davanti al giudice di merito.
Consigli pratici
- Se avete pagato un servizio che non vi è stato prestato, il reclamo all’ANPC può portare non solo alla multa per il commerciante, ma anche alla restituzione del denaro in tempi brevi. Chiedete espressamente la misura di restituzione nel reclamo.
- Conservate il contratto, la prova del pagamento e la corrispondenza. L’ispettore stabilisce la misura in base ai propri accertamenti, e sono i vostri documenti a mostrare che cosa è stato riscosso senza titolo.
- Se siete commercianti e ricevete un verbale con misura di restituzione, verificate che l’atto contenga tutte le menzioni obbligatorie, compreso il luogo del fatto. La mancanza di una menzione essenziale si fa valere nel ricorso.
- Il termine di restituzione decorre dalla presa di conoscenza del verbale, non dal momento in cui il verbale diventa definitivo. Il ricorso non vi esonera automaticamente dal termine.
- Verificate quale versione della disposizione si applica alla vostra situazione. La sentenza di oggi riguarda la formulazione anteriore alla modifica del 2022 dell’articolo 151 della legge n. 363/2007.
Domande frequenti
L’ANPC può restituirmi il denaro?
Che cosa ha deciso la Corte costituzionale?
Perché si diceva che l’ANPC sarebbe un giudice straordinario?
Come ha risposto la Corte?
Il commerciante può ancora contestare la misura?
La sentenza si applica alle disposizioni di oggi?
Analisi della redazione
La vera posta in gioco di questo fascicolo non è la sorte di un’agenzia di viaggi, ma la domanda se un funzionario possa disporre lo spostamento di denaro da una tasca all’altra senza passare per un processo. Formulata così, la domanda suona seria, e l’autrice dell’eccezione l’ha formulata esattamente così. La risposta della Corte è ferma e, in sostanza, procedurale: la misura non decide nulla in via definitiva, perché tutto ciò che l’ispettore dispone può essere ridiscusso davanti al giudice, su richiesta del commerciante.
L’argomento tiene perché conserva il controllo giurisdizionale in fondo alla catena. L’ispettore accerta, lo Stato sanziona, e se chi è stato sanzionato non è d’accordo, il giudice verifica. Quello che manca al ragionamento è che cosa succede nel frattempo. Il termine di restituzione decorre dalla presa di conoscenza del verbale, non dalla decisione sul ricorso, e la sentenza non si sofferma affatto su questo intervallo. Per un commerciante che ha ragione e lo dimostra un anno dopo, il denaro se n’è già andato.
Il secondo punto è che cosa esattamente sia stato verificato. Il dispositivo è esplicito: le disposizioni sono state esaminate nella formulazione anteriore alla modifica del 2022. La Corte osserva la modifica al paragrafo 15 e prosegue il controllo sulla forma vecchia, il che è corretto sul piano procedurale, perché quella era la forma applicabile nelle cause di merito. L’effetto pratico è però che il lettore che oggi cerca una risposta sui poteri dell’ANPC trova una sentenza fresca su un testo che non è più in vigore nella stessa forma.
Il terzo è la durata. Tra la prima ordinanza con cui la Corte è stata adita, dell’8 aprile 2021, e la pubblicazione di oggi sono passati oltre cinque anni, di cui gli ultimi cinque mesi e mezzo solo tra la pronuncia e la comparsa in Gazzetta. Per un’eccezione che di fatto blocca due procedimenti per illecito amministrativo, l’intervallo dice più sul funzionamento del sistema che sulla questione di diritto.
Che cosa andrebbe cambiato
- Chiarire il regime del termine di 15 giorni in caso di ricorso. La legge dovrebbe dire in modo esplicito se l’obbligo di restituzione resti sospeso fino alla decisione sul ricorso.
- Segnalare in modo visibile la versione verificata. Una sentenza che riguarda una forma abrogata del testo dovrebbe dirlo nel titolo, non solo nel dispositivo.
- Un termine massimo tra la pronuncia e la pubblicazione. Cinque mesi e mezzo per un testo di quattro pagine non si giustificano con il volume della redazione.
Testo originale dell’atto normativo
Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.
Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania
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Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.
