In breve

  • Due mestieri ricevono un codice proprio nell’elenco ufficiale delle occupazioni della Romania. Si tratta dell’«esperto di servizi comunitari integrati», con il codice 341208, e del «manager delle aste», con il codice 122111. Il primo entra nel gruppo di base 3412, quello degli specialisti di assistenza sociale e assimilati, il secondo nel gruppo di base 1221, quello dei dirigenti delle vendite e del marketing.
  • Una terza occupazione cambia nome, ma conserva il codice. L’«interprete del linguaggio mimico-gestuale» diventa «interprete della lingua dei segni rumena», sempre al codice 264316 e sempre nel gruppo di base 2643, quello dei traduttori e degli interpreti. La denominazione nuova è quella usata dalla legge n. 27/2020, che ha riconosciuto la lingua dei segni rumena già dal marzo 2020.
  • Riguarda i datori di lavoro e le persone che già fanno questi mestieri senza avere un codice proprio. Il codice della Classificazione delle occupazioni della Romania si riporta nel contratto individuale di lavoro e si trasmette al registro elettronico dei dipendenti, sicché senza codice il posto non può essere registrato con il suo nome reale. Il decreto si applica dal 16 settembre 2026, data della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial).
Atto: Decreto del ministro del lavoro, della famiglia, della gioventù e della solidarietà sociale, ad interim, n. 1.003 del 23 luglio 2026 e del presidente dell’Istituto Nazionale di Statistica n. 611 del 30 luglio 2026 sulla modifica e l’integrazione della Classificazione delle occupazioni della Romania, livello di occupazione (sei caratteri), approvata con il Decreto del ministro del lavoro, della famiglia e della protezione sociale e del presidente dell’Istituto Nazionale di Statistica n. 1.832/856/2011
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania n. 785 del 16 settembre 2026
Entrata in vigore: 16 settembre 2026, data della pubblicazione

Il Ministero del Lavoro e l’Istituto Nazionale di Statistica hanno aggiunto all’elenco ufficiale dei mestieri praticati in Romania due occupazioni che finora non avevano un codice proprio: esperto di servizi comunitari integrati, con il codice 341208, e manager delle aste, con il codice 122111. L’elenco si chiama Classificazione delle occupazioni della Romania, in breve COR, e il codice a sei cifre che vi compare è quello che finisce nel contratto individuale di lavoro e, di lì, nel registro elettronico dei dipendenti tenuto dall’Ispettorato del lavoro. Sui gruppi della COR si costruiscono anche altri elenchi con effetti diretti, dall’elenco dei mestieri aperti ai lavoratori stranieri fino alle statistiche del mercato del lavoro.

Il decreto ha due articoli e un allegato di dieci righe. L’articolo I dice che l’elenco delle occupazioni approvato nel 2011 si modifica e si integra con le occupazioni dell’allegato, mentre l’articolo II dispone la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Romania. Il documento è stato firmato al Ministero del Lavoro il 23 luglio 2026, dal sottosegretario di Stato Silvia Monica Dinică, per il ministro ad interim, e all’Istituto Nazionale di Statistica il 30 luglio 2026, dal presidente Tudorel Andrei.

L’allegato contiene tre operazioni, non due. Oltre alle due occupazioni nuove della tabella, l’ultima riga cambia il nome di un’occupazione che esiste da tempo: l’«interprete del linguaggio mimico-gestuale» diventa «interprete della lingua dei segni rumena», con lo stesso codice 264316 e nello stesso gruppo di base 2643, «Traduttori, interpreti e altri linguisti». La denominazione nuova segue quella della legge n. 27/2020 sulla lingua dei segni rumena, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 258 del 30 marzo 2020, che parla di interpreti autorizzati della lingua dei segni rumena, e non di linguaggio mimico-gestuale.

Il fondamento è l’art. 14 comma (2) della legge n. 76/2002 sul sistema delle assicurazioni contro la disoccupazione, gli art. 9 e 10 della Decisione del Governo n. 1.352/2010, ripubblicata, e la procedura di aggiornamento della COR approvata con il Decreto n. 37/83/2022. Il fascicolo che ha portato a questo decreto è la relazione n. 1.706/DGPPMOFP del 14 luglio 2026, redatta per il secondo trimestre del 2026.

Gli effetti che produce

Dal 16 settembre 2026, un datore di lavoro che ha un posto di esperto di servizi comunitari integrati o di manager delle aste lo può registrare con il suo nome reale, usando il codice dell’atto. Finora un posto simile doveva essere inquadrato in un’occupazione vicina della COR, perché l’art. 4 comma (2) lettera e) della Decisione del Governo n. 295/2025 richiede che nel registro REGES-ONLINE si riporti la funzione o l’occupazione «secondo la specificazione della Classificazione delle occupazioni della Romania», e una denominazione che non figura nella classificazione non può essere trasmessa come tale.

La prima occupazione nuova, l’esperto di servizi comunitari integrati, entra nel gruppo di base 3412, dove si trovano già il tecnico di assistenza sociale (341201), il pedagogista sociale (341202) e il facilitatore di sviluppo comunitario (341204). I servizi comunitari integrati sono il pacchetto che collega l’assistenza sanitaria di comunità, l’assistenza sociale e i servizi educativi a livello di un comune, e i centri comunitari integrati funzionano sulla base delle norme approvate con la Decisione del Governo n. 324/2019. La squadra di un centro di questo tipo aveva finora codici per l’infermiere di comunità (325301), per l’assistente sociale con laurea (263501) e per il tecnico di assistenza sociale; il ruolo che collega fra loro i tre servizi non ne aveva nessuno.

La seconda occupazione nuova, il manager delle aste, entra nel gruppo di base 1221, quello dei dirigenti delle vendite e del marketing. È un gruppo di cui fanno parte il capo servizio marketing (122101), il direttore operativo delle transazioni (122104), il capo agenzia di borsa (122106) e, attenzione, un’occupazione dal nome quasi identico: il capo asta, codice 122103, introdotto molto prima. Le due coesisteranno nello stesso gruppo, e il decreto non dice in che cosa si distinguano.

La differenza di grande gruppo fra le due occupazioni nuove non è decorativa. Il codice 341208 comincia con la cifra 3, quindi l’occupazione sta nel grande gruppo 3, quello dei tecnici e degli altri specialisti dell’area tecnica. Il codice 122111 comincia con 1, quindi sta nel grande gruppo 1, quello dei dirigenti e dei funzionari superiori. La metodologia dell’elenco delle occupazioni carenti, approvata con il Decreto n. 987/2026, prende in considerazione soltanto le occupazioni dei grandi gruppi da 3 a 9, sicché l’esperto di servizi comunitari integrati può arrivare su quell’elenco se raggiunge le soglie di contratti e di autorizzazioni, mentre il manager delle aste non ci potrà arrivare in nessun caso.

Per gli interpreti che lavorano con persone sorde l’effetto è formale, ma ha conseguenze pratiche. Il codice resta 264316, quindi nulla di quanto è stato registrato finora diventa errato e nulla va ricodificato. Cambia però la denominazione che d’ora in poi mostreranno il nomenclatore e i documenti che si compilano seguendolo, e quella corrisponde finalmente alla legge che disciplina la professione. Il decreto non prevede alcun obbligo di modificare gli atti aggiuntivi o i contratti già stipulati con la vecchia denominazione e non fissa alcun termine in tal senso.

Che cosa cambia rispetto a prima

È il terzo aggiornamento della COR pubblicato nel 2026 e il secondo in meno di due mesi. Il 25 marzo 2026, nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 230, è comparso il Decreto n. 66/51/2026, che copriva il quarto trimestre del 2025: aggiungeva l’igienista dentale per studio odontoiatrico (226931) e l’odontotecnico laureato (226930), spostava tre occupazioni in altri gruppi di base ed eliminava cinque posizioni dal gruppo degli ispettori doganali e di frontiera. Il 22 luglio 2026, nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 598, è comparso il Decreto n. 629/372/2026, per il primo trimestre del 2026, che aggiungeva cinque occupazioni nuove: assistente pastorale (263649), esperto di economia circolare (242243), specialista di sviluppo sostenibile (242242), specialista di economia circolare (213313) e tecnico gemmologo (311945).

Rispetto a questi, il decreto odierno è il più esile della serie: due occupazioni nuove e una ridenominazione. In compenso, è l’unico dei tre che tocca un’occupazione vecchia senza spostarla e senza eliminarla, cioè l’unico che cambia il nome sotto il quale un mestiere compare nei documenti di assunzione.

Per i due mestieri nuovi, il cambiamento sostanziale è che non vanno più approssimati. Un centro comunitario integrato che voleva assumere un coordinatore di servizi integrati lo inquadrava finora in una delle occupazioni vicine del gruppo 3412 o in un’occupazione di assistenza sociale con laurea, cosa che descriveva qualcosa di diverso da ciò che la persona faceva davvero. Allo stesso modo, un’impresa che organizza vendite all’asta usava il codice di capo asta, l’unico vicino.

Per gli interpreti, il cambiamento arriva con grande ritardo. La legge n. 27/2020 ha riconosciuto la lingua dei segni rumena il 30 marzo 2020, e il suo art. 9 ha dato ai ministeri e agli enti da essi dipendenti due anni per adeguare la propria normativa alla legge, cioè fino al 30 marzo 2022. La ridenominazione nella COR arriva nella Gazzetta Ufficiale della Romania 1.631 giorni dopo la scadenza di quel termine e 2.361 giorni dopo la pubblicazione della legge.

Vantaggi e svantaggi

Che cosa migliora

  • I due mestieri possono essere chiamati nei documenti esattamente come si chiamano nella realtà. Il posto compare nel contratto e nel registro dei dipendenti con la sua denominazione, non con una simile, e questo conta nel reclutamento, nel riconoscimento dell’anzianità nell’occupazione e in qualsiasi controllo.
  • La ridenominazione degli interpreti allinea il nomenclatore alla legge. Un datore di lavoro non deve più scrivere nel contratto una denominazione che il legislatore ha sostituito nel 2020, e la comunità delle persone sorde non vede più nei documenti ufficiali un termine che non usa.
  • Il codice non cambia con la ridenominazione. Chi ha già contratti sul 264316 non deve ricodificare nulla, e la continuità dei dati del registro non si spezza.
  • L’esperto di servizi comunitari integrati entra nel grande gruppo 3, quindi può arrivare, in linea di principio, sull’elenco dei mestieri aperti ai lavoratori stranieri, se raggiunge le soglie di 10 contratti e 10 autorizzazioni all’anno.
  • I codici si potevano usare anche prima del 16 settembre. L’art. 11 comma (2) della procedura approvata con il Decreto n. 37/83/2022 consente l’uso provvisorio dei codici per i quali il ministero ha dato il proprio assenso, fino alla pubblicazione del decreto congiunto, sicché il ritardo non ha bloccato le assunzioni.

Che cosa resta un problema

  • L’atto dà nome e codice, ma nessuna descrizione. Che cosa faccia esattamente un esperto di servizi comunitari integrati, quali studi gli servano e in che cosa si distingua dal tecnico di assistenza sociale non è scritto da nessuna parte nel decreto.
  • Nel gruppo 1221 compaiono ora due occupazioni dal nome quasi identico, capo asta (122103) e manager delle aste (122111). Il datore di lavoro sceglie fra le due senza alcun criterio pubblicato.
  • La scheda descrittiva dell’occupazione, che risponderebbe a queste domande, si deposita obbligatoriamente nel fascicolo, ai sensi dell’art. 8 comma (1) lettera b) della procedura, ma non si pubblica da nessuna parte. Sul sito del Ministero del Lavoro compaiono la struttura della COR e l’elenco delle occupazioni autorizzate, non le schede.
  • L’allegato si intitola «elenco delle occupazioni che integrano» la classificazione, benché la sua ultima riga non integri nulla, ma ridenomini un’occupazione esistente. È una discordanza fra il titolo dell’allegato e il suo contenuto, e la conseguenza è che non si vede chiaramente con quale testo si operi la ridenominazione.
  • Il ritmo resta lento. Il decreto è stato firmato per intero il 30 luglio 2026 ed è arrivato nella Gazzetta Ufficiale della Romania il 16 settembre, 48 giorni dopo l’ultima firma.

Consigli pratici

  1. Se assumete su uno dei due posti nuovi, usate il codice esatto dell’atto: 341208 per l’esperto di servizi comunitari integrati e 122111 per il manager delle aste. I codici vicini restano validi per altre occupazioni, ma descrivono qualcos’altro.
  2. Prima di scegliere fra capo asta (122103) e manager delle aste (122111), verificate il gruppo di base e il contenuto reale del posto. Entrambe stanno nel gruppo 1221, quindi nel grande gruppo 1, quello dei dirigenti, e nessuna delle due si addice a un posto esecutivo dell’area acquisti.
  3. Per gli interpreti già assunti non c’è nulla di urgente da fare. Il codice resta 264316, e il decreto non impone la modifica dei contratti esistenti. Se comunque stipulate un atto aggiuntivo per un altro motivo, è il momento giusto per inserire la denominazione nuova.
  4. Se vi serve un’occupazione che nella COR non esiste, potete chiederne l’introduzione. La domanda e la scheda descrittiva si depositano all’ufficio protocollo del Ministero del Lavoro, ai sensi dell’art. 8 della procedura approvata con il Decreto n. 37/83/2022, e l’art. 10 comma (1) obbliga il ministero a definire la domanda entro 20 giorni lavorativi dalla registrazione.
  5. Non aspettate la comparsa del decreto congiunto per usare un codice nuovo ottenuto con questa procedura. L’art. 11 comma (2) della stessa procedura consente l’uso provvisorio del codice dal momento in cui il ministero ha dato il proprio assenso.
  6. Controllate sul sito del Ministero del Lavoro l’elenco delle occupazioni autorizzate prima di costruire una pianta organica su una denominazione nuova. Lì compaiono le occupazioni che hanno ricevuto parere favorevole, cioè quelle che saranno pubblicate in un decreto successivo.

Domande frequenti

Che cosa sono, in concreto, i codici COR e dove si usano?
La Classificazione delle occupazioni della Romania è l’elenco ufficiale dei mestieri praticati nel Paese, e ogni occupazione ha un codice a sei cifre. Ai sensi dell’art. 5 della Decisione del Governo n. 1.352/2010, ripubblicata, la prima cifra indica il grande gruppo, le prime quattro indicano il gruppo di base e le ultime due identificano l’occupazione all’interno del gruppo. Il codice si riporta nel contratto individuale di lavoro e si trasmette al registro elettronico dei dipendenti, ai sensi dell’art. 4 comma (2) lettera e) della Decisione del Governo n. 295/2025.
Da quando posso usare i codici 341208 e 122111?
Ufficialmente dal 16 settembre 2026, data della pubblicazione del decreto nella Gazzetta Ufficiale della Romania. Il decreto non prevede una data di applicazione successiva, e gli atti di questo tipo producono effetti dalla pubblicazione. In pratica, i due codici si potevano usare anche prima, a titolo provvisorio, dal momento in cui il Ministero del Lavoro ha dato il proprio assenso, ai sensi dell’art. 11 comma (2) della procedura di aggiornamento della COR.
Devo cambiare i contratti degli interpreti che hanno il codice 264316?
No. Il codice resta lo stesso, e il decreto non impone la modifica dei contratti già stipulati e non fissa alcun termine. Cambia soltanto la denominazione dell’occupazione nel nomenclatore, da «interprete del linguaggio mimico-gestuale» a «interprete della lingua dei segni rumena».
Che cosa significa «esperto di servizi comunitari integrati»?
Il decreto non definisce l’occupazione, dà soltanto la denominazione, il codice e il gruppo di base. I servizi comunitari integrati sono il pacchetto con cui l’assistenza sanitaria di comunità, l’assistenza sociale e i servizi educativi arrivano insieme alle persone di un comune, e i centri comunitari integrati funzionano sulla base delle norme approvate con la Decisione del Governo n. 324/2019. Il gruppo di base 3412, in cui entra la nuova occupazione, riunisce gli specialisti di assistenza sociale e gli assimilati.
In che cosa si distingue il manager delle aste dal capo asta?
Dall’atto non risulta. Entrambe le occupazioni stanno nel gruppo di base 1221, quello dei dirigenti delle vendite e del marketing, la prima con il codice 122111, la seconda con il codice 122103. La scheda descrittiva che dovrebbe separarle si deposita obbligatoriamente nel fascicolo di aggiornamento, ma non si pubblica, sicché il datore di lavoro sceglie sulla base della denominazione.
Chi può chiedere l’introduzione di un’occupazione nuova nella COR?
Chiunque fra gli utilizzatori della classificazione, cioè qualsiasi datore di lavoro, ente pubblico, associazione datoriale o professionale. L’aggiornamento si fa su loro iniziativa, ai sensi dell’art. 7 della procedura approvata con il Decreto n. 37/83/2022, e il fascicolo comprende una domanda e la scheda descrittiva dell’occupazione. I ministeri che disciplinano un’occupazione nuova con un atto normativo sono tenuti a chiedere l’aggiornamento della COR entro 30 giorni dalla pubblicazione dell’atto.
Il decreto cambia gli stipendi o obbliga qualcuno a creare questi posti?
No. La classificazione delle occupazioni è un nomenclatore, non una norma retributiva o di organico. Il decreto rende possibile la registrazione corretta di un posto che esiste, ma non obbliga alcun datore di lavoro a istituirlo e non fissa alcun reddito.
Le due occupazioni nuove entrano nell’elenco dei mestieri aperti ai lavoratori stranieri?
Soltanto una delle due ci può arrivare. La metodologia approvata con il Decreto n. 987/2026 prende in considerazione soltanto le occupazioni dei grandi gruppi da 3 a 9, quindi l’esperto di servizi comunitari integrati, con il codice 341208, è ammissibile in linea di principio, se raggiunge le soglie di 10 contratti e 10 autorizzazioni al lavoro all’anno, mentre il manager delle aste, con il codice 122111, resta fuori dall’elenco perché si trova nel grande gruppo 1.

Errori e incongruenze nel testo pubblicato

  • L’allegato, il titolo e l’ultima riga. L’allegato si intitola «Lista ocupațiilor practicate în cadrul economiei naționale care completează Clasificarea ocupațiilor din România», cioè elenco delle occupazioni praticate nell’economia nazionale che integrano la Classificazione delle occupazioni della Romania, e l’art. I del decreto dice che questa classificazione «se modifică și se completează cu noile ocupații practicate în cadrul economiei naționale, prevăzute în lista din anexa», cioè si modifica e si integra con le nuove occupazioni praticate nell’economia nazionale, previste nell’elenco dell’allegato. L’ultima riga dell’allegato non aggiunge però alcuna occupazione nuova, ma ne ridenomina una esistente, l’occupazione 264316. Né il titolo dell’allegato né l’articolo I coprono l’operazione di ridenominazione, che l’art. 10 lettera c) della Decisione del Governo n. 1.352/2010, ripubblicata, tratta distintamente dall’introduzione di occupazioni nuove. Il risultato è che due lettori in buona fede possono giungere a conclusioni diverse sulla data a partire dalla quale l’occupazione 264316 porta ufficialmente la denominazione nuova, e quella è la denominazione che si riporta nel contratto individuale di lavoro e nel registro dei dipendenti. Che la discordanza sia di questo atto si vede dal confronto con il decreto precedente della stessa serie: il Decreto n. 66/51/2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 230 del 25 marzo 2026, che conteneva spostamenti ed eliminazioni, aveva l’allegato intitolato «elenco delle occupazioni che modificano e integrano», formula di cui qui è rimasta soltanto la parte dell’integrazione.

Analisi della redazione

Il decreto risolve un problema piccolo e reale. Chi coordina i servizi integrati di un comune e chi organizza vendite all’asta esistevano anche prima del 16 settembre 2026, ma non potevano essere iscritti nei documenti con il loro nome, perché il registro dei dipendenti accetta soltanto denominazioni tratte dal nomenclatore. La ridenominazione degli interpreti va nella stessa direzione: porta nel nomenclatore il termine che la legge usa dal 2020.

La prima osservazione che non si vede leggendo l’atto riguarda il ritmo. La procedura di aggiornamento della COR approvata con il Decreto n. 37/83/2022 è piena di termini brevi, ma tutti gravano su qualcuno che non è il passo finale: i ministeri che disciplinano un’occupazione nuova hanno 30 giorni per chiedere l’aggiornamento, il parere del ministero competente si chiede entro 2 giorni lavorativi e si dà entro 5, e la domanda di un utilizzatore si definisce entro 20 giorni lavorativi. Per il passo che produce l’effetto giuridico, cioè la pubblicazione del decreto congiunto, la procedura non prevede alcun termine. Le cifre mostrano che cosa questo significhi: il decreto in esame è stato firmato per intero il 30 luglio 2026 ed è comparso il 16 settembre, dopo 48 giorni, cioè 34 giorni lavorativi, più del termine massimo che la stessa procedura impone al ministero per definire una domanda. Il decreto per il primo trimestre del 2026 ha avuto esattamente lo stesso intervallo, 48 giorni dalla seconda firma, e quello per il quarto trimestre del 2025 ne ha avuti 54. Non è un ritardo accidentale, è la cadenza abituale di un passo senza termine.

La seconda osservazione nasce dalla combinazione di questo decreto con la metodologia dell’elenco delle occupazioni carenti. Le due occupazioni nuove sembrano ricevere lo stesso trattamento, ma i codici le separano: il 341208 sta nel grande gruppo 3 e il 122111 nel grande gruppo 1, mentre l’elenco dei mestieri aperti ai lavoratori stranieri si costruisce soltanto sui grandi gruppi da 3 a 9. Con la semplice scelta del gruppo di base, un’occupazione diventa ammissibile al reclutamento da fuori dell’Unione europea e l’altra non lo sarà mai. La scelta del gruppo non è motivata in alcun punto dell’atto e non può essere contestata da nessuno, perché la scheda descrittiva su cui l’inquadramento è stato fatto non si pubblica.

La terza osservazione riguarda ciò che manca in tutti e tre gli aggiornamenti dell’anno. L’atto dà un nome e un codice, e basta. In un gruppo di base in cui esiste già un «capo asta» al codice 122103, l’aggiunta di un «manager delle aste» al 122111 lascia il datore di lavoro a scegliere sulla base del suono della denominazione. Ora, uno dei principi su cui si costruisce la classificazione, scritto nell’art. 3 lettera c) della Decisione del Governo n. 1.352/2010, ripubblicata, è il principio di univocità: ogni unità da classificare va collocata in un solo posto, senza ambiguità. Due denominazioni quasi identiche nello stesso gruppo di base, senza alcuna descrizione pubblicata, sono esattamente l’opposto di questo principio.

Infine, la ridenominazione degli interpreti mostra quanto possa essere lungo il tragitto da una legge al nomenclatore che la applica. La legge n. 27/2020 è stata pubblicata il 30 marzo 2020, e il suo art. 9 ha dato ai ministeri due anni per adeguare le proprie normative. Il termine è scaduto il 30 marzo 2022, e la denominazione nella COR cambia 1.631 giorni più tardi. In tutti questi anni, un datore di lavoro che voleva rispettare entrambi i testi doveva scegliere fra la denominazione della legge e quella del nomenclatore, e il registro dei dipendenti accettava soltanto la seconda.

Che cosa andrebbe cambiato

  • Mettere nel titolo dell’allegato tutte le operazioni che esso contiene. La formula completa, «elenco delle occupazioni che modificano e integrano», esisteva nel decreto del marzo 2026 ed è stata accorciata qui. Riprenderla eliminerebbe la domanda se la ridenominazione dell’occupazione 264316 produca effetti con questo atto oppure no, domanda che conta per la denominazione riportata nei contratti di lavoro.
  • Pubblicare la scheda descrittiva di ogni occupazione nuova, insieme al decreto. Il documento esiste già, è obbligatorio nel fascicolo e contiene le mansioni, il livello di studi e i mestieri affini. L’effetto pratico sarebbe che un datore di lavoro saprebbe perché sceglie il 122111 e non il 122103, e una persona in cerca di lavoro saprebbe che cosa le viene richiesto per quel posto.
  • Inserire un termine di pubblicazione nella procedura di aggiornamento. Un termine di 15 giorni lavorativi dall’ultima firma ridurrebbe l’intervallo attuale di 48 giorni a meno di un terzo e farebbe dell’uso provvisorio dei codici ciò che dovrebbe essere, un’eccezione breve e non la regola per due mesi.
  • Motivare nell’atto il gruppo di base scelto per ogni occupazione nuova. Una riga di giustificazione per ciascuna posizione mostrerebbe perché il manager delle aste finisce fra i dirigenti e non fra gli specialisti delle vendite, inquadramento che gli decide anche l’accesso all’elenco dei mestieri aperti ai lavoratori stranieri.
  • Fare una revisione sistematica del nomenclatore alla luce della legislazione adottata dopo il 2011. La ridenominazione odierna arriva a oltre quattro anni dalla scadenza del termine della legge n. 27/2020 ed è stata possibile soltanto perché qualcuno l’ha chiesta. Una revisione programmata farebbe emergere anche le altre occupazioni le cui denominazioni non corrispondono più alle leggi che le disciplinano.

Testo originale dell’atto normativo

Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.

Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania

Gazzetta Ufficiale della Romania n. 785 del 16 settembre 2026 16 pagine PDF, 110 KB l'atto inizia a pagina 13

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Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.