In breve

  • Lo Stato paga altri 1.672.053,47 lei per quattro terreni presi nel 2019 per l’ampliamento dell’Aeroporto Internazionale Henri Coandă. Il denaro viene dal bilancio dello Stato, attraverso il bilancio del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, e copre le posizioni 238, 306, 624 e 635 dell’allegato n. 2 alla Decisione del Governo n. 799/2019, ossia 28.100 metri quadrati di Otopeni e Tunari, distretto di Ilfov.
  • La somma viene da quattro processi persi dallo Stato, non da una nuova valutazione dell’amministrazione. Per le quattro posizioni, l’allegato del 2019 prevedeva in tutto 1.252.647,23 lei. Dopo le sentenze divenute definitive alla Corte d’appello di Bucarest, arrivano a 2.924.700,70 lei, ossia 2,33 volte tanto.
  • È la seconda decisione con esattamente lo stesso titolo pubblicata nella stessa edizione della Gazzetta Ufficiale della Romania. La Decisione del Governo n. 745/2026, alle pagine 4-5, modifica altre posizioni, la 11 e la 459, sulla base di altri processi, e integra con 1.620.859,60 lei. Le due si distinguono soltanto per numero, per fascicoli e per cifre.
Atto: Decisione del Governo n. 747/2026 relativa all’integrazione per il 2026 della somma prevista a titolo di giusto indennizzo, approvata con la Decisione del Governo n. 799/2019, nonché alla modifica dell’allegato n. 2 alla Decisione del Governo n. 799/2019
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) n. 805 del 23 settembre 2026
Entrata in vigore: 23 settembre 2026, data della pubblicazione, poiché l’atto non prevede una data successiva

La Decisione del Governo n. 747/2026, pubblicata il 23 settembre 2026, aggiunge 1.672.053,47 lei agli indennizzi approvati quasi sette anni fa per i terreni presi per l’ampliamento dell’Aeroporto Internazionale Henri Coandă. Il meccanismo è quello che vediamo sempre più spesso nella Gazzetta Ufficiale della Romania: il proprietario contesta in tribunale la somma fissata dall’espropriante, vince, e il Governo arriva in seguito con denaro in più, esattamente come quando lo Stato ha pagato altri 65.560 lei per otto terreni del distretto di Gorj, anche lì in seguito a sentenze. La differenza è di scala: là si trattava di decine di migliaia di lei, qui di quasi 1,7 milioni per quattro terreni.

L’atto ha quattro articoli e un allegato. L’articolo I approva l’integrazione e mostra da dove viene il denaro: capitolo 84.01 «Transporturi», titolo 55 «Alte transferuri», articolo 55.01 «Transferuri interne», comma 55.01.12 «Investiții ale agenților economici cu capital de stat», dal bilancio del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, secondo la legge di bilancio dello Stato per il 2026 n. 43/2026. L’articolo II modifica le posizioni 238, 306, 624 e 635 dell’allegato n. 2 alla Decisione del Governo n. 799/2019, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 899 del 7 novembre 2019. L’articolo III dice come circola il denaro, mentre l’articolo IV pone la responsabilità dei dati dell’allegato in capo al Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, tramite la Compagnia Nazionale «Aeroporturi București» S.A.

Il fondamento invocato è l’art. 108 della Costituzione della Romania, ripubblicata, insieme all’art. 8 comma (3), all’art. 9 comma (8) e all’art. 32 commi (3) e (4) della legge n. 255/2010 sull’esproprio per causa di pubblica utilità. Il primo testo consente di integrare le somme individuali con decisione del Governo, su richiesta dell’espropriante, in situazioni debitamente motivate. Gli altri tre impongono che l’elenco dei proprietari e degli immobili sia aggiornato e rettificato ogni volta che occorre, in modo che la situazione giuridica corrisponda a quella di fatto. Trattandosi di una decisione del Governo, l’atto entra in vigore alla data stessa della pubblicazione, poiché nel testo non compare una data successiva.

Quattro sentenze stanno alla base del pagamento, tutte divenute definitive alla Corte d’appello di Bucarest: la Sentenza civile n. 963/F del 13 maggio 2024, definitiva con la Decisione civile n. 189A del 25 febbraio 2025, nel fascicolo n. 189/93/2022; la Sentenza civile n. 2.054/F del 14 ottobre 2024, definitiva con la Decisione civile n. 489A del 30 maggio 2025, nel fascicolo n. 3.001/93/2022; la Sentenza civile n. 2.057/F dello stesso giorno, definitiva con la Decisione civile n. 654A del 20 giugno 2025, nel fascicolo n. 3.004/93/2022; e la Sentenza civile n. 1.544/F del 28 maggio 2025, definitiva con la Decisione civile n. 170A del 9 febbraio 2026, nel fascicolo n. 1.663/93/2021.

Gli effetti che produce

Il primo effetto è il denaro stesso. I 1.672.053,47 lei vengono versati dal Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture su un conto di tesoreria aperto a nome della Compagnia Nazionale «Aeroporturi București» S.A., entro 30 giorni dalla data di approvazione della richiesta di apertura di crediti. Il termine decorre da un momento che dipende dall’amministrazione, non dalla pubblicazione, quindi la data effettiva del versamento non si può leggere nell’atto.

Il secondo effetto si vede nell’allegato n. 2 alla Decisione del Governo n. 799/2019, che è l’elenco ufficiale degli espropriati. Quattro sue righe vengono sostituite. La posizione 238, Tunari, 16.700 metri quadrati di terreno arabile nel centro abitato, proprietario Simion Tudor, passa da 675.122,15 lei a 1.369.930 lei. La posizione 306, sempre a Tunari, 5.400 metri quadrati, passa da 218.302,97 lei a 912.000 lei, e lì cambiano anche i titolari del diritto: al posto dei nomi del 2019 compaiono Niculae Jan e Spiță Stamate. Le posizioni 624 e 635, entrambe a Otopeni ed entrambe intestate ad Aldea Ion Cristian e a Ștefania Aldea, passano da 239.481,41 lei a 428.523 lei per 4.000 metri quadrati e da 119.740,70 lei a 214.247,70 lei per 2.000 metri quadrati.

Il terzo effetto è di identificazione, non di denaro. Per la posizione 306 l’allegato cambia le persone iscritte nell’elenco. Questo conta al di là della somma pagata: chi non figura nell’allegato non può chiedere il pagamento nella procedura della legge n. 255/2010, perché la domanda di indennizzo è depositata dal titolare del diritto reale, con documenti probatori. La rettifica dell’elenco è proprio ciò che impone l’art. 32 commi (3) e (4) della legge.

Il quarto effetto è di bilancio ed è il più facile da non notare. Il denaro viene dal bilancio proprio del ministero, da un comma di investimenti, non da un fondo di riserva. Una somma stanziata così non compare dal nulla: si prende da ciò che era programmato altrove sullo stesso comma, e l’atto non dice da dove.

Il quinto effetto riguarda la responsabilità. L’articolo IV pone in capo al Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, tramite la Compagnia Nazionale «Aeroporturi București» S.A., la responsabilità della veridicità dei dati dell’allegato e della correttezza dei documenti che vi stanno alla base. È la stessa compagnia la cui stima del 2019 è stata ribaltata in tribunale in tutti e quattro i fascicoli.

Che cosa cambia rispetto a prima

Il cambiamento di fondo è il prezzo. Se si confronta riga per riga con l’allegato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 899 del 7 novembre 2019, si vede che le quattro posizioni sommavano 1.252.647,23 lei e adesso sommano 2.924.700,70 lei. L’aumento è del 133,48 per cento, ossia 2,33 volte tanto.

L’aumento non è però uguale dappertutto. La posizione 306 sale di 4,18 volte, la posizione 238 di 2,03 volte, mentre le posizioni 624 e 635 di 1,79 volte ciascuna. Rapportate alla superficie, le cifre dicono più delle percentuali. Nel 2019 l’espropriante aveva usato un prezzo unico per località: 40,4265 lei al metro quadrato a Tunari e 59,8704 lei al metro quadrato a Otopeni, identico per ogni particella, a prescindere dalla sua posizione. Dopo i processi, le posizioni di Otopeni arrivano a 107,13 lei al metro quadrato e quelle di Tunari a 82,03 lei al metro quadrato per la posizione 238 e a 168,89 lei al metro quadrato per la posizione 306. Lo stesso comune, la stessa categoria d’uso, lo stesso regime di centro abitato, ma un rapporto di 2,06 tra due vicini.

Il secondo cambiamento è il nome nell’elenco. Alla posizione 306, l’allegato del 2019 iscriveva Pene C. Elena e Nicolae C. Sofia. Adesso compaiono Niculae Jan e Spiță Stamate. Nelle altre tre posizioni, i proprietari e gli elementi catastali restano esattamente quelli del 2019, benché l’articolo II annunci «l’aggiornamento degli elementi di identificazione degli immobili, dei titolari di diritti reali e delle somme». In pratica, in tre posizioni su quattro cambia soltanto l’ultima colonna.

Il terzo cambiamento è di contesto, non di testo. Nello stesso giorno e nella stessa edizione della Gazzetta Ufficiale della Romania, alle pagine 4-5, compare la Decisione del Governo n. 745/2026, con titolo identico parola per parola. Quella modifica le posizioni 11 e 459, parte dalla Sentenza civile n. 1.656/F del 13 giugno 2025 e dalla Sentenza civile n. 89 del 17 gennaio 2025 e integra con 1.620.859,60 lei: la posizione 11, a Otopeni, sale da 552.937,97 lei a 977.085,60 lei, e la posizione 459, a Tunari, da 870.179,90 lei a 2.066.852 lei. Non sono due versioni dello stesso atto e nessuna sostituisce l’altra. Sono due decisioni separate, che toccano posizioni diverse dello stesso allegato ed entrano in vigore lo stesso giorno.

Messe una accanto all’altra, le due decisioni di mercoledì aggiungono 3.292.913,07 lei agli indennizzi per una sola opera. L’allegato del 2019 comprendeva 681 posizioni, 5.692.635 metri quadrati e 358.211.539 lei, a un cambio di 4,6628 lei per un euro, ossia circa 76,8 milioni di euro. L’integrazione del 23 settembre 2026 rappresenta lo 0,92 per cento della somma iniziale e riguarda sei posizioni su 681.

Vantaggi e svantaggi

Che cosa migliora

  • Quattro famiglie e un proprietario di terreno agricolo ricevono il denaro stabilito dal giudice, e gli importi compaiono nella Gazzetta Ufficiale della Romania, quindi possono essere verificati da chiunque, non soltanto dalle parti del fascicolo.
  • L’elenco ufficiale degli espropriati viene aggiornato. Alla posizione 306 cambiano i titolari del diritto reale, il che sblocca il pagamento alle persone che ne hanno diritto.
  • L’atto dice esattamente da dove viene il denaro, fino al comma di bilancio, e fissa un termine di 30 giorni per il versamento della somma alla Compagnia Nazionale «Aeroporturi București» S.A.
  • La somma dell’articolo I si verifica con il calcolo: le differenze tra i nuovi valori e quelli del 2019 danno esattamente 1.672.053,47 lei, senza arrotondamenti e senza resto.
  • Tutte e quattro le sentenze sono identificate in modo completo, con numero, data, giudice e numero di fascicolo, quindi si possono cercare nel portale delle corti.

Che cosa resta un problema

  • Tra la prima sentenza divenuta definitiva, il 25 febbraio 2025, e l’adozione di questa decisione del Governo, il 18 settembre 2026, sono trascorsi 570 giorni. Per gli altri fascicoli, 476, 455 e 221 giorni.
  • L’atto riporta soltanto il valore finale dell’allegato, senza dire quale somma il giudice abbia riconosciuto a ciascuna posizione. La differenza tra quanto ha deciso il giudice e quanto finisce nell’elenco non si può verificare dalla Gazzetta Ufficiale della Romania.
  • Il termine di 30 giorni decorre dall’approvazione della richiesta di apertura di crediti, ossia da un momento che l’atto non data e che non limita nel tempo.
  • Due decisioni con titolo identico, pubblicate nella stessa edizione, a una pagina di distanza, si distinguono soltanto per numero. Chi cerca per titolo trova due risultati identici.
  • L’allegato n. 2 alla Decisione del Governo n. 799/2019 viene modificato pezzo per pezzo dal 2019 in poi, e da nessuna parte ne viene pubblicata la forma consolidata. Per sapere l’indennizzo attuale di una posizione bisogna seguire tutte le decisioni di modifica.
  • Il prezzo unico per località usato nel 2019 resta invariato per le altre posizioni, benché i giudici l’abbiano scartato in entrambi i comuni.

Consigli pratici

  1. Controllate la vostra posizione nell’allegato n. 2 alla Decisione del Governo n. 799/2019, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 899 del 7 novembre 2019. Il numero d’ordine che vi compare è la chiave con cui si fa ogni modifica successiva, compresa questa.
  2. Se figurate in una delle posizioni 238, 306, 624 o 635, la somma della colonna dell’indennizzo è adesso quella della decisione del 23 settembre 2026, non quella del 2019. Confrontatela con il dispositivo della sentenza del vostro fascicolo.
  3. Il denaro non arriva automaticamente al proprietario. Viene versato prima su un conto di tesoreria intestato alla Compagnia Nazionale «Aeroporturi București» S.A., e il pagamento a voi segue la procedura della legge n. 255/2010, su domanda e con documenti probatori.
  4. Se avete vinto il processo, parlate con un avvocato degli interessi per il periodo successivo al passaggio in giudicato della sentenza. La Decisione n. 31/2020 dell’Alta Corte di Cassazione e Giustizia, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 539 del 23 giugno 2020, stabilisce che gli interessi moratori non spettano per l’intervallo tra il trasferimento della proprietà e la conclusione del giudizio, ma spettano per il periodo successivo.
  5. Se vi preparate a contestare l’ammontare dell’indennizzo, tenete presente che l’art. 22 comma (6) della legge n. 255/2010 impone all’esperto e al giudice di riferirsi alle perizie delle camere dei notai pubblici al momento del trasferimento del diritto di proprietà. I documenti utili sono quelli dell’anno dell’esproprio, non i prezzi di oggi.
  6. L’impugnazione non vi tiene il terreno. L’art. 22 comma (1) della stessa legge dice chiaramente che l’esercizio dei mezzi di impugnazione non sospende il trasferimento del diritto di proprietà, quindi il processo si fa soltanto per il denaro.
  7. Se il nome dell’allegato non corrisponde più a quello del proprietario attuale, chiedete all’espropriante la rettifica dell’elenco. L’art. 32 commi (3) e (4) della legge n. 255/2010 obbliga alla rettifica ogni volta che la situazione giuridica non corrisponde a quella di fatto, e la posizione 306 dimostra che si può fare.

Domande frequenti

Da quando si applica la decisione?
Dal 23 settembre 2026, data della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 805. L’atto non prevede una data successiva, e le decisioni del Governo entrano in vigore alla data della pubblicazione se il testo non dice altro.
Chi riceve i 1.672.053,47 lei?
I proprietari delle posizioni 238, 306, 624 e 635 dell’allegato n. 2 alla Decisione del Governo n. 799/2019, ossia Simion Tudor a Tunari, Niculae Jan e Spiță Stamate sempre a Tunari, e Aldea Ion Cristian e Aldea Ștefania per due terreni di Otopeni. La somma copre la differenza tra l’indennizzo del 2019 e quello stabilito dal giudice.
Perché compaiono due decisioni con lo stesso titolo nello stesso giorno?
Perché sono due gruppi diversi di processi. La Decisione del Governo n. 745/2026, alle pagine 4-5 della stessa edizione, modifica le posizioni 11 e 459 e integra con 1.620.859,60 lei, sulla base della Sentenza civile n. 1.656/F del 13 giugno 2025 e della Sentenza civile n. 89 del 17 gennaio 2025. La Decisione n. 747/2026 modifica le posizioni 238, 306, 624 e 635, sulla base di altre quattro sentenze. Nessuna delle due sostituisce l’altra.
Di quanto sono cresciuti gli indennizzi rispetto al 2019?
Per le quattro posizioni, da 1.252.647,23 lei a 2.924.700,70 lei, ossia 2,33 volte tanto. L’aumento maggiore è alla posizione 306, di 4,18 volte, e il minore alle posizioni 624 e 635, di 1,79 volte.
Quando arriva il denaro ai proprietari?
L’atto fissa soltanto il primo passo: il versamento della somma dal ministero alla Compagnia Nazionale «Aeroporturi București» S.A., entro 30 giorni dall’approvazione della richiesta di apertura di crediti. La data di quell’approvazione non è scritta nella decisione. Il pagamento effettivo ai proprietari segue poi la procedura della legge n. 255/2010.
Perché è il giudice a stabilire l’indennizzo e non l’espropriante?
L’espropriante fa la prima stima e la iscrive nell’allegato della decisione del Governo. Il proprietario insoddisfatto può rivolgersi al giudice, secondo l’art. 22 della legge n. 255/2010, senza poter però contestare il trasferimento della proprietà. Il giudice costituisce una commissione di tre esperti, uno per parte sua, uno dell’espropriante e uno dei proprietari, e la somma che la sentenza definitiva stabilisce sostituisce quella iniziale.
Che cosa succede alle altre posizioni dell’allegato?
Restano con le somme del 2019 o con quelle delle modifiche precedenti. La Decisione n. 747/2026 tocca soltanto quattro posizioni delle 681 dell’elenco iniziale, e la Decisione n. 745/2026 altre due. I proprietari che non hanno aperto un processo restano alla stima dell’espropriante.
Dove posso leggere l’allegato modificato?
L’allegato alla Decisione del Governo n. 747/2026 è riprodotto per intero più avanti, nella sezione con il testo originale dell’atto, e l’edizione ufficiale in PDF è allegata a questo articolo. L’elenco del 2019, da cui si parte, si trova nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 899 del 7 novembre 2019, alle pagine 2-25.

Analisi della redazione

La decisione è, come testo, pulita. Le quattro differenze tra i valori nuovi e quelli del 2019 danno esattamente la somma dell’articolo I, senza resto e senza arrotondamenti, il fondamento giuridico è scelto correttamente e le sentenze sono identificate con numero, data, giudice e fascicolo. Non vi abbiamo trovato alcuna incongruenza con conseguenza giuridica. Il problema non sta nell’atto, ma in ciò che l’atto mostra della procedura da cui viene.

La prima osservazione emerge soltanto dividendo le somme per le superfici. Nell’allegato del 2019, l’espropriante non ha valutato le particelle, ma le località: ogni metro quadrato di Tunari ha ricevuto 40,4265 lei e ogni metro quadrato di Otopeni 59,8704 lei, alla virgola, a prescindere dall’ubicazione, dall’accesso o dai confinanti. Per la posizione 306, per esempio, 5.400 metri quadrati sono stati valutati 218.302,97 lei, ossia esattamente allo stesso prezzo unitario del terreno di 16.700 metri quadrati della posizione 238. I giudici hanno disfatto proprio questa uniformità: dopo i processi, la posizione 238 arriva a 82,03 lei al metro quadrato e la posizione 306 a 168,89 lei al metro quadrato. Lo stesso comune, la stessa categoria d’uso, lo stesso regime di centro abitato, ma un rapporto di due a uno tra due proprietari ai quali l’amministrazione aveva dato, nel 2019, la stessa cifra. La differenza esisteva già prima, e il prezzo unico per comune la nascondeva.

La seconda osservazione riguarda l’orologio. L’art. 22 comma (1) della legge n. 255/2010 dice che l’esercizio dei mezzi di impugnazione non sospende il trasferimento del diritto di proprietà. Le persone di queste quattro posizioni non hanno più il terreno dal 2019. Le sentenze sono divenute definitive il 25 febbraio 2025, il 30 maggio 2025, il 20 giugno 2025 e il 9 febbraio 2026, e il Governo ha adottato l’atto il 18 settembre 2026, ossia 570, 476, 455 e 221 giorni dopo. Qui interviene un calcolo che l’atto non fa. La Decisione n. 31/2020 dell’Alta Corte di Cassazione e Giustizia, pronunciata nella risoluzione di una questione di diritto, stabilisce che gli interessi moratori non spettano per l’intervallo tra il trasferimento della proprietà e la conclusione del giudizio, ma spettano per il periodo successivo. In altre parole, ogni giorno trascorso dal passaggio in giudicato fino al pagamento produce un credito separato verso lo Stato. I 570 giorni del primo fascicolo sono dunque un interesse che matura e che dovrà essere pagato anch’esso con denaro pubblico, attraverso un secondo processo.

La terza osservazione mette le cifre in contesto. L’allegato del 2019 aveva 681 posizioni e 358.211.539 lei. Le due decisioni pubblicate il 23 settembre 2026 ne toccano sei e aggiungono 3.292.913,07 lei, ossia lo 0,92 per cento della somma iniziale. Il giudizio sembra così poco costoso, ma la percentuale si deve al numero ridotto di processi, non all’entità delle correzioni. Se il rapporto ottenuto su queste quattro posizioni, di 2,33 a uno, si ripetesse su tutto l’elenco, i 358,2 milioni di lei approvati nel 2019 arriverebbero a circa 836 milioni. Non è una previsione, perché la maggior parte dei proprietari non ha fatto causa e non la farà. È la misura del rischio che porta con sé una stima fatta a livello di località, e la spiegazione del perché queste decisioni arrivino adesso in serie.

La quarta osservazione riguarda la forma della pubblicazione. Due decisioni con titolo identico parola per parola, adottate lo stesso giorno e pubblicate nella stessa edizione, a una pagina di distanza, non si distinguono se non per numero. Nel sommario dell’edizione, le voci ai numeri 745 e 747 sono due blocchi di testo identici. Nulla nel titolo dice quale delle due riguardi le posizioni 11 e 459 e quale le posizioni 238, 306, 624 e 635. Sopra a questo, l’allegato n. 2 alla Decisione del Governo n. 799/2019 viene modificato pezzo per pezzo da sette anni, senza che una forma consolidata sia mai stata pubblicata. Chi voglia sapere oggi quale sia l’indennizzo di una posizione deve sommare, in ordine, tutte le decisioni che l’hanno toccata.

Che cosa andrebbe cambiato

  • L’allegato dovrebbe mostrare anche la somma stabilita dal giudice, non soltanto il valore finale. Una colonna in più, con la somma del dispositivo della sentenza e il numero del fascicolo sulla riga corrispondente, renderebbe verificabile il legame tra il processo e la cifra pagata. Così com’è adesso, la corrispondenza tra i quattro fascicoli e le quattro posizioni si può soltanto supporre.
  • La legge n. 255/2010 ha bisogno di un termine per l’espropriante. Un termine di 30 giorni dalla comunicazione della sentenza definitiva per inoltrare la richiesta di integrazione sostituirebbe gli intervalli da 455 a 570 giorni di questo atto e fermerebbe l’accumulo di interessi moratori che lo Stato pagherà comunque, ma in un secondo processo.
  • Il prezzo unico per località andrebbe abbandonato nella stima iniziale. Se nello stesso comune, per la stessa categoria d’uso, i giudici arrivano a 82 e a 169 lei al metro quadrato, la stima che ne dava 40,43 a entrambi era un metodo sbagliato, non un’approssimazione accettabile. Il suo costo si vede soltanto adesso, spalmato su decisioni da un milione e mezzo ciascuna.
  • L’allegato n. 2 alla Decisione del Governo n. 799/2019 andrebbe ripubblicato in forma consolidata. L’art. 70 comma (1) della legge n. 24/2000 sulle norme di tecnica legislativa dice che l’atto modificato in modo sostanziale si ripubblica sulla base della disposizione contenuta nell’atto di modifica stesso, e il comma (3) fissa per questo un termine di 45 giorni. Una simile disposizione potrebbe essere scritta in una decisione come questa, con un solo articolo in più. Un elenco di 681 posizioni, con somme cambiate anno dopo anno da decisioni separate, è esattamente il caso per cui la regola esiste.
  • Due atti con lo stesso oggetto adottati lo stesso giorno dovrebbero portare titoli che li distinguano. Una menzione delle posizioni modificate nel titolo stesso della decisione, come si fa in altri atti di rettifica, risolverebbe il problema senza alcun costo e risparmierebbe al lettore il confronto tra due testi identici.

Testo originale dell’atto normativo

Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.

Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania

Gazzetta Ufficiale della Romania n. 805 del 23 settembre 2026 16 pagine PDF, 104 KB l'atto inizia a pagina 5

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Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.