In breve

  • Il Governo aggiunge 858.400 lei agli indennizzi per gli espropri sulla linea ferroviaria Cluj-Napoca, Oradea, Episcopia Bihor. Il denaro copre 30 posizioni nei quartieri Dâmbu Rotund e Gruia della città di Cluj-Napoca: 29 che figuravano già nell’elenco approvato nel dicembre 2024 e una nuova, comparsa dal frazionamento di una particella sulla Calea Baciului.
  • Sono interessati i proprietari e i detentori di 10.026 metri quadrati di terreno, cioè poco più di un ettaro, più le costruzioni che vi stanno sopra. Tredici delle 30 posizioni sono terreno del patrimonio privato del distretto di Cluj o della città di Cluj-Napoca, su cui si trovano recinzioni, piattaforme, cartelli pubblicitari e impianti di alcune imprese. Le altre appartengono a persone fisiche e a società commerciali della Calea Baciului, di via Tudor Vladimirescu, di via Oradiei, di via Nikola Tesla e di via Tăietura Turcului.
  • Le cifre che contano: il nuovo allegato somma 29.920.093,15 lei, cioè 858.344,13 lei in più della somma approvata nel 2024 per le stesse posizioni, mentre la decisione stanzia 858.400 lei. Il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture versa il denaro entro al massimo 30 giorni dalla richiesta, e il pagamento ai proprietari si effettua entro al massimo 90 giorni dalla decisione che stabilisce l’importo dell’indennizzo.
Atto: Decisione del Governo n. 773/2026 relativa all’integrazione della somma prevista come giusto indennizzo, approvata con la Decisione del Governo n. 1.701/2024 relativa all’avvio delle procedure di esproprio di tutti gli immobili di proprietà privata, all’approvazione dell’elenco degli immobili di proprietà pubblica dello Stato e dell’elenco degli immobili di proprietà pubblica dell’unità amministrativo-territoriale, situati sul sito aggiuntivo che costituisce il corridoio di esproprio dell’opera di pubblica utilità di interesse nazionale «Electrificarea și reabilitarea liniei de cale ferată Cluj-Napoca — Oradea — Episcopia Bihor», ricadenti nel territorio dell’unità amministrativo-territoriale Cluj-Napoca, distretto di Cluj, nonché alla modifica e all’integrazione dell’allegato n. 2 alla Decisione del Governo n. 1.701/2024
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial), Parte I, n. 826 del 29 settembre 2026, pagine 2-9
Entrata in vigore: dalla pubblicazione, il 29 settembre 2026, poiché l’articolo 12 comma (3) della legge n. 24/2000 sulle norme di tecnica legislativa prevede che gli atti normativi, eccettuate le leggi e le ordinanze, entrino in vigore alla data della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Romania, Parte I, se al loro interno non è prevista una data successiva, e la decisione non ne prevede alcuna

La Decisione del Governo n. 773/2026 fa per la ferrovia tra Cluj-Napoca ed Episcopia Bihor, passando per Oradea, quello che un atto pubblicato un giorno prima aveva fatto per una strada: mette denaro in più su un elenco di indennizzi aperto anni addietro, dopo che le misurazioni e le valutazioni sono state rifatte. La somma aggiunta è di 858.400 lei, cioè 858,4 migliaia di lei nella scrittura dell’atto, e viene stanziata dal bilancio dello Stato, attraverso il bilancio del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture.

L’opera in questione, «Electrificarea și reabilitarea liniei de cale ferată Cluj-Napoca, Oradea, Episcopia Bihor», cioè l’elettrificazione e il risanamento della linea, ha gli indicatori tecnico-economici approvati con la Decisione del Governo n. 93/2022, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania, Parte I, n. 65 del 21 gennaio 2022. Quell’atto le fissa 166,7 chilometri, 48 mesi di esecuzione e un valore totale IVA inclusa di 9.493.358.000 lei, ai prezzi del 20 aprile 2021 e a un cambio di 4,9275 lei per un euro, cioè circa 1,93 miliardi di euro. Il tracciato attraversa i distretti di Cluj, Sălaj e Bihor, ma la decisione del 29 settembre 2026 riguarda soltanto la città di Cluj-Napoca.

Il corridoio di esproprio per il sito aggiuntivo ricadente nel territorio della città era stato aperto con la Decisione del Governo n. 1.701/2024, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania, Parte I, n. 1314 del 24 dicembre 2024. L’allegato n. 2 di quella decisione, quello che comprende gli immobili di proprietà privata, i proprietari e gli importi individuali, ha 56 posizioni, e gli indennizzi stimati allora erano di 50.364.000 lei. Tra la sua pubblicazione e la decisione del 2026 sono passati 644 giorni.

Ciò che cambia adesso si vede in cinque articoli. L’articolo I approva l’integrazione con 858,4 migliaia di lei e mostra da dove viene il denaro: capitolo 84.01 «Transporturi», trasporti, titolo 61 «Proiecte cu finanțare din sumele aferente componentei de împrumut a PNRR», cioè progetti finanziati dalla componente di prestito del Piano nazionale di ripresa e resilienza, articolo 61.06, in conformità alla legge di bilancio dello Stato per l’anno 2026 n. 43/2026, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania, Parte I, n. 242 del 27 marzo 2026. L’articolo II modifica 29 posizioni dell’allegato n. 2 della decisione del 2024, introduce dopo la posizione 9 una posizione nuova, numerata 91, e aggiunge costruzioni alle posizioni 6, 18, 47 e 50, oltre che sul terreno della posizione nuova. L’articolo III avvia la procedura di esproprio per queste costruzioni comparse adesso. L’articolo IV dice come circola il denaro, e l’articolo V lascia la responsabilità dell’esattezza dei dati al Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, attraverso la Compagnia Nazionale di Ferrovie «C.F.R.» S.A.

L’allegato della decisione del 2026 ha dunque 30 righe. Esse riprendono, in forma aggiornata, posizioni già esistenti: le posizioni 6, 9, 10, 15, 16, 18, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 31, 32, 33, 36, 38, 40, 41, 42, 43, 46, 47, 50, 52, 53, 54 e 56, più la posizione 91. Accanto a ciascuna sta l’indennizzo totale di adesso, ricalcolato per intero. Sommati, danno 29.920.093,15 lei. Le stesse 29 posizioni valevano, nel 2024, 29.061.749,02 lei. La differenza è di 858.344,13 lei, cioè 55,87 lei in meno della somma stanziata con l’articolo I.

La superficie di terreno effettivamente espropriata con queste 30 posizioni è di 10.026 metri quadrati. Del totale, 11.457.781,50 lei vanno sul terreno e 18.462.311,65 lei sulle costruzioni, quindi quasi due terzi del denaro, più precisamente il 61,7%, vanno su ciò che è stato edificato sul terreno e soltanto il 38,3% sulla terra che sta sotto. La posizione singola più grande, la numero 15, di via Tudor Vladimirescu, vale 14.941.545,14 lei, cioè la metà dell’allegato: 582.660 lei per 498 metri quadrati di terreno, 14.335.037,50 lei per un impianto di preparazione meccanica di 419 metri quadrati, costruzione con piano terra e quattro piani, e 23.847,64 lei per una recinzione. All’altro capo, la posizione 32 riceve 1.955 lei per un solo metro quadrato di terreno seminativo.

Gli effetti che produce

Il primo effetto è finanziario e si vede nel bilancio: l’integrazione paga quasi soltanto terreno vecchio a prezzo nuovo, non terreno nuovo. La somma prevista come giusto indennizzo per il sito aggiuntivo di Cluj-Napoca sale da 50.364.000 lei a 51.222.400 lei. Calcolato riga per riga dagli allegati, l’elenco completo di 56 posizioni arriva a 51.221.989,85 lei, contro 50.363.645,72 lei nella forma del 2024. Rapportato al valore dell’opera, tutto ciò che si paga su questo sito significa lo 0,54% dell’investimento, e l’integrazione di adesso lo 0,009%.

Il secondo effetto riguarda i 30 proprietari e detentori dell’allegato, perché la somma iscritta accanto al loro nome è quella che viene depositata a loro nome. Quattordici posizioni ricevono più che nel 2024, in tutto 752.263,41 lei in più. Due ricevono meno, con 99.960,88 lei in totale. Tredici restano esattamente alla stessa somma, quindi per esse la decisione cambia soltanto i dati di identificazione dell’immobile o il nome dei titolari, mentre l’importo resta quello del 2024. La trentesima è la posizione nuova, con 206.041,60 lei.

Il terzo effetto è un esproprio vero e proprio. L’articolo III avvia la procedura per le costruzioni che compaiono adesso alle posizioni 6, 18, 47 e 50 e sul terreno della posizione 91. Si tratta di cose minute all’aspetto e per niente minute come importo: una piattaforma in cemento di 4 metri quadrati, pagata 499,20 lei, un pozzo di 3 metri, pagato 3.861 lei, due recinzioni, pagate insieme 7.557,81 lei, una piattaforma di parcheggio di 438 metri quadrati, pagata 54.662,40 lei, e sul terreno della posizione nuova un garage di 44 metri quadrati, valutato da solo 91.520 lei, accanto a tre recinzioni, un cancello di accesso e una piattaforma in cemento.

Il quarto effetto è procedurale. Gli importi individuali sono versati dal Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture su un conto di tesoreria aperto a nome della Compagnia Nazionale di Ferrovie «C.F.R.» S.A., entro al massimo 30 giorni dalla loro richiesta, a disposizione dei proprietari. Da lì in avanti si applica la legge n. 255/2010 sull’esproprio per causa di pubblica utilità: il proprietario deposita una domanda di pagamento con gli atti di proprietà, entro 10 giorni dall’affissione dell’elenco presso la sede del consiglio locale, e l’espropriante paga entro al massimo 90 giorni dalla decisione con cui si stabilisce l’importo dell’indennizzo.

Il quinto effetto passa inosservato, perché sta in una riga di classificazione di bilancio. Nel 2024 il denaro per gli stessi indennizzi veniva dal titolo 60, «Proiecte cu finanțare din sumele reprezentând asistența financiară nerambursabilă aferentă PNRR», cioè progetti finanziati con l’assistenza finanziaria a fondo perduto del programma. Ora viene dal titolo 61, «Proiecte cu finanțare din sumele aferente componentei de împrumut a PNRR», progetti finanziati dalla componente di prestito. Stessa opera, stesso corridoio, stessi proprietari, ma la fonte si è spostata dalla parte a fondo perduto del Piano nazionale di ripresa e resilienza alla parte di credito. Per il proprietario non cambia nulla. Per il debito pubblico, sì.

Che cosa cambia rispetto a prima

Fino al 29 settembre 2026 l’elenco del dicembre 2024 era l’unico riferimento: 56 posizioni, 50.364.000 lei, superfici e importi calcolati sulla valutazione di allora. La nuova decisione sostituisce 29 di quelle righe, ne aggiunge una e lascia intatte le altre 27.

Il cambiamento più visibile è il prezzo al metro quadrato del terreno. Nel quartiere Dâmbu Rotund, il terreno della categoria «curți-construcții», i cortili con le costruzioni, era valutato nel 2024 a 874 lei il metro quadrato. Nell’elenco del 2026 compare a 1.170 lei, il 33,87% in più. Nel quartiere Gruia, lo stesso tipo di terreno sale da 1.955 a 2.600 lei il metro quadrato, il 32,99% in più. Il terreno seminativo all’interno del perimetro edificabile è pagato 1.840 lei il metro quadrato alle posizioni 16 e 53, mentre il terreno non produttivo e le strade sono pagati 86,25 e 97,75 lei.

Il secondo cambiamento è il frazionamento di una particella. La posizione 9 dell’elenco del 2024 copriva un immobile della Calea Baciului n. 7, con 1.317 metri quadrati negli atti, di cui 152 espropriati, e un indennizzo totale di 190.080,30 lei. Nell’elenco del 2026 la posizione 9 resta allo stesso indirizzo, ma con 1.484 metri quadrati negli atti, 59 espropriati e 97.334,42 lei, mentre la posizione nuova 91 compare al n. 5, con 1.237 metri quadrati negli atti, 79 espropriati e 206.041,60 lei. Messe insieme, le due posizioni fanno 138 metri quadrati espropriati invece di 152 e 303.376,02 lei invece di 190.080,30. La differenza viene dal nuovo prezzo al metro quadrato e dal garage di 44 metri quadrati comparso sulla particella frazionata.

Il terzo cambiamento riguarda i titolari. In via Oradiei, alla posizione 18, la società iscritta nell’elenco del 2024 è sostituita da un’altra, e l’indennizzo sale da 379.942,75 a 546.046,56 lei, di cui 158.546 lei vengono dalla rivalutazione del terreno e 7.557,81 lei dalle due recinzioni aggiunte adesso. In via Tăietura Turcului, alla posizione 33, la costruzione iscritta nel 2024 come annesso di 66 metri quadrati, valutato 78.936 lei, compare nel 2026 come capannone di 52 metri quadrati, valutato 101.400 lei: meno superficie, 22.464 lei in più.

Il quarto cambiamento è meno spettacolare e tanto più importante per chi cerca il proprio immobile nell’elenco: le superfici negli atti vengono corrette quasi ovunque. La posizione 46 scende da 1.149 a 876 metri quadrati, la posizione 32 da 2.950 a 2.588, la posizione 6 da 737 a 73, e altre cambiano di un metro quadrato in più o in meno. La superficie effettivamente espropriata con le 29 posizioni modificate cresce però molto poco, da 9.896 a 9.947 metri quadrati, ai quali si aggiungono i 79 metri quadrati della posizione nuova.

Vantaggi e svantaggi

Che cosa migliora

  • I prezzi al metro quadrato salgono là dove le valutazioni sono state rifatte, di circa un terzo, il che avvicina l’indennizzo al valore di mercato di un terreno all’interno del perimetro edificabile di Cluj-Napoca.
  • Le costruzioni minute erette sul terreno espropriato, da un pozzo di 3 metri a una piattaforma di parcheggio di 438 metri quadrati, entrano nell’elenco e vengono pagate, invece di sparire insieme all’opera.
  • L’allegato si chiude al leu: ciascuna delle 30 posizioni ha l’indennizzo del terreno più l’indennizzo delle costruzioni esattamente uguale al totale iscritto nell’ultima colonna, e la differenza rispetto all’elenco del 2024 corrisponde alla somma stanziata.
  • L’atto mostra il proprio fondamento in cinque testi concreti della legge n. 255/2010, tra cui l’articolo 9 comma (8), che chiede proprio l’aggiornamento dell’elenco con proprietari, superfici e importi dopo l’individuazione della superficie espropriata.
  • La decisione entra in vigore con la pubblicazione, quindi la procedura può partire subito, senza il termine di attesa di cui hanno bisogno le leggi e le ordinanze.

Che cosa resta un problema

  • La stessa decisione paga due prezzi diversi per lo stesso tipo di terreno, nello stesso quartiere. Sulla Calea Baciului, la posizione 9 è valutata 1.170 lei il metro quadrato, mentre le posizioni 6, 46 e 47, a pochi numeri civici di distanza, restano a 874 lei, perché non sono state rivalutate.
  • L’atto non dice in nessun punto quale sia la somma totale risultante dopo l’integrazione. Chi vuole sapere quanto valga adesso l’allegato n. 2 deve aprire la decisione del 2024 e sommare 56 righe.
  • Il termine di 30 giorni per il versamento del denaro decorre dalla richiesta, quindi il suo inizio resta nelle mani dell’espropriante, per quanto tempo passi dalla pubblicazione della decisione.
  • La decisione modifica 29 posizioni senza dire, per nessuna di esse, che cosa sia cambiato. Il proprietario che vuole sapere se la sua somma è cresciuta deve confrontare da solo due numeri della Gazzetta Ufficiale della Romania, a due anni di distanza.
  • La superficie negli atti della posizione 6 passa da 737 a 73 metri quadrati, senza che la superficie espropriata o l’indennizzo cambino, e il testo non chiarisce se si tratti di una correzione del libro fondiario o di altro.

Consigli pratici

  1. Cercate il vostro immobile in base al numero del libro fondiario. L’allegato del 2026 ha una numerazione propria, da 1 a 30, e la seconda colonna mostra la posizione corrispondente della decisione del 2024. Indirizzi e nomi sono cambiati più volte tra i due elenchi, i numeri del libro fondiario molto più raramente.
  2. Confrontate la somma nuova con quella del 2024 prima di qualsiasi passo. Se la vostra posizione è una delle 13 che restano allo stesso valore, la decisione vi ha aggiornato soltanto i dati di identificazione, e l’importo depositato non si modifica.
  3. Verificate se vi sia comparsa una costruzione nuova nell’elenco. Alle posizioni 6, 18, 47 e 50, così come sul terreno della posizione 91, l’esproprio delle costruzioni si avvia soltanto adesso, quindi per esse la procedura, compresa la notifica, parte da zero.
  4. Depositate la domanda di pagamento entro 10 giorni dall’affissione dell’elenco presso la sede del municipio di Cluj-Napoca. Il termine è previsto dall’articolo 19 comma (2) della legge n. 255/2010, e la domanda deve essere accompagnata dagli atti che provano il diritto di proprietà, in originale o in copia autenticata.
  5. Presentatevi con gli atti entro 20 giorni di calendario dalla notifica ricevuta per posta. Se non lo fate, l’esproprio va avanti e la somma viene depositata a vostro nome fino al chiarimento della situazione giuridica, il che significa soltanto che il denaro vi aspetta più a lungo.
  6. Incassate la somma e contestatela separatamente, se vi sembra bassa. L’articolo 22 della legge n. 255/2010 vi lascia rivolgervi al giudice nel termine generale di prescrizione, e l’azione non sospende il trasferimento del diritto di proprietà. L’articolo 23 esenta dalla tassa giudiziaria di bollo le domande con cui si stabilisce l’importo dell’indennizzo.
  7. Confrontate il vostro prezzo al metro quadrato con quello dei vicini dello stesso allegato. Se il vostro terreno di Dâmbu Rotund è valutato 874 lei il metro quadrato e una posizione vicina compare a 1.170, avete un argomento scritto per la commissione di indennizzo o per il giudice.
  8. Chiedete al municipio l’elenco e la planimetria del sito. L’articolo 11 commi (3) e (4) della legge n. 255/2010 obbliga l’espropriante ad affiggerli presso la sede del consiglio locale e sulla propria pagina internet, mentre la data di inizio dell’attività della commissione si annuncia su un giornale locale.

Domande frequenti

Questa decisione mi prende il terreno adesso?
Per la maggior parte delle 30 posizioni, no. L’esproprio era stato avviato con la Decisione del Governo n. 1.701/2024, pubblicata il 24 dicembre 2024, e l’atto del 29 settembre 2026 aggiorna dati e importi. Fanno eccezione le costruzioni delle posizioni 6, 18, 47 e 50 e quelle sul terreno della posizione 91: per esse è l’articolo III ad avviare adesso la procedura.
Perché compaiono 30 posizioni, se l’integrazione è di soli 858.400 lei?
Perché nell’allegato sono iscritti gli indennizzi totali di adesso, ricalcolati per ciascuna posizione. Le 30 righe sommano 29.920.093,15 lei, mentre le 29 posizioni che esistevano anche nel 2024 valevano allora 29.061.749,02 lei. La differenza tra le due somme, insieme alla posizione nuova, dà 858.344,13 lei, cioè esattamente quanto viene stanziato, arrotondato a 858,4 migliaia di lei.
Il mio indennizzo è cresciuto o è diminuito?
Dipende dalla posizione. Quattordici posizioni crescono, con 752.263,41 lei in tutto, due scendono, con 99.960,88 lei, e 13 restano invariate come importo. Le due che scendono sono le posizioni 9 e 31. Alla posizione 9 la diminuzione viene dal frazionamento della particella: la parte staccata compare a sé, alla posizione 91, e le due prese insieme valgono più della posizione unica del 2024.
Quanto si paga al metro quadrato?
Dipende dal quartiere, dalla categoria di destinazione d’uso e dal momento della valutazione. In Dâmbu Rotund il terreno a cortili e costruzioni compare a 874 o a 1.170 lei il metro quadrato, in Gruia a 1.955 o a 2.600, il terreno seminativo all’interno del perimetro edificabile a 1.840 e a 1.955, mentre il terreno non produttivo e le strade a 86,25 e 97,75 lei. I prezzi più alti sono, di regola, quelli rifatti con la nuova valutazione.
In quanto tempo ricevo il denaro?
Il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture versa gli importi alla Compagnia Nazionale di Ferrovie «C.F.R.» S.A. entro al massimo 30 giorni dalla loro richiesta. Il pagamento effettivo al proprietario si effettua, ai sensi dell’articolo 21 della legge n. 255/2010, entro al massimo 90 giorni dalla decisione con cui si stabilisce l’importo dell’indennizzo. Fino ad allora la somma viene depositata a nome del proprietario.
Da dove viene il denaro?
Dal bilancio dello Stato, attraverso il bilancio del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, al capitolo 84.01 «Transporturi», trasporti, titolo 61 «Proiecte cu finanțare din sumele aferente componentei de împrumut a PNRR», cioè la componente di prestito, articolo 61.06. Nel 2024 gli stessi indennizzi erano previsti al titolo 60, quello dei fondi a fondo perduto del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Che cosa succede al resto della linea, verso Oradea ed Episcopia Bihor?
La decisione del 29 settembre 2026 riguarda soltanto il sito aggiuntivo ricadente nel territorio della città di Cluj-Napoca. L’opera misura 166,7 chilometri e attraversa i distretti di Cluj, Sălaj e Bihor, e le altre porzioni hanno proprie decisioni di esproprio.
Sono inquilino oppure ho una costruzione su terreno altrui. Ricevo qualcosa?
Sì, se avete un diritto reale sulla costruzione. Nell’allegato compaiono più situazioni di questo genere: il terreno è nel patrimonio privato del distretto di Cluj, mentre le piattaforme, le recinzioni, i cartelli pubblicitari, la stazione del gas naturale o la barriera automatizzata che vi si trovano sono pagati a società commerciali, separatamente dal terreno. La domanda di pagamento è depositata dal titolare del diritto reale, ai sensi dell’articolo 19 della legge n. 255/2010.

Errori e incongruenze nel testo pubblicato

  • L’articolo IV comma (2), rapportato all’articolo 4 comma (8) delle Norme metodologiche approvate con la Decisione del Governo n. 53/2011. La decisione prevede che gli importi siano versati «în termen de cel mult 30 de zile de la data solicitării acestora, conform prevederilor art. 4 alin. (8)» di quelle norme, cioè entro il termine lì indicato, calcolato dalla data della loro richiesta. Il testo invocato, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Romania, Parte I, n. 84 del 1° febbraio 2011 e rimasto invariato nella forma consolidata, dice altro: entro 30 giorni dalla pubblicazione della decisione, su richiesta dell’espropriante, il Ministero delle Finanze approva l’apertura del credito di bilancio per la somma che rappresenta il valore totale degli indennizzi. La differenza non è di sfumatura. Nelle norme i 30 giorni decorrono da una data pubblica e verificabile, cioè il 29 settembre 2026, e l’operazione è tra due ministeri. Nella decisione gli stessi 30 giorni decorrono da una richiesta senza termine, e l’operazione è il versamento del denaro alla compagnia ferroviaria. Il Governo può fissarsi un proprio termine, poiché l’articolo 5 comma (1) della legge n. 255/2010 gli chiede proprio di iscriverlo nella decisione, solo che qui lo presenta come derivante da un testo che dice altro. Per il proprietario che aspetta il denaro, la domanda resta senza risposta nell’atto: da quando si contano i 30 giorni.

Analisi della redazione

Come aritmetica, l’atto è pulito. Ciascuna delle 30 posizioni si chiude al leu, cioè l’indennizzo del terreno più gli indennizzi delle costruzioni danno esattamente il totale iscritto nell’ultima colonna, e i 30 totali sommati danno 29.920.093,15 lei. Sottraendo i 29.061.749,02 lei che le stesse posizioni valevano nell’allegato del 2024, restano 858.344,13 lei. Il Governo stanzia 858,4 migliaia di lei, quindi 55,87 lei in più, un arrotondamento per eccesso che non cambia nulla di quanto spetta a qualcuno. È esattamente il tipo di verifica che un atto di esproprio deve superare e che, in questo caso, supera.

Ciò che non si vede leggendo l’atto da capo a fondo è che esso paga, nello stesso giorno e per lo stesso tipo di terreno, due prezzi diversi al metro quadrato. In Dâmbu Rotund le posizioni 9, 91, 10, 15, 18, 40, 41, 42 e 43 sono valutate 1.170 lei il metro quadrato di cortili e costruzioni, mentre le posizioni 6, 46 e 47, che si trovano sulla stessa Calea Baciului, restano a 874 lei, il prezzo del 2024. In Gruia le posizioni 31, 36, 54 e 56 salgono a 2.600 lei, mentre le posizioni 23, 24, 25, 27, 28, 29, 32, 33 e 38 restano a 1.955. La spiegazione tecnica è semplice, si è rivalutato solo dove si è rimisurato, ma la conseguenza pratica è che due vicini della stessa strada, espropriati per la stessa opera, con la stessa decisione, ricevono somme che differiscono di un terzo al metro quadrato, e l’atto non dice perché. La differenza va più lontano di così: la particella con numero catastale 337136, terreno seminativo all’interno del perimetro edificabile di 8.546 metri quadrati, compare nello stesso allegato alla posizione 16 con 1.840 lei il metro quadrato e alla posizione 29 con 1.955 lei, mentre la particella 340713, strada all’interno del perimetro edificabile, compare alla posizione 50 con 86,25 lei il metro quadrato e alla posizione 52 con 97,75 lei. Lo stesso pezzo di terra, due prezzi, nello stesso elenco.

La seconda osservazione nasce da una divisione che l’atto non fa. Gli 858.344,13 lei in più arrivano sopra un aumento di superficie di soli 130 metri quadrati, da 9.896 a 10.026 metri quadrati: la superficie cresce dell’1,31%, il denaro del 2,95%. In altre parole, l’integrazione non paga terreno nuovo, ma terreno vecchio a prezzo nuovo e costruzioni che la valutazione del 2024 non aveva colto. L’esempio più limpido è la posizione 9, frazionata in due: 138 metri quadrati espropriati invece di 152, cioè meno terra, ma 303.376,02 lei invece di 190.080,30, cioè più denaro, perché sulla particella staccata si è trovato un garage di 44 metri quadrati valutato 91.520 lei. A livello dell’intero allegato le costruzioni valgono 18.462.311,65 lei dei 29.920.093,15, quindi il 61,7%. Questo esproprio compra più cemento che terra.

La terza osservazione riguarda il rapporto tra i termini che l’atto impone e quelli che si assume. Il proprietario ha 10 giorni dall’affissione per depositare la domanda di pagamento e 20 giorni di calendario dalla notifica per presentarsi con gli atti. L’amministrazione si dà 30 giorni per versare il denaro, contati non dalla pubblicazione ma dalla propria richiesta, e altri 90 giorni dalla decisione che stabilisce l’importo fino al pagamento effettivo. Tra la decisione che ha aperto il corridoio, pubblicata il 24 dicembre 2024, e quella che aggiorna gli importi sono passati 644 giorni. La decisione nuova è stata adottata il 24 settembre 2026 e pubblicata cinque giorni più tardi. La fretta si pretende da chi riceve la carta.

L’ultima osservazione è piccola, e proprio per questo merita di essere detta. Alla posizione 6, della Calea Baciului n. 13, la superficie totale negli atti del terreno di tipo cortili e costruzioni passa da 737 a 73 metri quadrati, mentre la superficie espropriata resta 15 metri quadrati e l’indennizzo resta 13.110 lei. Le due cifre non possono essere entrambe esatte, e l’atto non dice quale delle due sia la correzione. Nulla di quanto viene pagato al proprietario dipende da questo, poiché l’immobile è identificato dal libro fondiario 277133 e il prezzo si calcola sulla superficie espropriata. Dipende invece il resto: dopo l’esproprio l’ufficio del catasto attribuisce d’ufficio un numero catastale alla superficie non espropriata, e questa è di 58 oppure di 722 metri quadrati, a seconda di come si legge. Sulla stessa riga, la sottoparticella di terreno seminativo di 402 metri quadrati compare con zero metri quadrati espropriati, ma con una piattaforma in cemento di 4 metri quadrati pagata 499,20 lei, cioè una costruzione indennizzata su un terreno da cui non si prende nulla.

Che cosa andrebbe cambiato

  • L’allegato dovrebbe avere una colonna con la somma precedente e con la differenza. La tabella ha diciotto colonne, ma nessuna mostra che cosa cambia. Una colonna in più direbbe al proprietario a colpo d’occhio se faccia parte delle 14 posizioni che crescono, delle due che scendono o delle 13 in cui si modificano soltanto i dati di identificazione, senza dover aprire il numero del 2024 della Gazzetta Ufficiale della Romania.
  • La decisione dovrebbe scrivere la somma totale risultante dopo l’integrazione. L’articolo I dice di quanto si integra, ma non dice quanto diventi il totale. Scritto una sola volta, «suma totală a despăgubirilor pentru anexa nr. 2 devine 51.222,4 mii lei», cioè che il totale degli indennizzi per l’allegato diventa quella cifra, renderebbe verificabile da chiunque un dato che oggi richiede la somma di 56 righe di due atti diversi.
  • La rivalutazione dovrebbe coprire l’intera zona, allo stesso prezzo. Se il prezzo del terreno a cortili e costruzioni di Dâmbu Rotund è stato riconosciuto pari a 1.170 lei il metro quadrato, allora a questo prezzo dovrebbero essere pagate anche le posizioni 6, 46 e 47, rimaste alla valutazione del 2024. Altrimenti la differenza di un terzo resta una questione di fortuna, cioè dell’ordine in cui il valutatore è arrivato alle particelle, e chi è rimasto al prezzo vecchio ha un motivo fondato di causa.
  • Il termine di versamento dovrebbe decorrere dalla pubblicazione. La formula «30 de zile de la data solicitării», trenta giorni dalla data della richiesta, lascia l’inizio del termine alla discrezione di chi deve rispettarlo. Legata alla data della pubblicazione, come nella norma invocata dalla decisione stessa, diventerebbe una data calcolabile: il 29 ottobre 2026.
  • Le superfici che cambiano di un ordine di grandezza dovrebbero essere accompagnate dal fondamento catastale. Un passaggio da 737 a 73 metri quadrati, come alla posizione 6, dovrebbe avere accanto il numero della documentazione catastale ricevuta dall’Agenzia Nazionale di Catasto e Pubblicità Immobiliare, perché il lettore distingua tra una correzione del libro fondiario e una cifra sfuggita in composizione.
  • I proprietari interessati dovrebbero essere avvisati per iscritto della modifica. L’atto cambia l’importo per 16 posizioni e ne aggiunge una nuova, senza obbligare nessuno a informare gli interessati. Una notifica nello stesso termine di 30 giorni in cui si versa il denaro costerebbe quanto una busta e accorcerebbe la strada fino allo sportello.

Testo originale dell’atto normativo

Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.

Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania

Gazzetta Ufficiale della Romania n. 826 del 29 settembre 2026, pagine 2-9 16 pagine PDF, 111 KB l'atto inizia a pagina 2

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