In breve
- La guida da 590 milioni di euro per le reti intelligenti di teleriscaldamento riceve il modulo con cui i beneficiari chiedono il denaro. Il Decreto del ministro dell’Energia ad interim n. 1.089/2026 introduce l’allegato n. 11, che contiene la domanda di prefinanziamento e la domanda di rimborso, compresa quella relativa a un prefinanziamento già incassato.
- Il modulo arriva 99 giorni prima dell’ultimo termine di presentazione. I progetti che non ricadono sotto le regole degli aiuti di Stato, ossia quelli di tipo B, si possono presentare fino al 1° gennaio 2027, alle ore 12:00. Per i progetti di tipo A, la presentazione si è chiusa il 30 giugno 2024.
- I due tipi di progetto hanno regimi diversi. Nel tipo A, l’aiuto si concede in base al regolamento (UE) n. 651/2014, può arrivare al 100% del deficit di finanziamento, non può superare 50.000.000 di euro per progetto e per impresa, e un’impresa non può presentare più di un progetto. Nel tipo B, il tasso di cofinanziamento è del 100% e il bilancio assegnato è di 390.000.000 di euro, ossia il 66,1% del totale.
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial), Parte I, n. 811 del 24 settembre 2026, pagine 10-13
Entrata in vigore: 24 settembre 2026, data della pubblicazione, secondo l’art. II del decreto
Il Ministero dell’Energia ha integrato la guida con cui si finanziano la modernizzazione e la digitalizzazione delle reti di teleriscaldamento, aggiungendovi il modulo che i beneficiari useranno per chiedere prefinanziamento e rimborso. L’operazione somiglia a quella compiuta su altre guide di finanziamento del Fondo per la modernizzazione: il meccanismo di pagamento entra nella guida con un decreto, e il modello di domanda che lo rende utilizzabile arriva con un altro, più tardi.
Il nuovo allegato, numerato 11, si colloca dopo l’allegato n. 10 «Cerere de plată», cioè domanda di pagamento, e comprende due moduli. Il primo è la domanda di prefinanziamento: intestazione di registrazione presso il beneficiario e presso la Direzione generale investimenti, numero della tranche richiesta, importo in lei e percentuale del valore ammissibile del progetto, più due documenti di supporto obbligatori, l’identificazione finanziaria del conto e gli impegni giuridici per i quali si usa il denaro. Il secondo è la domanda di rimborso, con nove punti: identificazione della domanda, periodo di riferimento, tipo di domanda con quattro varianti da barrare, dati del beneficiario e del progetto, tabella delle spese ammissibili su due parti, totali, dichiarazione sotto la propria responsabilità con dieci lettere ed elenco degli allegati.
Lo stesso giorno, con la firma dello stesso ministro, il Ministero dell’Energia ha aggiunto lo stesso allegato anche alla guida per la cogenerazione ad alto rendimento, con il Decreto n. 1.088/2026. Le relazioni della Direzione generale investimenti su cui si basano i due decreti portano entrambe la data del 19 agosto 2026 e hanno numeri consecutivi, 201.609 per il teleriscaldamento e 201.610 per la cogenerazione.
Il decreto è stato firmato il 15 settembre 2026 da Ilie-Gavril Bolojan, in qualità di ministro dell’Energia ad interim, e pubblicato nove giorni più tardi. Tra la relazione che ha chiesto l’integrazione e la pubblicazione sono passati 36 giorni.
Gli effetti che produce
Il decreto non tocca né il bilancio, né l’intensità dell’aiuto, né le condizioni di ammissibilità. Cambia soltanto il modo in cui si chiede il denaro, e questo conta per qualsiasi beneficiario che abbia un contratto o si prepari a presentare un progetto di tipo B:
- La domanda di prefinanziamento ha un modello pubblicato. Fino al 24 settembre 2026, il capitolo 5 sezione 5.2 della guida descriveva il meccanismo senza indicare il modulo. Da questo momento, la sezione rinvia espressamente all’allegato n. 11.
- Il prefinanziamento si deduce automaticamente al rimborso. La tabella del punto 6 lett. B prevede una riga separata per il prefinanziamento dedotto fino alla domanda corrente e per quello dedotto dalla domanda corrente, mentre il punto 7 calcola la somma effettivamente richiesta secondo la formula «3 = 1 − 2».
- Il beneficiario dichiara sotto la propria responsabilità dieci cose. Tra esse, che le spese sono state effettivamente pagate, che il progetto non è finanziato anche attraverso altri strumenti della Commissione europea, che le regole sugli aiuti di Stato e sugli appalti pubblici sono state rispettate e che le operazioni sono registrate in una contabilità separata. La dichiarazione si rende essendo consapevoli delle disposizioni dell’art. 326 del Codice penale, sul falso in dichiarazioni.
- Il percorso dell’approvazione è visibile. L’ultimo riquadro dell’allegato, «A se completa de către instituțiile oficiale», cioè da compilare a cura delle istituzioni ufficiali, contiene lo spazio per la data di ricezione, la data della verifica, il parere del capo del servizio di verifica e il «bun de plată», cioè il via libera al pagamento, dato all’interno della Direzione generale investimenti.
Che cosa cambia rispetto a prima
La guida è stata approvata con il Decreto del ministro dell’Energia n. 24/2024 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania, Parte I, n. 33 e 33 bis del 16 gennaio 2024. Nella forma di allora, l’elenco degli allegati si fermava all’allegato n. 10, «Cerere de plată». I meccanismi di prefinanziamento, pagamento e rimborso sono stati introdotti successivamente, con il Decreto del ministro dell’Energia ad interim n. 600/2026, e il preambolo del decreto di adesso invoca espressamente la necessità di integrare e coordinare gli allegati introdotti allora.
L’integrazione ha tre passaggi: il capitolo 5 sezione 5.2 riceve un paragrafo che dice che il modello di domanda si trova nell’allegato n. 11, la sezione «Allegati» riceve la voce corrispondente subito dopo l’allegato n. 10 «Cerere de plată», e l’allegato entra effettivamente nella guida.
I parametri di fondo restano quelli di gennaio 2024. Il bilancio netto assegnato al bando è di 590.000.000 di euro, diviso in 200.000.000 per i progetti di tipo A e 390.000.000 per quelli di tipo B. La ripartizione per anni del tipo A va da 30.000.000 all’anno, tra il 2023 e il 2027, a 20.000.000 nel 2028 e nel 2029 e 10.000.000 nel 2030. Il tipo B parte da 85.000.000 nel 2023 e scende a 20.000.000 nel 2030. La selezione si fa secondo il principio del «primo arrivato, primo valutato», entro i limiti del bilancio. Richiedenti ammissibili sono le unità amministrativo-territoriali e le imprese che hanno il codice CAEN 3530, della nomenclatura romena delle attività economiche, e la qualità di operatore di trasporto e distribuzione, comprovata con un contratto di concessione valido. La durata di attuazione di un progetto non può superare cinque anni né la data del 31 dicembre 2030.
Vantaggi e svantaggi
Che cosa migliora
- Il modulo compare in tempo utile per i progetti di tipo B, che si possono ancora presentare fino al 1° gennaio 2027, quindi un nuovo richiedente lo ha dall’inizio.
- Un solo documento copre il prefinanziamento e tutte le varianti di rimborso, con una casella da barrare per ogni situazione.
- La deduzione del prefinanziamento dai rimborsi successivi è scritta nella tabella, con formula, quindi non dipende dall’interpretazione di nessuno.
- L’allegato ripete quasi alla virgola il modulo aggiunto lo stesso giorno alla guida della cogenerazione, il che uniforma le domande di tutto il programma chiave 5.
- Il modulo chiede espressamente i documenti di supporto per ciascuna categoria di spesa, quindi il fascicolo si costruisce seguendo un elenco, non le consuetudini.
Che cosa resta un problema
- Per i progetti di tipo A, la cui presentazione si è chiusa il 30 giugno 2024, il modulo arriva 816 giorni dopo la chiusura.
- La percentuale massima del prefinanziamento non compare nell’allegato; resta nel decreto che ha introdotto il meccanismo, quindi si cerca in un altro atto.
- La tabella del punto 6 lett. A numera le colonne 5a e 5b, mentre le note a piè di pagina rinviano alla «col. 5», senza precisare quale delle due.
- Il decreto non dice nulla sulle domande presentate prima del 24 settembre 2026 su un altro modello, sebbene il meccanismo funzionasse già.
- L’allegato è riprodotto come modulo stampato, con tabelle distese su pagine intere, difficile da seguire sullo schermo.
Consigli pratici
- Stabilite prima di tutto se il progetto è di tipo A o di tipo B, perché da questo dipende il termine. Il tipo B si può ancora presentare fino al 1° gennaio 2027, ore 12:00, mentre il tipo A si è chiuso il 30 giugno 2024.
- Verificate il numero dell’allegato prima di citarlo in una lettera di trasmissione: in questa guida il modulo è l’allegato n. 11, mentre nella guida della cogenerazione, integrata lo stesso giorno, è l’allegato n. 12.
- Compilate la tabella del punto 6 prima del punto 7. Il punto 7 chiede espressamente l’importo della riga III colonna 12 della tabella della lett. A e quello della riga IV colonna 5 della tabella della lett. B.
- Scrivete il valore dell’IVA soltanto se l’imposta è ammissibile nel progetto; la nota a piè di pagina chiede zero nell’altro caso, e un valore messo lì senza diritto cambia la somma richiesta.
- Per un progetto di tipo A, tenete d’occhio il massimale di 50.000.000 di euro per impresa. Il tasso di cambio si prende dal mese precedente alla presentazione della domanda di finanziamento, quindi l’importo in lei non si ricalcola a ogni domanda di rimborso.
- La domanda di prefinanziamento è firmata dal rappresentante legale, secondo la nota a piè di pagina dell’allegato, mentre la domanda di rimborso è firmata sia dal direttore di progetto, sia dal rappresentante legale.
Domande frequenti
Si possono ancora presentare progetti su questa guida?
Che cosa cambia il decreto per chi ha già un contratto di finanziamento?
Qual è l’aiuto massimo per progetto?
Da quando si usa il nuovo modulo?
Quanto tempo ha un beneficiario per portare a termine il progetto?
Il modulo è lo stesso della guida della cogenerazione?
Analisi della redazione
Il decreto copre un vuoto reale: una guida che descriveva il prefinanziamento e il rimborso senza pubblicare la domanda con cui si richiedono. Per le reti di teleriscaldamento, dove i beneficiari tipici sono comuni e operatori municipali con una tesoreria sottile, il prefinanziamento non è un dettaglio di procedura, ma la condizione perché il lavoro possa iniziare. Un modulo ufficiale significa anche un riferimento al quale il beneficiario può tornare se gli viene chiesta un’altra forma.
L’osservazione che non si vede leggendo il decreto, e nemmeno la guida dall’inizio alla fine, è il rapporto tra il calendario dei pagamenti e il calendario delle presentazioni. La ripartizione per anni del bilancio assegna agli anni dal 2027 al 2030 la somma di 220.000.000 di euro, ossia 80.000.000 al tipo A e 140.000.000 al tipo B, che rappresenta il 37,3% dei 590.000.000 del bando. Nello stesso tempo, l’ultima porta di ingresso nel programma si chiude il 1° gennaio 2027. In altre parole, più di un terzo del denaro è programmato per anni in cui nessuno può più presentare un progetto nuovo, quindi sarà speso esclusivamente dai beneficiari entrati fino a quel momento. Il modulo pubblicato il 24 settembre 2026 arriva, in questo contesto, in tempo per i 99 giorni che restano, ma tutto ciò che segue il 1° gennaio 2027 si gioca tra beneficiari già contrattualizzati.
La seconda osservazione viene dal confronto tra le due guide integrate lo stesso giorno. Questa guida fissa un massimale di 50.000.000 di euro per progetto e per impresa e vieta la presentazione di più progetti da parte della stessa impresa, perché si colloca sotto il regolamento (UE) n. 651/2014. La guida della cogenerazione non ha un massimale per progetto, non invoca il regolamento ma il regime approvato con il Decreto del ministro dell’Energia n. 542/2024, e consente più progetti dello stesso richiedente, ciascuno con il proprio studio di fattibilità. Il modulo introdotto adesso è tuttavia uno solo, con campi neutri, quindi l’architettura diversa dei due aiuti non si vede in esso. Un beneficiario presente in entrambi i programmi compila la stessa tabella sotto due regimi giuridici diversi, e i limiti vanno cercati nella propria guida.
Che cosa andrebbe cambiato
- L’allegato dovrebbe dire a quale tipo di progetto si rivolge ciascun campo. La guida ha due tipi di bando, con massimali diversi, e il modulo non li distingue. Una casella da barrare «tipo A / tipo B» orienterebbe la verifica nel ministero senza richiedere documenti supplementari.
- La percentuale massima del prefinanziamento dovrebbe essere stampata accanto al campo della percentuale. Adesso il limite sta nel decreto che ha introdotto il meccanismo, e una domanda oltre il massimale consuma un intero ciclo di verifica prima di tornare al beneficiario.
- Le note a piè di pagina della tabella dovrebbero rinviare alle colonne 5a e 5b, non alla «col. 5». La tabella numera esplicitamente le due colonne, mentre la nota lascia la scelta a chi compila.
- Il decreto dovrebbe prevedere una disposizione transitoria per le domande in lavorazione. Il meccanismo funzionava prima del 24 settembre 2026, quindi possono esistere domande presentate su un altro modello, e una frase chiarirebbe se vanno rifatte o no.
- La durata reale di attuazione dovrebbe essere coordinata con il termine di presentazione. La guida promette fino a cinque anni, ma il limite assoluto del 31 dicembre 2030 fa sì che un progetto presentato negli ultimi giorni utili abbia effettivamente quattro anni. Scritta esplicitamente, la correlazione risparmierebbe ai richiedenti tardivi un calendario che non possono rispettare.
Testo originale dell’atto normativo
Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.
Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania
Gazzetta Ufficiale della Romania n. 811 del 24 settembre 2026 16 pagine PDF, 100 KB l'atto inizia a pagina 10
Apri il PDF ufficialeScarica il PDF
Su schermi piccoli il visualizzatore non viene mostrato. Usa i pulsanti qui sopra per aprire o scaricare il file.
Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.
