In breve

  • Il Governo ha aumentato di 9.940 lei l’indennizzo per un singolo terreno del corridoio di esproprio della variante di circonvallazione della città di Satu Mare.
  • La posizione n. 362 dell’elenco approvato nel 2017 viene riscritta: 1.037 metri quadrati di terreno seminativo fuori dal perimetro urbano, indennizzo complessivo di 10.370 lei, ossia 10 lei al metro quadrato.
  • Il denaro proviene dal bilancio dello Stato, tramite il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, e va versato entro un massimo di 30 giorni dall’approvazione della richiesta di apertura di credito.
Atto: Decisione del Governo n. 648/2026
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) n. 699 del 24 agosto 2026
Adottata: 20 agosto 2026

Una decisione del Governo dedicata a un solo terreno di mille metri quadrati mostra con precisione come funzioni, nella pratica, la correzione di un indennizzo di esproprio nove anni dopo l’approvazione dell’elenco. La Decisione del Governo n. 648/2026, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 699 del 24 agosto 2026, aumenta di 9,94 mila lei la somma prevista come giusto indennizzo per il corridoio di esproprio della variante di circonvallazione della città di Satu Mare e riscrive la posizione n. 362 dell’allegato n. 2 alla Decisione del Governo n. 282/2017. È il tipo di atto che non arriva mai nei titoli dei telegiornali, ma che pesa moltissimo per i proprietari finiti dentro un corridoio stradale, accanto alle altre operazioni con cui lo Stato mette ordine nell’inventario dei propri beni.

Il fondamento normativo è la legge n. 255/2010 sull’esproprio per pubblica utilità, in particolare l’art. 5 comma (1), l’art. 8 comma (3), l’art. 9 comma (8), l’art. 11 comma (7) e l’art. 32. Sono queste le disposizioni che consentono di aggiornare gli elementi identificativi di un immobile e l’importo individuale dell’indennizzo dopo che la procedura è già stata avviata.

L’allegato della decisione contiene una sola riga. La posizione 362 dell’elenco del 2017 riguarda un terreno situato nell’unità amministrativo-territoriale di Satu Mare, distretto di Satu Mare, di proprietà di Bîjan Valeria e Bîjan Dumitru, categoria d’uso seminativo, con numero catastale e di libro fondiario 158468, superficie da atti di 1.037 metri quadrati, superficie da espropriare di 1.037 metri quadrati, fuori dal perimetro urbano, con un valore complessivo dell’indennizzo del terreno di 10.370 lei.

Gli effetti che produce

Il primo effetto è lo stanziamento del denaro. La somma di 9,94 mila lei viene assegnata dal bilancio dello Stato, attraverso il bilancio del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, secondo la legge di bilancio dello Stato per il 2026 n. 43/2026, al capitolo 84.01 «Trasporti», titolo 58, articolo di bilancio 58.01 «Programmi del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR)», comma 58.01.03 «Spese non ammissibili».

Il secondo effetto è l’aggiornamento dell’elenco. La posizione 362 dell’allegato n. 2 alla Decisione del Governo n. 282/2017, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 332 dell’8 maggio 2017, viene modificata nel senso dell’aggiornamento degli elementi identificativi dell’immobile e dell’importo individuale dell’indennizzo. Il resto dell’elenco resta intatto.

Il terzo effetto riguarda i conti. L’indennizzo complessivo per questo terreno arriva a 10.370 lei e l’integrazione ammonta a 9.940 lei, quindi la somma prevista in precedenza era di 430 lei. Rapportato alla superficie, il nuovo indennizzo significa 10 lei per metro quadrato di terreno seminativo fuori dal perimetro urbano.

Il quarto effetto riguarda il percorso del denaro. Il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture versa la somma su un conto di tesoreria aperto a nome della Compagnia Nazionale di Amministrazione delle Infrastrutture Stradali, entro un massimo di 30 giorni dalla data di approvazione della richiesta di apertura di credito, secondo l’art. 4 comma (8) delle Norme metodologiche approvate con la Decisione del Governo n. 53/2011. Da lì, il denaro resta a disposizione dei proprietari per il pagamento effettivo dell’indennizzo.

Il quinto effetto è di responsabilità. Il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, tramite la Compagnia Nazionale di Amministrazione delle Infrastrutture Stradali, risponde della veridicità dei dati contenuti nell’allegato, del modo in cui la somma viene utilizzata e della correttezza dei dati contenuti nei documenti che ne hanno determinato l’ammontare.

Che cosa cambia rispetto a prima

Fino a oggi, per questo terreno l’elenco del 2017 riportava una somma molto più bassa. La modifica la porta a 10.370 lei, insieme all’aggiornamento degli elementi identificativi dell’immobile, ossia dei dati catastali e di libro fondiario.

Il secondo cambiamento è di principio, anche se l’atto riguarda una sola riga: dimostra che un elenco di esproprio non è definitivo nel momento in cui viene approvato. Può essere corretto con una decisione del Governo, alle condizioni della legge n. 255/2010, ogni volta che i dati identificativi o la valutazione si rivelino errati o incompleti.

La correzione può arrivare anche da fuori dell’amministrazione. Alla miniera di Timișeni-Pinoasa, i tribunali hanno portato gli indennizzi a quasi 2,4 volte quanto aveva offerto lo Stato per otto immobili del distretto di Gorj.

Il terzo cambiamento riguarda la fonte di finanziamento. La somma viene pagata da un articolo di bilancio destinato ai programmi del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, al comma delle spese non ammissibili. In altre parole, l’indennizzo non viene rimborsato dai fondi europei, ma è sostenuto interamente dal bilancio dello Stato, anche se l’opera nel suo complesso è cofinanziata dall’Unione Europea.

Quello che non cambia è il resto della procedura. Il corridoio di esproprio, il tracciato approvato con la Decisione del Governo n. 282/2017 e le altre posizioni dell’elenco restano come sono stati stabiliti, con le successive modifiche e integrazioni.

Vantaggi e svantaggi

Che cosa migliora

  • Corregge un indennizzo che era palesemente inferiore al valore del terreno, portandolo da 430 a 10.370 lei.
  • Aggiorna gli elementi identificativi dell’immobile, eliminando il rischio che il pagamento resti bloccato da una discordanza catastale.
  • Fissa un termine chiaro per il versamento del denaro, non oltre 30 giorni dall’approvazione della richiesta di apertura di credito.
  • Dimostra che il meccanismo correttivo previsto dalla legge n. 255/2010 funziona anche per i casi individuali, non solo per le grandi revisioni di elenco.

Che cosa resta un problema

  • La correzione arriva nove anni dopo l’approvazione dell’elenco iniziale, un intervallo in cui i proprietari non hanno avuto a disposizione la somma reale.
  • Ogni rettifica di questo tipo richiede una decisione del Governo separata, il che rende la procedura lenta e costosa sul piano amministrativo.
  • L’atto non spiega perché la somma iniziale sia stata stabilita in modo errato, né se esistano altre posizioni nella stessa situazione lungo lo stesso corridoio.
  • La somma viene pagata dal comma delle spese non ammissibili, quindi non viene recuperata dai fondi europei.

Consigli pratici

  1. Se possiedi un terreno all’interno di un corridoio di esproprio, verifica periodicamente se la tua posizione nell’allegato è stata modificata da decisioni successive. L’elenco iniziale non è la versione definitiva.
  2. Confronta la superficie risultante dagli atti con la superficie da espropriare indicata nell’elenco. Quando coincidono, il terreno viene acquisito per intero e l’indennizzo riguarda l’intera particella.
  3. Controlla il numero catastale e il numero di libro fondiario riportati nell’allegato. Una discordanza qui è la causa più frequente di ritardo nel pagamento.
  4. Se la somma ti sembra inferiore al valore di mercato, contesta in giudizio l’ammontare dell’indennizzo, alle condizioni della legge n. 255/2010. Contestare l’importo non blocca il trasferimento del diritto di proprietà.
  5. Ricorda che il denaro passa prima alla Compagnia Nazionale di Amministrazione delle Infrastrutture Stradali, non direttamente al proprietario. È lì che va depositata la documentazione per il pagamento.
  6. Chiedi per iscritto al gestore dell’opera lo stato della tua pratica, citando il numero della posizione nell’allegato. È il modo più rapido per capire dove si è bloccato il pagamento.

Domande frequenti

Che cosa ha approvato, in concreto, questa decisione?
L’aumento di 9,94 mila lei della somma prevista come giusto indennizzo per il corridoio di esproprio della variante di circonvallazione della città di Satu Mare e la modifica della posizione n. 362 dell’allegato n. 2 alla Decisione del Governo n. 282/2017.
Quanto vale l’indennizzo per quel terreno?
10.370 lei per 1.037 metri quadrati di terreno seminativo fuori dal perimetro urbano, nell’unità amministrativo-territoriale di Satu Mare, ossia 10 lei al metro quadrato.
Da dove arrivano i soldi?
Dal bilancio dello Stato, attraverso il bilancio del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, secondo la legge di bilancio dello Stato per il 2026 n. 43/2026, dal capitolo 84.01 «Trasporti», comma 58.01.03 «Spese non ammissibili».
In quanto tempo viene pagato?
Il Ministero versa la somma su un conto di tesoreria aperto a nome della Compagnia Nazionale di Amministrazione delle Infrastrutture Stradali entro un massimo di 30 giorni dalla data di approvazione della richiesta di apertura di credito. Da lì si procede al pagamento effettivo ai proprietari, alle condizioni di legge.
Un elenco di esproprio può essere modificato dopo l’approvazione?
Sì. La legge n. 255/2010 consente di aggiornare con decisione del Governo gli elementi identificativi degli immobili e gli importi individuali dell’indennizzo, anche dopo l’avvio della procedura.
Chi risponde della correttezza dei dati?
Il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, tramite la Compagnia Nazionale di Amministrazione delle Infrastrutture Stradali, risponde della veridicità dei dati contenuti nell’allegato, del modo in cui la somma assegnata viene utilizzata e della correttezza dei documenti che ne hanno determinato l’ammontare.

Errori e incongruenze nel testo pubblicato

  • L’art. III comma (1) rinvia a una unità che non esiste. Il testo dice che la somma approvata ai sensi dell’art. I si usa «pentru imobilul prevăzut la art. II pct. 1», per l’immobile previsto all’art. II punto 1. L’art. II non ha punti: è composto da un solo trattino, con il quale viene modificata la posizione n. 362 dell’allegato n. 2 alla Decisione del Governo n. 282/2017. Il rinvio corretto sarebbe all’art. II senza suddivisione, oppure direttamente alla posizione 362.
  • Le due cifre della decisione non chiudono l’una con l’altra. L’art. I approva un’integrazione di 9,94 mila lei, mentre l’allegato indica, alla colonna 15, un valore complessivo dell’indennizzo di 10.370,00 lei. La differenza di 430 lei è la somma approvata in precedenza, ma la decisione non la menziona da nessuna parte, benché modifichi proprio la posizione che la conteneva. Dall’atto il lettore non può verificare che 9.940 più la somma vecchia diano esattamente 10.370 lei.
  • L’integrazione è espressa in migliaia di lei, con due decimali, quindi non determina la somma esatta. «9,94 mii lei», 9,94 mila lei, copre qualunque valore compreso tra 9.935 e 9.945 lei, mentre l’allegato dà la cifra esatta, al centesimo, per l’indennizzo complessivo. In un atto che assegna stanziamenti di bilancio per una sola posizione, l’unità di misura dovrebbe essere il leu, come nell’allegato.
  • L’art. II annuncia l’aggiornamento degli elementi identificativi e l’allegato li lascia in bianco. La posizione 362 «se modifică în sensul actualizării, în condițiile legii, a elementelor de identificare ale imobilului», è modificata nel senso dell’aggiornamento, alle condizioni di legge, degli elementi identificativi dell’immobile, eppure nella tabella la colonna 5 «Tarlaua», l’appezzamento, contiene un trattino, la colonna 6 «Parcela», la particella, è vuota, e la colonna 8 «Nr. act proprietate/încheiere CF», il numero dell’atto di proprietà o dell’iscrizione nel libro fondiario, contiene un altro trattino. Gli unici elementi effettivamente compilati sono il numero catastale e il numero del libro fondiario, entrambi 158468, più la superficie.
  • L’art. III comma (2) parla al plurale di una somma sola. Il comma si riferisce alle «sumele individuale prevăzute la alin. (1)», le somme individuali previste al comma (1), benché il comma (1) preveda una sola somma, per un solo immobile. La formulazione è ripresa così com’è dalle decisioni che modificano decine di posizioni in una volta e non è stata adattata all’atto in questione.

Analisi della redazione

Il problema reale che l’atto risolve è di giustizia elementare: una posizione di un elenco di esproprio approvato nel 2017 conteneva una somma che non aveva alcun rapporto con il valore del terreno, e i proprietari se la sono tenuta per anni. La correzione era necessaria e il meccanismo della legge n. 255/2010 funziona davvero. Salta però agli occhi il prezzo della procedura: una decisione del Governo firmata dal primo ministro e controfirmata da tre membri del Governo, pubblicata su due pagine di Gazzetta Ufficiale della Romania, per 9.940 lei. Il costo amministrativo della decisione è paragonabile alla somma che essa sblocca.

La seconda osservazione riguarda ciò che l’atto non dice. Non compare alcun rapporto di valutazione, alcun valutatore, alcuna data di valutazione a sostegno dei 10 lei al metro quadrato, benché la legge n. 255/2010 leghi il giusto indennizzo proprio a un rapporto redatto secondo gli standard di valutazione. Non compare nemmeno il motivo per cui la somma del 2017 era sbagliata: se si sia trattato di un errore di superficie, di categoria di uso o di valutazione. Senza quella riga, una correzione da 430 a 10.370 lei resta un’affermazione che nessuno dall’esterno può verificare, e l’art. IV lascia l’intera responsabilità per la «realitatea datelor», l’esattezza dei dati, alla Compagnia Nazionale di Amministrazione delle Infrastrutture Stradali.

La terza osservazione riguarda il tempo. L’elenco è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 332 dell’8 maggio 2017, e la rettifica arriva nell’agosto 2026. Nove anni nei quali un terreno di 1.037 metri quadrati ha figurato con una somma 24 volte più piccola di quella oggi ritenuta giusta. Né la legge né la decisione prevedono un termine entro il quale una simile incongruenza, una volta segnalata, debba essere portata a compimento, e l’atto non dice se sullo stesso corridoio vi siano altre posizioni nella medesima situazione.

Che cosa andrebbe cambiato

  • La decisione dovrebbe indicare entrambe le somme, quella vecchia e quella nuova. Una sola riga in più all’art. I, del tipo «de la 430 lei la 10.370 lei», da 430 lei a 10.370 lei, rende l’integrazione verificabile con l’aritmetica e risparmia al lettore la ricerca della versione del 2017 dell’allegato n. 2.
  • L’atto dovrebbe citare il rapporto di valutazione su cui si fonda la nuova somma. Numero, data ed emittente del rapporto, esattamente come per qualunque altra operazione sul patrimonio pubblico. Senza di essi, la colonna 15 dell’allegato è una cifra senza fonte.
  • Le correzioni sullo stesso corridoio andrebbero raggruppate periodicamente, non fatte una alla volta. Una decisione trimestrale che aggiorni tutte le posizioni individuate come errate su un’opera ridurrebbe il numero di atti, accorcerebbe il percorso fino al pagamento e mostrerebbe a colpo d’occhio la reale ampiezza del problema su quel corridoio.
  • Un termine massimo tra la constatazione dell’errore e la decisione che lo corregge. La legge n. 255/2010 fissa termini per l’espropriante, ma non per i suoi stessi errori. Un termine dell’ordine di sei mesi dalla segnalazione impedirebbe il ripetersi di un intervallo di nove anni.
  • La pubblicazione dello stato dei pagamenti su ciascun corridoio di esproprio. La posizione, la somma approvata, la somma pagata e la data del pagamento, in una tabella tenuta aggiornata dalla Compagnia Nazionale di Amministrazione delle Infrastrutture Stradali. Il proprietario non dovrebbe più chiedere per iscritto a che punto è la sua pratica, e le posizioni rimaste indietro diventerebbero visibili senza aspettare una decisione del Governo.

Testo originale dell’atto normativo

Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.

Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania

Gazzetta Ufficiale della Romania n. 699 del 24 agosto 2026 32 pagine PDF, 202 KB l'atto inizia a pagina 29

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Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.