In breve
- Dal 26 agosto, la domanda di certificato di urbanistica, quella di permesso di costruire e la notifica dei lavori si presentano su nuovi moduli standardizzati, identici in tutto il Paese: 36 modelli, raggruppati in quattro allegati.
- Ogni modulo porta un codice identificativo univoco e un numero di versione stampati su ogni pagina, e qualsiasi modifica del modello fa salire la versione. Tutti partono dalla versione 1.0.
- La carta resta valida. I comuni e i consigli distrettuali hanno tempo fino al 30 dicembre 2026 per adeguare le proprie piattaforme di presentazione online.
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) n. 711 del 26 agosto 2026
Entrata in vigore: 26 agosto 2026
Chi presenta da oggi una domanda di permesso di costruire compila un modulo standardizzato identico in qualsiasi comune del Paese, con codice identificativo e versione stampati su ogni pagina. Il decreto del ministro dello Sviluppo, dei Lavori pubblici e dell’Amministrazione n. 975/2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 711 del 26 agosto 2026, approva 36 modelli di modulo per il certificato di urbanistica, l’autorizzazione e la notifica. È il passo attuativo del nuovo Codice del governo del territorio, dell’urbanistica e dell’edilizia, entrato in vigore il giorno prima, il 25 agosto.
I moduli si trovano negli allegati n. 1-4, pubblicati separatamente, nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 711 bis, su 62 pagine. Il decreto li ripartisce sui quattro momenti della procedura: il certificato di urbanistica, l’autorizzazione vera e propria, la procedura di notifica e i moduli connessi, cioè il cartello di cantiere, il cartiglio delle tavole, i verbali di accertamento e sanzione degli illeciti amministrativi e il parere di collocazione.
Il fondamento è doppio. Da un lato, l’art. 262 e l’art. 578, comma 2, della legge n. 169/2026. Dall’altro, un obbligo del Piano nazionale di ripresa e resilienza, componente 10, Fondo Locale, traguardo 315, riforma 5, relativo allo sviluppo del sistema di pianificazione.
Il 28 agosto 2026 lo stesso ministero ha pubblicato anche la procedura completa delle documentazioni urbanistiche: il decreto n. 1.022/2026 porta otto allegati su 407 pagine e sostituisce la pila di pareri separati con un parere unico integrato.
Gli effetti che produce
Il primo effetto è l’uniformazione. Dal 26 agosto i 36 modelli diventano obbligatori e si applicano in modo uniforme da parte di tutte le autorità della pubblica amministrazione. Un fascicolo depositato a Bistrița e uno depositato a Craiova partono dalle stesse voci.
Il secondo effetto è la tracciabilità delle versioni. Ogni modulo porta un codice identificativo univoco, del tipo F_CU_01 o F_A_04, e un numero di versione, riportati su ogni pagina. Qualsiasi modifica di un modello comporta l’aggiornamento della versione, quindi si può dire con esattezza su quale forma di modulo è stata presentata una domanda.
Il terzo effetto riguarda la carta. I moduli possono essere usati sia in forma cartacea sia in forma digitale, e quelli compilati su carta o trasmessi per via elettronica saranno considerati pienamente validi e saranno obbligatoriamente lavorati, fino al completamento dell’integrazione tecnica nei sistemi informatici dei comuni. Il rifiuto di un fascicolo perché non è stato presentato online non trova appoggio nel decreto.
Il quarto effetto è un termine per l’amministrazione. Le autorità dell’amministrazione pubblica locale devono aggiornare le proprie piattaforme informatiche e le interfacce di presentazione entro e non oltre il 30 dicembre 2026.
Il quinto effetto è il collegamento con il Registro nazionale delle costruzioni, previsto dall’art. 415 del Codice. I campi identificativi dei moduli alimenteranno automaticamente il registro, e le precisazioni tecniche si pubblicano all’indirizzo registrulcladirilor.gov.ro, con la data e il numero di versione di ciascuna pubblicazione e con un preavviso di almeno 30 giorni per le modifiche non compatibili.
Il sesto effetto è la tutela dei fascicoli già presentati. Le domande depositate prima dell’entrata in vigore del decreto si definiscono in base ai moduli validi alla data della presentazione, quindi nessuno è obbligato a rifare un fascicolo in corso di istruttoria.
Il settimo effetto tocca i cantieri. Il cartello di identificazione dell’investimento, modulo F_02, ha la dimensione minima di 60 per 90 centimetri e caratteri di almeno 5 centimetri per il titolo, si colloca in un punto visibile dalla strada pubblica per tutta la durata dell’esecuzione e riporta l’identificativo del Registro Nazionale delle Costruzioni, il gruppo di progettazione, l’esecutore e il direttore dei lavori, con i recapiti.
Che cosa cambia rispetto a prima
Il primo cambiamento è la fonte dei moduli. Finora i modelli venivano dalle norme metodologiche di attuazione della legge n. 50/1991, abrogata il 25 agosto con l’entrata in vigore del Codice. Il decreto n. 975/2026 è il primo insieme di moduli costruito direttamente sul nuovo Codice, e i richiami nell’intestazione di ciascuna domanda sono alla legge n. 169/2026.
Il secondo cambiamento è la comparsa di moduli che non esistevano come modelli nazionali. Il permesso di modifica, con la domanda F_AM_01 e il permesso F_AM_02, e il permesso di regolarizzazione, con F_AR_01 e F_AR_02, sono regimi nuovi introdotti dal Codice e ricevono adesso moduli propri.
Il terzo cambiamento è la procedura di notifica, che acquista una catena completa di sette moduli: la notifica, la conferma di registrazione, la richiesta di chiarimenti, la comunicazione che l’opera ha comunque bisogno di permesso, il rigetto motivato, l’estratto o l’attestazione e la comunicazione di fine lavori.
Il quarto cambiamento è la dichiarazione sotto la propria responsabilità per l’approvazione tacita dei pareri, il modulo F_A_03. Il committente dichiara di non aver ricevuto una richiesta di chiarimenti e di non aver ottenuto il parere nel termine, e i pareri per i quali invoca l’approvazione tacita si elencano in una voce apposita.
Il quinto cambiamento è la separazione delle comunicazioni per destinatario. L’inizio e la fine dei lavori si annunciano con moduli distinti, F_A_08 e F_A_10 all’autorità che ha rilasciato il permesso, F_A_09 e F_A_11 all’Ispettorato territoriale per le Costruzioni, l’ultimo dei quali riporta anche il valore effettivo dei lavori eseguiti.
Il sesto cambiamento è il parere di collocazione, con i moduli F_05 e F_06, costruito sull’art. 300 del Codice per le rastrelliere per biciclette e monopattini, le stazioni di ricarica dei veicoli elettrici, i punti di misurazione della qualità dell’aria, i sistemi di preraccolta dei rifiuti riciclabili o gli elementi di segnaletica stradale.
Quel che non cambia è l’autorità competente. Le domande vanno come prima al sindaco del comune, della città o del municipio, al sindaco di circoscrizione, al sindaco generale o al presidente del consiglio distrettuale, secondo il caso.
Vantaggi e svantaggi
Che cosa migliora
- Un solo insieme di moduli per tutto il Paese, quindi un fascicolo preparato in un distretto non deve più essere rifatto in un altro.
- Il codice identificativo e la versione stampati su ogni pagina mostrano esattamente quale forma di modulo è stata usata, utile in qualsiasi contestazione.
- La carta resta valida e viene lavorata obbligatoriamente, quindi l’assenza di una piattaforma online non blocca la presentazione.
- I fascicoli già in istruttoria non si rifanno, perché si definiscono sui moduli validi alla data della presentazione.
- Le modifiche non compatibili dei campi ricevono un preavviso di almeno 30 giorni, quindi i progettisti e gli sviluppatori di software hanno il tempo di adeguarsi.
- Il cartello di cantiere ha dimensioni e contenuto fissati, quindi si può verificare dalla strada chi esegue un’opera e in base a quale titolo.
Che cosa resta un problema
- I moduli arrivano un giorno dopo l’entrata in vigore del Codice, quindi per la giornata del 25 agosto il regime nuovo ha funzionato senza i suoi moduli.
- Gli allegati si pubblicano soltanto nell’edizione bis, che l’emittente non distribuisce per via elettronica, ma si acquista presso il Centro per i rapporti con il pubblico.
- Il decreto non abroga espressamente i modelli precedenti, ma li rimuove per via indiretta, dichiarando obbligatori quelli nuovi.
- Il richiamo, nel modulo di notifica, al fondamento del collaudo indica una legge che non è il Codice, il che può disorientare il committente.
- I modelli di timbro portano stampati i nomi di autorità reali di un solo distretto, senza l’avvertenza che si tratta soltanto di esempi.
- Il termine del 30 dicembre 2026 riguarda soltanto le piattaforme, non anche la preparazione del personale che le gestisce.
Consigli pratici
- Se avete un fascicolo depositato prima del 26 agosto, non rifatelo. Si definisce sui moduli validi alla data della presentazione, secondo l’art. 3, comma 3, del decreto.
- Prima di compilare, verificate il codice identificativo e la versione nell’angolo del modulo. Alla presentazione deve essere quella pubblicata, e per ora sono tutte alla 1.0.
- Scegliete correttamente il tipo di certificato di urbanistica: F_CU_01 per informazione, F_CU_02 per operazioni catastali, F_CU_03 per proroga, F_CU_04 per costruzione o demolizione.
- Se il comune rifiuta un fascicolo cartaceo invocando la mancata presentazione online, mostrate l’art. 2, comma 2, del decreto: i moduli su carta sono pienamente validi e si lavorano obbligatoriamente.
- Quando invocate l’approvazione tacita di un parere, usate il modulo F_A_03 ed elencate esattamente i pareri interessati. La dichiarazione si rende sotto la propria responsabilità.
- Comunicate l’inizio dei lavori due volte, con moduli diversi: F_A_08 all’autorità che ha rilasciato il permesso e F_A_09 all’Ispettorato territoriale per le Costruzioni.
- Ordinate il cartello di cantiere nelle dimensioni indicate in F_02, minimo 60 per 90 centimetri, con caratteri di almeno 5 centimetri per il titolo. La sua assenza da un punto visibile è un illecito amministrativo.
- Se collocate una rastrelliera per biciclette, una stazione di ricarica o un punto di raccolta dei rifiuti, chiedete il parere di collocazione con F_05, non il permesso di costruire.
Domande frequenti
Da quando sono obbligatori i nuovi moduli?
Quanti moduli sono e come sono ripartiti?
Posso ancora presentare il fascicolo su carta?
Che cosa succede alla domanda depositata prima del 26 agosto?
Dove trovo i moduli?
Che cosa significa il numero di versione sul modulo?
Entro quando devono i comuni adeguare le proprie piattaforme?
Che rapporto hanno i moduli con il Registro nazionale delle costruzioni?
Errori e incongruenze nel testo pubblicato
- Allegato n. 3, modulo F_NOT_01, sezione 7 «Obligații» (Obblighi). L’obbligo di collaudo alla fine dei lavori è fondato sull’«art. 298 alin. (6) din Legea nr. 196/2026», cioè sull’art. 298, comma 6, della legge n. 196/2026. Il Codice approvato è la legge n. 169/2026, richiamata correttamente due righe più sopra, nella stessa sezione, all’art. 298, comma 5, e in tutto il resto del decreto. Il committente che compila la notifica viene rinviato, per l’obbligo di collaudo e di registrazione del verbale, a un atto che non è il Codice.
- Allegato n. 3, modulo F_NOT_01, numerazione delle sezioni. Il modulo ha due sezioni numerate 7, «Răspunderea» (La responsabilità) e «Obligații» (Obblighi), seguite dalla 8 e dalla 9. Una richiesta di integrazione che indichi il punto 7 non mostra a quale delle due si riferisce.
- Allegato n. 2, modulo F_A_07, entrambe le pagine. Gli otto modelli di timbro portano stampati i nomi di autorità reali di un solo distretto: il Consiglio distrettuale di Bistrița-Năsăud, il Comune di Bistrița, il Comune di Năsăud e il Comune di Budacu de Jos. L’art. 3, comma 2, dichiara tutti i modelli obbligatori e da applicare in modo uniforme da parte di tutte le autorità della pubblica amministrazione, e il modulo non porta alcuna menzione del fatto che sia soltanto esemplificativo. Per contrasto, il modulo F_01 dell’allegato n. 4 dice espressamente che «modelul de cartuș prezentat are caracter informativ», cioè che il modello di cartiglio presentato ha carattere informativo, il che dimostra che il decreto segnala i modelli orientativi quando vuole farlo. Un comune di un altro distretto non può stabilire dal testo se debba riprodurre il facsimile con la propria denominazione o se il modello lo obblighi ad altro.
Analisi della redazione
Il decreto risolve un problema reale e urgente. Il Codice era entrato in vigore il 25 agosto, con regimi autorizzativi nuovi, e l’amministrazione locale era rimasta con moduli costruiti su una legge abrogata. L’insieme dei 36 modelli copre l’intero percorso, dal certificato di urbanistica fino al verbale di accertamento e sanzione degli illeciti amministrativi, e la decisione di lasciare la carta pienamente valida fino all’integrazione informatica è quella che tiene aperti gli sportelli. Altrettanto utile è la regola delle versioni: un modulo con codice identificativo e versione stampati su ogni pagina chiude la discussione su quale modello fosse in vigore alla data della presentazione.
Il decreto resta però breve in tre punti. Il primo è il calendario: i moduli arrivano un giorno dopo che il Codice è diventato applicabile, quindi per il 25 agosto il regime nuovo ha funzionato senza i suoi moduli, e il decreto non dice nulla sulle domande depositate proprio in quel giorno. Il secondo è l’accesso: gli allegati con i moduli si pubblicano in un’edizione bis che l’emittente rinvia all’acquisto fisico, presso il Centro per i rapporti con il pubblico di viale Panduri, mentre l’art. 2, comma 4, rimanda per le precisazioni tecniche a registrulcladirilor.gov.ro. Il terzo è il rapporto con il passato: il decreto non abroga espressamente alcun modello precedente, ma li rimuove per via indiretta, dichiarando obbligatori quelli nuovi, il che lascia spazio all’interpretazione là dove i moduli vecchi erano ancora usati per procedure connesse.
Anche il termine del 30 dicembre 2026 per le piattaforme locali merita un’osservazione. È l’unico termine del decreto, ma riguarda soltanto l’infrastruttura informatica, non anche la pubblicazione dei moduli editabili da parte del ministero. Senza file ufficiali scaricabili, ogni comune rifarà i propri facsimile, e l’uniformità per la quale il decreto è stato emanato si perderà in 3.228 varianti locali.
Che cosa andrebbe cambiato
- La pubblicazione dei moduli come file editabili sul sito del ministero, con il codice identificativo e la versione nel nome del file. Eliminerebbe il rifacimento dei facsimile da parte di ogni comune e renderebbe verificabile a colpo d’occhio la corrispondenza tra il modulo compilato e il modello ufficiale.
- La correzione del rinvio di F_NOT_01 alla legge n. 169/2026 e la rinumerazione delle due sezioni 7. Toglierebbe l’unico punto del decreto in cui il committente è rinviato a un atto inesistente proprio per l’obbligo di collaudo, cioè per il passaggio che chiude l’opera.
- L’indicazione espressa del modulo F_A_07 come modello orientativo, con voci vuote al posto delle denominazioni reali. Userebbe la stessa formula già presente in F_01 e risparmierebbe a ogni autorità la domanda se debba o no riprodurre il facsimile così com’è stampato.
- La pubblicazione degli allegati anche in formato elettronico gratuito, non soltanto nell’edizione bis acquistabile fisicamente. Un insieme di moduli dichiarato obbligatorio per tutti i comuni del Paese non dovrebbe dipendere da una trasferta a uno sportello di Bucarest.
- Un elenco espresso dei modelli che il decreto sostituisce. Chiuderebbe la discussione su che cosa resti applicabile delle norme metodologiche della legge n. 50/1991 nelle procedure connesse che non hanno ricevuto un modulo nuovo.
- Una regola di transizione per le domande depositate tra il 25 e il 26 agosto. Coprirebbe l’unico giorno in cui il Codice è stato in vigore senza i suoi moduli, e la soluzione naturale è che quelle domande siano trattate come presentate sui moduli validi a quella data.
Testo originale dell’atto normativo
Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.
Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania
Gazzetta Ufficiale della Romania n. 711 del 26 agosto 2026 16 pagine PDF, 126 KB l'atto inizia a pagina 14
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Le altre edizioni citate: nr. 711 bis/2026
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