In breve
- Il Danubio è sceso a tal punto che la riserva d’acqua alla presa della centrale nucleare di Cernavodă era arrivata a 23 centimetri sopra la quota alla quale i reattori passano al ricircolo.
- Il Comitato nazionale per le situazioni di emergenza ha approvato dragaggi d’urgenza, un pennello nell’alveo del Danubio Vecchio e la mobilitazione di oltre 60 motopompe di grande portata.
- Se il livello scende a 1,55 m dMB si fermano le concate e il traffico sul Canale Danubio-Mar Nero, mentre Hidroelectrica rilascia in più circa 50 mc/s dall’Olt, per cinque giorni.
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) n. 698 del 22 agosto 2026
Adottata: 21 agosto 2026
Il 20 agosto 2026, alle ore 06:00, l’acqua alla presa della centrale nucleare di Cernavodă era a 1,68 metri, appena 23 centimetri sopra la quota di 1,45 metri a partire dalla quale i reattori entrano nel regime di ricircolo. Lo Stato ha risposto con draghe, sommozzatori militari e uno sbarramento di deviazione costruito nell’alveo del Danubio. La Decisione n. 20 del Comitato nazionale per le situazioni di emergenza, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 698 del 22 agosto 2026, approva un pacchetto di misure di intervento in regime d’urgenza per garantire le portate e i livelli necessari alla centrale. Si aggiunge allo stato di allerta già dichiarato con la Decisione CNSU n. 15/2026, nel contesto di una crisi energetica che la Romania gestisce attraverso strutture dedicate, tra cui anche il centro operativo nazionale per le situazioni di crisi nel settore energetico.
Le cifre del preambolo spiegano l’urgenza. L’Istituto nazionale di idrologia e gestione delle acque prevedeva il 20 agosto una portata del Danubio a Baziaș intorno a 1.300 mc/s tra il 21 e il 25 agosto, con un lieve aumento verso 1.350 mc/s fino al 27 agosto. La decisione avverte espressamente che questo aumento non va interpretato come l’inizio di una ripresa del Danubio. A Cernavodă, la previsione per il periodo dal 21 al 27 agosto indicava un calo del livello da circa 250 a 257 centimetri sotto il riferimento.
A tutto questo si sovrappone un’ondata di caldo estremo annunciata su tutto il territorio del Paese, senza precipitazioni nel bacino idrografico del Danubio, e una scarsa idraulicità dei fiumi interni, che incide sia sulla produzione idroelettrica sia sulla prospettiva di una risalita del Danubio a monte della centrale.
Il 28 agosto lo stato di allerta è stato prorogato di altri 30 giorni, fino al 28 settembre 2026.
Gli effetti che produce
Il primo effetto è il dragaggio. L’Amministrazione nazionale «Apele Române» e la Regia autonoma «Amministrazione fluviale del Basso Danubio» di Galați devono impiegare o rilocare draghe, benne galleggianti e qualsiasi altra attrezzatura di supporto, per rimuovere i sedimenti e gli ostacoli sommersi dal canale di adduzione e dal bacino di distribuzione delle unità 1 e 2, dalla zona di deposito di Cernavodă, dal raccordo verso il Canale Danubio-Mar Nero e da tutto il settore Izvoarele-Cernavodă del Danubio Vecchio. Le attrezzature già appaltate per la manutenzione del canale navigabile vengono dirottate in via prioritaria verso questi lavori.
Il secondo effetto è una nuova costruzione nell’alveo. Viene approvata la realizzazione di un pennello, cioè una diga trasversale che devia la corrente dell’acqua, nell’alveo del Danubio Vecchio nella zona di Cernavodă. I lavori sono appaltati da Apele Române in regime di forza maggiore ed estrema urgenza ai sensi della legge n. 98/2016 sugli appalti pubblici e vengono eseguiti anche sui terreni della fascia tra argine e sponda e su terreni agricoli protetti.
Il terzo effetto tocca direttamente la navigazione. Al raggiungimento della quota di 1,55 m dMB alla presa della centrale, comunicata in via operativa da Nuclearelectrica, la Compagnia nazionale «Amministrazione dei canali navigabili» emette l’avviso di sospensione delle concate e del traffico sul Canale Danubio-Mar Nero. Separatamente, il canale può rilasciare in modo controllato una portata da 3 a 4 mc/s come riserva operativa per la captazione della centrale.
Il quarto effetto arriva dalle centrali idroelettriche. Il Ministero dell’Energia e Hidroelectrica devono turbinare nel Danubio portate medie giornaliere supplementari di circa 50 mc/s, per cinque giorni, a partire dal 22 agosto 2026, dalla catena di laghi sul fiume Olt. Il programma di esercizio viene adeguato di conseguenza, il che significa acqua sottratta alla riserva di un fiume per finire in un altro.
Il quinto effetto è la mobilitazione di attrezzature. Il Dipartimento per le situazioni di emergenza, tramite l’Ispettorato generale per le situazioni di emergenza, insieme all’Agenzia nazionale per le bonifiche, ad Apele Române e al Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, deve individuare, trasportare e collocare per fasi, fino al raggiungimento della quota di 1,45 m dMB, motopompe ed elettropompe di grande portata, generatori e pannelli smontabili. L’allegato precisa: da 59 a 60 motopompe da 10.000 litri al minuto e altre 2 o 3 da 30.000 litri al minuto.
Il sesto effetto coinvolge le forze armate. Il Ministero della Difesa nazionale esegue rilievi topobatimetrici e geodetici nei settori critici del Danubio Vecchio, nella zona del canale e della centrale, e mette a disposizione sommozzatori per i lavori al pennello.
Che cosa cambia rispetto a prima
Finora la risposta alla siccità idrologica era stata data a livello generale: lo stato di allerta dichiarato con la Decisione CNSU n. 15/2026 per gestire il calo della produzione di energia elettrica e le misure per innalzare il livello dell’acqua sul Danubio previste dalla Decisione CNSU n. 16/2026. Ora le misure diventano puntuali, con un obiettivo unico: la presa d’acqua della centrale nucleare.
Il secondo cambiamento è il passaggio dal monitoraggio alla costruzione. Un pennello non è una misura amministrativa, ma un’opera idraulica eseguita nell’alveo, con cave di prestito, strade di accesso e area di cantiere consegnata da Apele Române.
Il terzo cambiamento riguarda l’ordine delle priorità sul Danubio. Finora le attrezzature di dragaggio lavoravano alla manutenzione del canale navigabile, cioè per il trasporto fluviale. La decisione le dirotta in via prioritaria verso la fornitura dell’acqua di raffreddamento, e il Ministero dei Trasporti deve proporre al Governo la modifica della decisione governativa che ripartisce i volumi di dragaggio tra Cochirleni e Caragheorghe, per spostare i volumi rimasti verso le zone critiche.
Il quarto cambiamento riguarda il finanziamento. I lavori vengono pagati inizialmente con risorse proprie di Apele Române, dall’articolo di bilancio 20.22 «Finanziamento delle azioni nel settore delle acque», e le somme vengono recuperate successivamente: quelle di cui all’art. 1 da Nuclearelectrica, sulla base di un computo metrico, e quelle per il pennello dal bilancio del Ministero dell’Ambiente, delle Acque e delle Foreste, in sede di assestamento di bilancio. La parte eseguita dall’Amministrazione fluviale del Basso Danubio è finanziata dal bilancio del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture.
Quello che non cambia è il quadro istituzionale. Le misure vengono attuate attraverso le istituzioni indicate nell’allegato, così come sono state stabilite in seno al Comitato interministeriale costituito con la Decisione del primo ministro n. 278 del 14 agosto 2026, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 675 del 16 agosto 2026.
Vantaggi e svantaggi
Che cosa migliora
- Riunisce in un unico atto chi fa che cosa ed entro quando, con termini scanditi per giorni e con risultati concreti attesi da ogni istituzione.
- Sblocca l’appalto dei lavori attraverso il regime di forza maggiore, il che riduce da mesi a giorni il tempo necessario per avviare l’esecuzione.
- Fissa in anticipo la soglia alla quale si ferma la navigazione sul canale, quindi armatori e operatori portuali sanno a quale quota aspettarsi le restrizioni.
- Porta risorse che non si potevano reperire rapidamente sul mercato: sommozzatori militari, navi per i rilievi e le motopompe dell’Ispettorato generale per le situazioni di emergenza.
Che cosa resta un problema
- Il margine rimasto al momento dell’adozione era di circa 23 centimetri e la previsione indicava un ulteriore calo, non una ripresa.
- Il blocco delle concate sul Canale Danubio-Mar Nero ferma il trasporto di merci verso Costanza, con effetti a catena sulle esportazioni di cereali.
- La portata supplementare di circa 50 mc/s dall’Olt è limitata a cinque giorni e attinge alla riserva di un altro bacino, già colpito dalla siccità.
- I lavori vengono eseguiti anche su terreni agricoli protetti e l’atto non precisa come vengono indennizzati i proprietari interessati.
- I soldi vengono anticipati dal bilancio proprio di Apele Române e recuperati solo in seguito, in parte in sede di assestamento di bilancio.
Consigli pratici
- Se gestisci navi sul Danubio o sul Canale Danubio-Mar Nero, segui gli avvisi ai naviganti. Le restrizioni e la sospensione delle concate scattano al raggiungimento della quota di 1,55 m dMB, non a una data di calendario.
- Se hai merce contrattata attraverso il porto di Costanza, concorda per tempo con il trasportatore un’alternativa su rotaia o su gomma. La sospensione del traffico fluviale non ha un termine fisso di revoca.
- Se possiedi terreni nella fascia tra argine e sponda, nel settore da Izvoarele a Cernavodă, chiedi per iscritto ad Apele Române informazioni sull’area di cantiere, sulle vie di accesso e sulle cave di prestito. L’atto prevede che sia l’amministrazione a consegnare l’area.
- Se hai imbarcazioni ormeggiate nelle zone di intervento, preparale per lo spostamento. Le strutture del Ministero degli Interni e l’Autorità navale rumena possono disporne la limitazione o la rimozione.
- Segui i livelli del Danubio a Cernavodă direttamente alla fonte, attraverso i bollettini dell’Istituto nazionale di idrologia e gestione delle acque, non attraverso resoconti di seconda mano.
- Non confondere il passaggio al ricircolo con l’arresto della centrale. Il ricircolo è un regime tecnico di funzionamento con acqua riutilizzata, che scatta sotto la quota di 1,45 m dMB.
Domande frequenti
Perché la centrale di Cernavodă ha bisogno di tanta acqua?
Che cos’è un pennello?
Quando si ferma la navigazione sul Canale Danubio-Mar Nero?
Chi paga i lavori?
Che cosa significa la portata supplementare dall’Olt?
Quante pompe vengono mobilitate?
Testo originale dell’atto normativo
Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.
Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania
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