In breve
- La Corte Costituzionale ha respinto i ricorsi di diversi pensionati che chiedevano di dichiarare incostituzionali quattro ordinanze d’urgenza con cui il Governo ha rinviato due volte e ridotto l’aumento del valore del punto di pensione tra il 2020 e il 2023.
- In pratica non cambia nulla per i pensionati: gli importi calcolati allora restano validi, e le differenze “perse” a causa dei rinvii non possono essere recuperate in giudizio su questa base.
- La decisione è definitiva e di applicazione generale, quindi chiude questa via di ricorso per tutti i procedimenti analoghi ancora pendenti dinanzi ai tribunali.
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) n. 643 del 4 agosto 2026
Pronunciata: 4 marzo 2026
La Corte Costituzionale ha respinto i ricorsi di diversi pensionati che chiedevano l’annullamento, in via costituzionale, di quattro ordinanze d’urgenza con cui il Governo ha rinviato due volte e ridotto l’aumento del valore del punto di pensione tra il 2020 e il 2023. La Decisione n. 189/2026, pronunciata a marzo e pubblicata in Gazzetta Ufficiale della Romania quasi cinque mesi dopo, conferma che l’esecutivo poteva, tramite ordinanze d’urgenza, rinviare o ridurre gli aumenti inizialmente previsti dalla legge sulle pensioni, senza violare il diritto di proprietà né il diritto alla pensione degli interessati. Il caso è giunto alla Corte attraverso nove distinti procedimenti, promossi da pensionati di Brașov, Timișoara, Vâlcea, Galați, Bacău e Harghita, tutti insoddisfatti del modo in cui era stata calcolata la loro pensione in quegli anni.
Tutte e quattro le ordinanze in questione, l’OUG n. 135/2020, l’OUG n. 8/2021, l’OUG n. 125/2021 e l’OUG n. 168/2022, modificavano di volta in volta la stessa legge: la Legge n. 127/2019 sul sistema pensionistico pubblico, che avrebbe dovuto introdurre una nuova formula di calcolo delle pensioni, basata su un “punto di riferimento” al posto del vecchio “punto di pensione”. Tuttavia questa legge non è mai entrata in vigore nella sua forma originaria: è stata rinviata due volte e, infine, abrogata a decorrere dal 1° gennaio 2024 dalla Legge n. 360/2023, che disciplina ancora oggi le pensioni in Romania.
Gli effetti che produce
Per i pensionati i cui procedimenti, pendenti dinanzi ai tribunali, sollevavano esattamente questa eccezione di incostituzionalità, la decisione chiude di fatto la controversia: i tribunali respingeranno l’argomento, rinviando direttamente alla Decisione n. 189/2026, senza un nuovo esame nel merito. Non vi saranno ricalcoli retroattivi delle pensioni per il periodo 2020-2023 su questa base, e gli importi calcolati allora, in base ai valori fissati dalle quattro ordinanze, restano definitivi.
Per i pensionati di oggi, la decisione non cambia nulla nel modo in cui viene calcolata la pensione: il sistema attuale si basa esclusivamente sulla Legge n. 360/2023, che ha sostituito integralmente la vecchia legge già dal 2024. La posta in gioco della decisione è piuttosto storica e procedurale: conferma definitivamente che il Governo ha agito in modo costituzionale nel “tagliare”, tramite ordinanze d’urgenza, gli aumenti pensionistici inizialmente promessi dalla legge, in nome dell’equilibrio di bilancio. L’indice di correzione è tornato davanti alla Corte nel 2026, questa volta sul momento in cui si applica alla liquidazione iniziale della pensione.
Che cosa cambia rispetto a prima
- Nulla nel calcolo delle pensioni: le quattro ordinanze d’urgenza restano applicabili esattamente come sono state adottate, e i valori del punto di pensione utilizzati tra il 2020 e il 2023 non vengono modificati.
- Si chiude una via di ricorso: l’argomento secondo cui il rinvio o la riduzione dell’aumento del punto di pensione avrebbe violato il diritto di proprietà o il diritto alla pensione non può più essere utilizzato con successo in altri procedimenti analoghi.
- Giurisprudenza confermata: la Corte rinvia espressamente alla Decisione n. 203 del 7 aprile 2022 e alla Decisione n. 372 del 29 giugno 2023, che avevano già deciso la stessa questione in altre cause, e constata che non vi è alcun elemento nuovo che giustifichi una soluzione diversa.
Vantaggi e svantaggi
Che cosa migliora
- Prevedibilità giuridica: viene eliminato il rischio di ricalcoli retroattivi caotici delle pensioni del periodo 2020-2023, che avrebbero esercitato una pressione ulteriore sul bilancio delle assicurazioni sociali.
- I tribunali possono decidere più rapidamente i procedimenti analoghi ancora pendenti, mediante rinvio diretto a questa decisione e alla giurisprudenza precedente della Corte.
Che cosa resta un problema
- I pensionati il cui punto di pensione è stato ridotto o il cui aumento è stato rinviato tra il 2020 e il 2023 non otterranno, per questa via, alcun risarcimento né alcun ricalcolo degli importi di quel periodo.
- La decisione conferma, indirettamente, che il Governo può intervenire ripetutamente, tramite ordinanze d’urgenza, su diritti sociali già programmati dalla legge, il che lascia spazio a rinvii analoghi anche in futuro.
Consigli pratici
- Se hai un procedimento aperto su questo tema (contestazione del valore del punto di pensione tra il 2020 e il 2023): parla con il tuo avvocato dell’impatto di questa decisione; il tribunale respingerà molto probabilmente un’eccezione di incostituzionalità sollevata sullo stesso fondamento, rinviando direttamente alla Decisione n. 189/2026.
- La pensione si calcola oggi esclusivamente secondo la Legge n. 360/2023: il vecchio “punto di pensione” della Legge n. 127/2019 non ha più alcuna rilevanza pratica per le pensioni stabilite o ricalcolate a partire dal 1° gennaio 2024.
- Non fare affidamento su stime: se hai dubbi su come è stata calcolata la tua pensione nel periodo 2020-2023, richiedi alla cassa pensioni territoriale un attestato con lo storico del punteggio e dei valori applicati.
- Per situazioni individuali complesse (ricalcoli, procedimenti di contestazione più datati), consulta un avvocato specializzato in diritto della previdenza sociale: la sentenza della Corte costituzionale decide solo sulla costituzionalità delle norme di legge, non su come esse si applichino al tuo caso concreto.
Domande frequenti
Cosa ha deciso la Corte Costituzionale?
Posso ancora recuperare la differenza di pensione non corrisposta in quegli anni?
Come viene calcolata oggi la mia pensione, nel 2026?
Perché sono trascorsi quasi cinque mesi tra la pronuncia e la pubblicazione?
Cosa succede ai procedimenti di altri pensionati pendenti con la stessa contestazione?
Testo originale dell’atto normativo
Il testo seguente è riportato in rumeno, nella forma ufficiale di pubblicazione.
Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania
Gazzetta Ufficiale della Romania n. 643 del 4 agosto 2026 8 pagine PDF, 83 KB l'atto inizia a pagina 3
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Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.
