In breve
- Il Ministero dell’Interno ha sostituito integralmente il regolamento del servizio a bordo delle proprie navi, quelle usate dalla Polizia di Frontiera, dalla Gendarmeria e dalle altre strutture dotate di imbarcazioni.
- Il nuovo testo ha otto capitoli e 60 pagine, copre i doveri dell’equipaggio, l’organizzazione del servizio, le regole di accesso a bordo, le misure igienico-sanitarie e le cerimonie, e abroga il regolamento del 2009.
- È interessato il personale navigante del ministero, ma anche chiunque salga a bordo di queste navi: l’accesso è approvato dal comandante della nave e viene annotato nel giornale di bordo.
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) n. 689 del 20 agosto 2026
Emesso: 20 luglio 2026
Sulle navi della Polizia di Frontiera la bandiera non può essere ammainata per tutta la durata della missione, e se viene distrutta si issa subito quella di riserva. È una delle regole del regolamento che il Ministero dell’Interno ha appena riscritto. Il decreto del vice primo ministro, ministro dell’Interno, n. 112 del 20 luglio 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 689 del 20 agosto 2026, approva il Regolamento del servizio a bordo delle navi appartenenti al Ministero dell’Interno. È la seconda riscrittura di ampia portata di un regolamento interno pubblicata in questa edizione, dopo quella con cui la Commissione Nazionale per la Compensazione degli Immobili ha ricevuto nuove regole di funzionamento.
Il decreto ha quattro articoli, mentre il regolamento vero e proprio viene pubblicato separatamente, nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 689 bis, su 60 pagine. Il fondamento è dato dall’art. 3 dell’Ordinanza del Governo n. 42/1997 sul trasporto marittimo e sulle vie navigabili interne, dall’art. 3 dell’Ordinanza del Governo n. 22/1999 sull’amministrazione dei porti e dall’art. 7 comma (5) dell’Ordinanza d’urgenza del Governo n. 30/2007 sull’organizzazione del Ministero dell’Interno.
Il regolamento stabilisce, secondo l’art. 1, sei materie: i doveri dei membri dell’equipaggio, l’organizzazione dei servizi a bordo della nave, l’organizzazione e la direzione delle attività specifiche all’ormeggio e in navigazione, le regole di ordine interno, le misure igienico-sanitarie e le cerimonie a bordo della nave.
Gli effetti che produce
Il primo effetto è la condizione di base per uscire in acqua. Le navi in dotazione alle strutture del ministero possono essere impiegate per l’esecuzione del servizio a bordo solo se si trovano in condizioni operative, uno stato definito in modo cumulativo: le apparecchiature e gli impianti che assicurano le missioni, la propulsione, la manovra, l’energia elettrica, la navigazione e le comunicazioni devono funzionare conformemente alla normativa tecnica in vigore.
Il secondo effetto riguarda il regime giuridico della navigazione. Durante l’ormeggio e durante la navigazione, le navi rispettano la legislazione nazionale e internazionale in materia di diritto del mare. Nelle acque internazionali si applica la legislazione marittima internazionale, nelle acque nazionali di altri Stati si applicano le normative di quegli Stati, e la navigazione attraverso i settori di frontiera comune avviene secondo gli accordi conclusi dalla Romania con gli Stati vicini.
Il terzo effetto è la regola di accesso, valida per chiunque salga a bordo. Le entrate e le uscite sono consentite solo dalla passerella o dalla scala della nave e vengono annotate nel giornale di bordo, mentre l’approvazione è data dal comandante della nave, sulla base della disposizione ricevuta dal capo della struttura del ministero che ha la nave in dotazione. Il personale degli scaglioni superiori entra sulla base dell’ordine di servizio, della delega di controllo o della delega di servizio.
Il quarto effetto riguarda il cerimoniale, e qui le regole sono inaspettatamente precise. Tutte le navi issano la bandiera all’asta di bandiera o al picco di poppa, mentre quelle prive di alberatura la portano stampata su entrambe le murate, nella zona di poppa. È vietato ammainare la bandiera durante la missione, sia al comandante sia a qualsiasi altra persona imbarcata. Se la bandiera è stata distrutta in missione, si issa subito quella di riserva, e se si è rotto il mezzo di sostegno, la bandiera viene issata al pennone o in un altro luogo visibile. All’ingresso della nave in riparazione, nei cantieri o nelle basi navali, la bandiera non viene più issata.
Il quinto effetto è il saluto, obbligatorio per il personale. Nell’intervallo tra l’alzabandiera e l’ammainabandiera, chi entra o esce dalla nave saluta la bandiera della nave, all’estremità superiore della passerella o sulla piattaforma superiore della scala, girandosi verso la bandiera.
Il sesto effetto riguarda le imbarcazioni minori. Il regolamento precisa che, su queste, il comandante della nave si chiama conduttore di imbarcazione, il che allinea la terminologia interna alla pratica di navigazione.
Che cosa cambia rispetto a prima
Il regolamento precedente risaliva al 2009 ed era stato approvato con il decreto del vice primo ministro, ministro dell’amministrazione e dell’interno, ad interim, n. 307/2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 20 del 12 gennaio 2010. L’art. 3 comma (1) del nuovo decreto lo abroga espressamente, a decorrere dalla data di entrata in vigore.
Non è una modifica puntuale, ma una sostituzione completa, dopo sedici anni. In questo intervallo sono cambiate sia la dotazione delle strutture del ministero sia il quadro europeo di sorveglianza della frontiera marittima e fluviale, e il nuovo regolamento rinvia esplicitamente al diritto del mare e agli accordi di frontiera comune.
Il secondo cambiamento è di procedura e ha un termine. Secondo l’art. 3 comma (2), entro 30 giorni dall’entrata in vigore vengono emesse istruzioni del ministro dell’Interno sull’abilitazione del personale navigante che occupa o che occuperà i posti di specialità a bordo delle navi. Il termine scade il 19 settembre 2026.
Fino all’emissione di quelle istruzioni, l’art. 3 comma (3) prevede una soluzione transitoria: le normative precedenti sull’abilitazione del personale navigante si applicano per quanto compatibili, quindi non si apre un vuoto normativo tra il vecchio e il nuovo regime.
Vantaggi e svantaggi
Che cosa migliora
- Sostituisce un regolamento vecchio di sedici anni con uno adattato alla dotazione attuale e al quadro internazionale di navigazione.
- Definisce con precisione che cosa significa una nave in condizioni operative, con condizioni cumulative, il che limita la valutazione soggettiva prima di uscire in missione.
- Prevede una soluzione transitoria esplicita per l’abilitazione del personale, quindi non resta un vuoto fino all’emissione delle nuove istruzioni.
- L’annotazione nel giornale di bordo di ogni entrata e di ogni uscita crea una traccia verificabile dell’accesso a bordo.
- Rinvia espressamente agli accordi di frontiera comune, il che conta per la navigazione sul Danubio e sul Prut.
Che cosa resta un problema
- Il testo applicabile ha 60 pagine pubblicate in un’edizione bis, più difficile da procurarsi rispetto all’edizione ordinaria.
- Le istruzioni sull’abilitazione del personale navigante non sono ancora state emesse, quindi la parte più importante per la carriera degli equipaggi resta in attesa.
- Il regolamento riguarda esclusivamente l’organizzazione interna, senza disposizioni che chiariscano il rapporto con le persone controllate sull’acqua.
- Le regole di cerimoniale occupano un intero capitolo, mentre gli aspetti operativi sono distribuiti su più capitoli, il che rende il testo difficile da percorrere per chi non è specialista.
Consigli pratici
- Se fai parte di un equipaggio del ministero, cerca il testo integrale nell’edizione n. 689 bis, non nella n. 689. Il decreto ha quattro articoli; il regolamento di 60 pagine è nell’edizione bis.
- Verifica la tua situazione di abilitazione. Fino all’emissione delle nuove istruzioni si applicano per quanto compatibili le normative precedenti, quindi i documenti esistenti non perdono automaticamente la loro validità.
- Segui il termine di 30 giorni dell’art. 3 comma (2). Le istruzioni del ministro sull’abilitazione del personale navigante dovrebbero essere emesse entro il 19 settembre 2026.
- Se sali a bordo di una nave del ministero come persona esterna all’equipaggio, prepara il documento che giustifica la tua presenza. L’accesso è approvato dal comandante, sulla base di un ordine di servizio, di una delega di controllo o di una delega di servizio.
- Tieni presente che ogni entrata e ogni uscita viene annotata nel giornale di bordo. È il documento a cui si ricorrerà se sorgono domande su chi è stato a bordo e quando.
- Per la navigazione nei settori di frontiera comune, verifica l’accordo bilaterale applicabile. Il regolamento rinvia alle convenzioni concluse dalla Romania con gli Stati vicini, non stabilisce esso stesso le regole di quei tratti.
Domande frequenti
Quali navi sono interessate?
Che cosa significa una nave in condizioni operative?
La bandiera può essere ammainata durante la missione?
Chi può salire a bordo di una nave del ministero?
Che cosa succede al vecchio regolamento?
Quando arrivano le regole sull’abilitazione del personale navigante?
Testo originale dell’atto normativo
Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.
Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania
Gazzetta Ufficiale della Romania n. 689 del 20 agosto 2026 16 pagine PDF, 108 KB l'atto inizia a pagina 14
Apri il PDF ufficialeScarica il PDF
Le altre edizioni citate: nr. 689 bis/2026
Su schermi piccoli il visualizzatore non viene mostrato. Usa i pulsanti qui sopra per aprire o scaricare il file.
Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.
